La Boxe è donna: oggi vedremo ancora Irma Testa a Rio 2016

La Boxe è donna: oggi vedremo ancora Irma Testa a Rio 2016

Irma Testa oggi, nella notte di Ferragosto, tiferemo tutti per te!

L’atleta napoletana, rivelazione di queste olimpiadi, dopo un grandioso esordio da prima pugilatrice italiana a combattere in un’Olimpiade, disputerà oggi a Rio 2016 la sua partita per i quarti di finale.

Una prima storica a Rio 2016: Irma Testa, 18 anni di Torre Annunziata, mettendo piede sul ring, è diventata la prima rappresentante italiana del pugilato femminile nella storia delle Olimpiadi. E possiamo dire che come esordio, non è andata affatto male. Irma Testa ha sconfitto  l’australiana Shelley Marie Watts, qualificandosi così per i quarti di finale, dove affronterà la francese Mossely (seconda testa di serie del tabellone) nella notte di Ferragosto. In caso di vittoria, l’italiana sarebbe già certa almeno del bronzo. “Spero che la mia partecipazione a Rio 2016 possa far crescere ancora di più il nostro movimento. La boxe è uno sport femminile e praticarlo fa bene alle donne e le rende anche più belle”. Ha dichiarato Irma Testa, felicissima del passaggio del turno ma ancora molto concentrata in vista del prossimo impegno.

Un risultato importante, se si pensa che questa baby fenomeno ha solo 18 anni ed è la più giovane atleta dell’intero tabellone (la sua avversaria, la Watts ha 28 anni). “Mi ispiro a Basile (medaglia d’oro a Rio 2016 nel judo n.d.r.) – racconta la Testa – siamo due personaggi simili e abbiamo la stessa determinazione.” Quello della Boxe femminile è un mondo ancora sconosciuto a molti, ma pieno di storie incredibili, che possono diventare addirittura storie da Oscar (Million Dollar Baby di Clint Eastwood ne è un esempio lampante).

Quando si parla di pugilato, oppure di sport da combattimento in generale, è spesso difficile pensare al femminile. La boxe ha sempre faticato molto ad aggiornarsi e progredire, rimanendo sempre discussa e discutibile, inguaribilmente maschile e maschilista.

Il pugilato femminile ha avuto infatti molta difficoltà ad affermarsi (è diventato sport olimpico solo 4 anni fa, a Londra 2012), e ci sono voluti decenni perché si potesse assistere a combattimenti regolari, accettati dalle federazioni pugilistiche. Tra le motivazioni presentate in passato, per spiegare l’esclusione della Boxe Femminile dalle Olimpiadi, c’era quella secondo cui l’ansia pre-mestruale rendeva le donne instabili emotivamente. E questo era pericoloso per la loro salute.

La USA Boxing diede il permesso per il primo combattimento pugilistico femminile solo nell’ottobre del 95’, a seguito della causa intentata dalla sedicenne Dallas Malloy, che accusò la federazione di discriminazione sessuale. La Malloy vinse la causa, e ottenne un riscontro pubblicitario incredibile, che la rese la prima pugile donna riconosciuta.

Da quella fatidica tappa, la boxe femminile ha intrapreso un viaggio fatto di crescita e di grandi vittorie che l’hanno appunto portata a diventare  sport olimpico da Londra 2012. A Rio le boxer che partecipano sono in tutto 36. Sono divise in 3 categorie: 51 kg, 60 kg, 75 kg.

E allora, altro che sport minore o di nicchia. Le donne hanno tutto il diritto, come gli uomini, di prendersi a pugni su un ring.

 Info Rio 2016

Irma Testa

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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