Intervista a Steven Marshall, ballerino e vice direttore di Catapult

Intervista a Steven Marshall, ballerino e vice direttore di Catapult

Teatro Duse, ho un’intervista con Steven Marshall, ballerino e vice direttore della compagnia americana Catapult che si esibirà fra meno di un’ora circa. Steven Marshall benché impegnato con i Catapult è tuttora un ballerino di danza classica e nel suo curriculum vi è stata anche un trascorso nientemeno che con i Momix.
Steven è una persona squisita e cordialissima che parla anche un po’ italiano anche se ha preferito fare l’intervista nella sua madrelingua. Per semplicità di lettura ho preferito tradurla, ecco però il video dell’intervista, realizzato da Stefano Zanerini:

M.B.: Steven qual è il senso di questo spettacolo e che lavoro avete fatto?

S.M.: Ci sono voluti un po’ di mesi prima di essere pronti per questo spettacolo, la creazione di “shadows” (ombre) è molto esigente per ottenere il risultato voluto, anche il più piccolo movimento, riveste una notevole importanza per poi ottenere la figura auspicata; tutto questo richiede un sacco di tempo e tantissima pratica.
D.F.: Vorrei sapere più cose possibili riguardo te, riguardo la tua compagnia, riguardo i vostri inizi e riguardo la vostra storia. Ciò che fate per me è fantastico: un melange di poesia, danza, luce, ombre. Un modo straordinario di fare narrazione mentre usate il vostro corpo; e credo sia questa la ragione del vostro successo. Talvolta il linguaggio della danza sia classica, moderna o contemporanea non è così scontato o comprensibile quanto lo è il vostro!

S.M.: È proprio vero! La nostra compagnia ha una storia molto recente essendo nata con il nostro direttore Adam Battelstein che non sarà qui con noi questa sera, ma lui ha preso ispirazione dalle ombre e voleva appunto creare storie usando le ombre…usando questo mezzo per cui…davvero chiunque guardi lo spettacolo può capire e non importa quale lingua parli. Quindi, lui voleva comunque narrare storie ed è per questo che è così interessante! Sia per me o per chiunque danzi perché ora siamo davvero in grado di creare storie con i nostri corpi e con questo “nuovo” mezzo (che a dire il vero è una pratica che si rifà a un arte piuttosto antica): adesso anche noi siamo in grado di raccontare storie differenti che creano dei mondi magici, destinati alla gente.

D.F.: Al di là della poesia, della favola o del sogno che sapete trasmettere, cosa c’è però dietro? Vorrei conoscere qualcosa di più specifico riguardo la vostra formazione: siete danzatori, acrobati e poeti un sacco di cose tutte insieme… ma quante ore di lavoro quotidiano dedicate a fare pratica?

S.M.: Oh… (“9 ore tutti i giorni”, detto a microfono spento N.d.R.) questa è una buona domanda molti di noi hanno una formazione piuttosto diversa, chi proviene dal balletto e dalla danza moderna. Io ad esempio provengo dal mondo del balletto classico che pratico da tempo e tuttora ne faccio parte. Il nostro background è quindi molto differente; credo che ciò che rende interessante il nostro lavoro sia il fatto di una miscela delle diverse abilità. Provenendo da diverse esperienze e avendo stili diversi che confluiscono, unendosi, all’interno di un’unica compagnia, cerchiamo di fare tutto al meglio, questo è il bello.

D.F.: È difficile la comunicazione all’interno del vostro gruppo, venendo da esperienze diverse… non ci sono “discussioni” fra ballerini classici e moderni… anche se talvolta grandi ballerini del repertorio classico approdano alla danza contemporanea con grandissimi risultati come Barishnikov o Sylvie Guillem, dove riescono ad essere altrettanto strepitosi…

S.M.: Bene, questa è un’ottima domanda ma…no, quando si arriva a fare insieme “shadows” bisogna comunicare nella stessa direzione, si deve creare la stessa storia e creare la stessa figura: bisogna condividere lo stesso spirito di gruppo.

M.B.: Eh, questo show non è solo per bambini, vero?

S.M.: No, è uno spettacolo rivolto ad adulti e bambini, noi creiamo storie rivolte a tutti!

D.F.: In fondo c’è sempre un bambino all’interno ognuno di ognuno di noi…

S.M.: Esattamente!

Daniela Ferro

Daniela Ferro legge, scrive, ascolta ma soprattutto annusa. Appassionata di rose e di fragranze vive con 2 gatti, 3 conigli, due tartarughe, oltre 400 piante di rose che conosce e coltiva personalmente nonché un imprecisato numero di bottiglie di profumo.
Daniela Ferro

Leave a Reply

Your email address will not be published.