Intervista a Vittorio Masullo

Intervista a Vittorio Masullo

di Daniela Ferro

Bologna, stesso grande giorno, cioè 25 marzo, ancora al Teatro Duse e sto per incontrare Vittorio Masullo, definito niente meno che da MTV come il “migliore impersonator” in Italia di Michael Jackson. L’artista si esibirà sul palco tra forse meno di mezz’ora. Sono in compagnia della Fotografa e della Responsabile all’ufficio stampa del teatro. Ci troviamo fuori dal suo camerino perché il Nostro sta completando il trucco. Mi chiedo se davvero avrà voglia – data la tensione del momento, ma soprattutto il tempo limitato – di lasciarsi ‘importunare’ dalle mie domande, così proprio a un soffio dall’esibizione… Invece no, esce sorridente e gentilissimo, per un attimo ho un istante di dejà vu, e glielo confesso, poiché lui è già vestito con gli abiti di scena (il primo, durante lo spettacolo ne cambierà diversi) ed è talmente così ben truccato da sembrare proprio il Re del Pop in persona.
E sì che io, Michael Jackson, l’avevo visto anche a Milano al concerto che fece a San Siro nel ’97. Poi, lo guardo meglio e noto che dal suo viso spiccano due occhi color blu oltremare a fugare ogni mia perplessità. Il tempo è pochissimo, mi presento rapidamente dimenticando però di ringraziarlo per avermi concesso dei minuti così preziosi, lo farei ora se fosse qui, scusandomi, per giunta.

D.F.: Hai scelto di interpretare un ‘mostro’, in poche parole: un coraggio da leone, sicuramente! Io vorrei sapere com’è nata questa tua passione per la danza, la canzone, questo amore direi anche per il Pop e per Michael Jackson, sostanzialmente.
V.M.: Ma guarda, io sono cresciuto con Michael, sono diventato un suo fan quando avevo 4 o 5 anni, ero davvero piccolissimo. Ho assistito al suo primo concerto – dove c’era anche Jennifer naturalmente – che avevo solo 9 anni, quindi devo ringraziare anche i miei genitori che mi hanno concesso di coltivare questa passione. Eh…per me Michael è stato davvero come uno di famiglia, ma anche per i miei, per i miei genitori e per mio fratello (Giuseppe Mattia Masullo) che balla con me e fa il coreografo del gruppo. Michael è stato come uno di famiglia, davvero, quindi più che un mito, un “mostro” per me è davvero come un padre, insomma ci ha insegnato davvero tanto: dal ballo, alla canzone, alla musica, il rispetto per il mondo, l’amore per i bambini, nonostante tutto quello poi che ne è derivato da questo amore che purtroppo è stato frainteso da alcuni…

Masullo

D.F.: Invece per quanto ti riguarda, da quanto tempo fai danza e musica?
V.M.: Ma, così a livello professionale…sono 6 o 7 anni. Mi esibisco proprio dal vivo con musicisti e ballerini, poi…ballo comunque da quando avevo 5 anni.

D.F.: Michael ha iniziato quando ne aveva 3 o 4, se non sbaglio, quindi mi confermi che per arrivare a certi risultati bisogna iniziare presto e lavorare sodo…
V.M.: Sì…

D.F.: Quante ore al giorno tu ti eserciti?
V.M.: Mah, io guarda… ballo da quando mi alzo da tavola…mentre sono un attimo libero. Il ballo è una passione che ti prende senza neanche volerlo, insomma.

D.F.: Che effetto ti fa impersonare un “grande”…qual’ è la linea sottile di demarcazione fra il personaggio Michael e Vittorio?
V.M.: No, guarda una cosa che mi dicono e dicono di me è che sono davvero Vittorio; Michael era una persona inimitabile sia sul palco che nella vita. Certo, cerchiamo comunque di avvicinarci il più possibile per quanto riguarda il palco, perché la gente vuole vederti come se fossi Michael, sono molto critici e a ogni piccolo errore finisci davvero sotto la critica dei giornali… o della gente veramente (…) Non è facile cantare e ballare, non è facile… ci sono tanti imitatori di M.J. e molti- il 90%- cantano in play back, prendono le canzoni e ci ballano sopra…

D.F.: Mi impressiona molto la tua voce…a livello di timbrica ti sento simile a lui, cosa hai fatto per arrivare a questo risultato?
V.M.: Credo che mi venga naturale perché essendoci cresciuto è un po’ come con un genitore: ne prendi le somiglianze e certi aspetti e il modo di atteggiarti.

Redazione

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