Intervista a Musica Nuda

Intervista a Musica Nuda

Assistere ad un concerto di MUSICA NUDA è come entrare in una dimensione musicale ed emozionale inaspettata dove la voce di Petra Magoni e il contrabbasso di Ferruccio Spinetti ammaliano lo spettatore portandolo all’interno di in mondo sonoro da cui difficilmente deciderà di uscire.

La scaletta dei concerti del progetto MUSICA NUDA prevede le canzoni del nuovo disco “Banda Larga“, alcuni grandi classici e cover che il pubblico di MUSICA NUDA richiede ad ogni concerto del duo (Guarda che luna, Il cammello e il dromedario, Come together) a cui si aggiungono brani mai incisi da Petra e Ferruccio.

Il tour di MUSICA NUDA non si è davvero mai fermato, anzi, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti hanno portato il loro progetto in importanti rassegne italiane e internazionali suonando sui principali palchi italiani e riuscendo a raggiungere anche prestigiosi spazi internazionali come l’Olympia di Parigi e città importanti come Madrid, Tunisi, Salisburgo, New York, Toronto, Pechino, San Pietroburgo, Quito, Mosca, Istanbul e stati come l’Olanda e la Polonia. Inoltre sono stati ospiti del Tanz Wuppertal Festival di Pina Bausch e sempre in Germania hanno aperto i concerti di Al Jarreau riscuotendo ovunque un grande successo.

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Ecco cosa ci hanno raccontato prima del loro spettacolo del 27 novembre al Teatro Duse di Bologna:

Una complicità nata 10 anni fa. Ci raccontate come vi siete conosciuti? È sempre la donna a fare il primo passo…

Petra: non direi. Direi piuttosto che nella musica, così come nella vita, ci sono cose che non si possono spiegare ed incontri “magici” che ci segnano e cambiano per sempre i nostri percorsi.Io e Ferruccio ci siamo incontrati in una jam session e in quella occasione improvvisammo in duo “Roxanne” dei Police. per una serie di eventi non abbiamo più smesso!

Chiedo a Ferruccio Spinetti: come è stato suonare con gli Avion Travel? Puoi spiegarci le differenze che riscontri oggi in un tour con Musica Nuda?

Ferruccio Spinetti  © Angelo Trani
Ferruccio Spinetti
© Angelo Trani

Qual è il segreto che vi ha permesso di guadagnare prestigiosi riconoscimenti e traguardi così importanti sia in Italia che all’estero?

Ferruccio: come dicevo prima, innanzitutto grazie alla passione e ai sacrifici, in tutti i sensi, anche economici visto che io e Petra siamo da sempre anche i produttori dei nostri cd.
Petra: l’originalità della nostra proposta, colta e popolare al tempo stesso, unita a grandi capacità tecniche, empatiche e, perché no, manageriali, l’intelligenza complementare che abbiamo io e Ferruccio e l’esperienza ultradecennale in questo ambiente, soprattutto live, da anni, più un pizzico di fortuna che non guasta mai sicuramente hanno creato una miscela che non poteva passare inosservata!

Avete festeggiato questi 10 anni suonando con un’orchestra. Come è stata questa esperienza?

Ferruccio: Esperienza nuova e quindi entusiasmante anche perché abbiamo condiviso questo viaggio con Daniele di Gregorio, musicista e arrangiatore storico di Paolo Conte, che ha messo al centro dei suoi arrangiamenti Petra e Ferruccio. Abbiamo avuto anche la fortuna di fare dei concerti con delle Orchestre dirette dallo stesso Di Gregorio, come quest’estate con l’Orchestra Toscanini di Parma composta da 60 elementi.
Petra: faccio spesso questo paragone: suonare con Ferruccio è per me il massimo della comodità, della libertà e della “verità” come stare in tuta sul divano di casa. con l’orchestra è mettersi in ghingheri, essere magari bellissima con un abito con lo spacco, tacchi alti e trucco…..ogni tanto ci sta, è “giocare”, è “suonare” (to play….), è dare importanza ad un momento particolare, e questo 10 anniversario lo è senz’altro.

Che ruolo gioca, invece, il silenzio nelle vostre performances? Chi vi ascolta vi ha mai detto che sente la mancanza di “qualcosa”?

Ferruccio: io potrei riempire molto di più col mio strumento, ma adoro il silenzio e le pause che fanno parte,guarda caso, della notazione musicale. Piu spazio c’è in un brano, più le parole arrivano a destinazione. Per fortuna, poi, ci dicono il contrario… ossia che non manca niente e che spesso il significato del testo di una canzone si capisce meglio in un concerto di Musica Nuda che in altre versioni, spesso farcite di arrangiamenti pieni di strumenti.
Petra: il silenzio permette di apprezzare le sfumature, le sottigliezze, le cose piccole. E permette anche di accorgersi di quanta forza possa esserci in un piccolo, normalissimo, essere umano. Anzi, in questo caso due…

Qual è il messaggio che volete dare con il vostro ultimo album, Banda Larga?

Ferruccio: Speranza..si può fare ancora musica in italia e si deve investire in prima persona in tutti i sensi. Nessuno ti regala niente. 10 anni fa non avrei scommesso 1 euro pensando che un giorno avrei prodotto un cd con un’orchestra di 60 elementi.

Petra: d’accordo col mio socio. Se non siamo noi musicisti che qualcosa raccogliamo ad investire per primi nella musica chi possiamo aspettarci che lo faccia? Dare valore alla musica significa anche spendere. Sentir dire che un disco, che ti resta per la vita, è caro a 15 euro e poi spenderne 40 per una maglietta o per andare a cena fuori, o 10 per vedere un film una volta, è qualcosa che mi fa male. Purtroppo il discorso qui si fa più ampio e ha a che fare anche con la qualità, spesso pessima, dei dischi che escono… ho difficoltà anche a chiamarli dischi, visto che i dischi li rispetto… chiamiamoli prodotti, via.

Cosa pensate di questo periodo discografico? Voi, che vivete principalmente di live, avete notato differenze rispetto al passato?

Petra Magoni  © Angelo Trani
Petra Magoni
© Angelo Trani

Petra: intanto non mi preoccupo più di risultare antipatica, tanto c’è già un sacco di gente che mi giudica tale, soprattutto chi non mi conosce… quindi dico quello che penso senza preoccuparmi di offendere qualcuno anche perchè penso di avere le competenze per farlo e sono sempre pronta a mettermi in discussione e cambiare idea proprio grazie al confronto sincero, costruttivo e disinteressato. Penso che la discografia abbia una enorme responsabilità in questa specie di suicidio collettivo in cui si è cacciata. Scelte sbagliate, avidità, leggerezze, sfruttamento di giovani artisti trattati come carne da macello….tutte cose che hanno ben poco a che fare con la musica e l’arte. Da sempre io e Ferruccio cerchiamo di mostrare che esiste la possibilità di percorsi alternativi, che per noi non vuol dire essere per forza “contro” ma cercare una coerenza ed una sincerità che, alla lunga, paga. Soprattutto nello star bene con se stessi. Un artista vuole creare un’opera d’arte. Il profitto è secondario. Noi ci proviamo ogni volta che saliamo sul palco, ogni volta che facciamo uscire un disco. La perfezione, così come il piacere a tutti, non esistono. Esiste l’essere umano con le sue imperfezioni. Un bel disco continua a vendere, anche se poco a poco, negli anni. Un disco “di successo”, usa e getta, magari pompatissimo a livello promozionale, vende le prime due settimane e poi sparisce. Come è giusto che sia…..

Sappiamo che Petra ha una passione per i cavalli. La tua, Ferruccio, qual è?

Ferruccio: sicuramente il Basket e la squadra della mia città, ossia la Juvecaserta che milita in serie A1. Ho scritto qualche tempo fa anche una canzone dedicata alla squadra chiedendo a Petra di cantarla, dove si racconta un po la storia della squadra che resta ancora oggi l’unica del sud ad aver vinto uno scudetto nel 1991. Per Caserta la Juvecaserta è molto di più che una semplice squadra di basket. Significa anche riscatto, speranza, aggregazione di giovani e testimonia che al sud non esiste solo la “Terra dei fuochi” ma anche qualcosa di bello e realtà entusiasmanti. Vivendo in Toscana seguo, quando posso, anche le partite in trasferta della Juvecaserta (sono stato già quest’anno a Pesaro e Reggio Emilia). Magari verrò anche a Bologna a vedere la partita l’anno prossimo.

Quali sono i vostri modelli musicali?

Ferruccio: Un po’ di tutto. Dalla musica classica, Bach, Brahms ma anche Ravel o Debussy fino al jazz, adoro C. Haden e Marc Jonhson come bassisti e negli ultimi anni ho approfondito anche la mia passione per la musica brasiliana incidendo 2 cd con un gruppo che si chiama InventaRio (Spinetti-Ceccarelli-Petreni-Dadi), collaborando con Ivan Lins a cui abbiamo dedicato l’ultimo cd interpretando i suoi brani riadattati in italiano e cantati da altri artisti italiani come Samuele Bersani, la stessa Petra, Chiara Civello, Bungaro, Tosca, Maria Pia de Vito, e da brasiliani come Vanessa da Mata, Maria Gadu, Chico Buarque, Dadi Carvalho.
Petra: in ordine sparso: Emma Kirkby, Sting, Bjork, Tom Waits, Yma Sumac, Beatles, Ani Difranco, Nils Landgren, Ibrahim Maalouf, Demetrio Stratos, Mina, Maria Joao, Pierpaolo Capovilla, Barbra Streisand, Janis Joplin…

Vi auguriamo tutto il meglio, e in bocca al lupo per il concerto a Bologna!

Ferruccio: Grazie! Non è la prima volta che suoniamo a Bologna e speriamo di non deludere il nsotro pubblico soprattutto quelli che non ci hanno mai visto dal vivo.

Biglietteria e informazioni:
Prevendite presso la biglietteria del Teatro Duse (dal martedì al sabato dalle 15 alle 19), nei punti prevendita Vivaticket.
Via Cartoleria, 42
tel. 051 231836
biglietteria@teatrodusebologna.it

Roberta Filippi

Bresciana di origine, bolognese di adozione e svizzera nell’organizzare la mia vita. Pretendo che tutto sia sempre scadenzato e gestito con la tempistica più rigorosa possibile. L’ordine per me è una mania, ad esclusione della mia scrivania che non è nulla a confronto di un campo da guerra. Ho la fortuna di lavorare come avrei sempre sognato: in modo indipendente, con collaboratori intelligenti e facendo ciò che più mi piace, scrivere e organizzare. Intenzionata a voler sempre arricchire le mie conoscenze e sempre pronta a scoprire nuove cose, combatto le mie giornate tra Mac, agende, planning, farina e padelle. Perché per essere veramente realizzata devo poter trovare il tempo per cucinare un risotto o sfornare del pane caldo da gustare per cena, rigorosamente con un buon bicchiere di vino.
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