Jardins, un tuffo nel verde al Grand Palais di Parigi

PARIGI – Sarà possibile entrare nel favoloso mondo di Jardins, esposizione organizzata dalla Réunion des musées nationaux al Grand Palais di Parigi, fino al 24 luglio 2017; le opere presentate ammontano a più di 450 e grazie alla loro diversa natura permettono al visitatore di sondare l’universo floreale da svariati punti di vista.

Jardins
Jardins – Grand Palais, Paris

Dopo 150 anni dalla pubblicazione dell’opera “Les jardins: histoire et description”, Parigi rende omaggio ai suoi 22.000 parchi e giardini attraverso una nutritissima mostra che riaccende l’interesse storico, botanico e paesaggistico dei luoghi verdi. Fotografie, dipinti, modellini, pellicole cinematografiche e tanto altro spostano i riflettori sul soggetto di Jardins considerandolo una vera e propria opera d’arte che coinvolge e risveglia i cinque sensi. Dal Rinascimento ai nostri giorni i contribuiti esposti mettono in scena lo spettacolo-giardino, espressione di una forma d’arte e specchio del mondo. Ad aprire la promenade vi è però una pittura proveniente da Pompei e risalente al 30-35 a.C. in cui un’eterna primavera è il frutto della fusione di elementi naturali, simbolici e architettonici. E furono proprio fonti antiche come questa ad ispirare successivamente gli uomini rinascimentali alla creazione dei giardini botanici, primo tra tutti quello di Padova del 1545, che rompendo i sigilli dell’hortus conclusus si aprirono al mondo carichi delle scoperte degli esploratori e portatori di un vento nuovo.

Peinture de jardin Pompéi
Peinture de jardin Pompéi, maison du Bracelet d’Or 30-35 après J.-C. fresque ; 200 x 275 cm Pompéi, Ministero dei beni e delle attività culturale e del turismo Soprintendenza Speciale © 2017. Photo Scala, Florence – courtesy of the Ministero Beni e Att. Culturali.

Giallo, ocra, marrone e senape sono soltanto alcune delle tantissime sfumature cromatiche dei 400 campioncini di terra che l’artista giapponese Kôichi Kurita ha estratto dalla regione della Loira con l’obiettivo di creare un’istallazione artistica che si faccia portavoce della diversità del suolo, custode di frammenti animali, vegetali e umani. Dall’elemento terra presente anche nelle tele di Jean Dubuffet (1957-’60), si passa alle nuvole che contemplano la natura dipinte da John Constable (1821 circa), ai vegetali su carta di Herman de Vries (2015), all’erbario di Jean-Jacques Rousseau (1769), alle delicate magnolie immortalate dall’obiettivo di Man Ray (1930 circa) e da quello di Imogen Cunningham (1960 – da un negativo del 1925) e alle alghe (1845 circa) tramandateci attraverso la tecnica della cianotipia da Anna Atkins, considerata da molti la prima donna fotografa della storia.

Anna Atkins Photographs of British Algae
Anna Atkins
Photographs of British Algae, cyanotype impressions: Polysiphonia fastigata vers 1845 cyanotype sur papier ; 35,5 x 28 cm France, Paris
Muséum national d’histoire naturelle, Bibliothèque centrale du MNHN © Muséum national d’histoire naturelle (Paris) – Direction des Bibliothèques et de la documentation.

Abbaglianti i meravigliosi gioielli Cartier ispirati a fiori, foglie e animali, sorprendenti le riproduzioni di frutti in cera realizzate in Italia nel 1700, interessantissime le planimetrie dei giardini rinascimentali, manifesti del potere politico, e originale l’idea d’inserire nell’iter espositivo la visione di alcune scene di celebri film, come “Shining”, “L’Année dernière à Marienbad” e “Edward mani di forbice”, che fanno bella mostra di contesti green di varia natura. Da Albrecht Dürer a Jean Antoine Watteau, da Pieter Brueghel il Giovane a Henri Matisse, da René Magritte a Gustav Klimt, sono tantissimi gli artisti a sfilare davanti agli occhi del visitatore in un allestimento semplice molto attento all’illuminazione delle opere d’arte.

Paul Cézanne Les pots de fleurs
Paul Cézanne
Les pots de fleurs
1883-1887 aquarelle sur mine de plomb ; 23,5 x 30,7 cm France, Paris Paris, musée d’Orsay, conservé au département des Arts graphiques du musée du Louvre, legs du comte Isaac de Camondo, 1911 © Rmn-Grand Palais (musée d’Orsay) / Photo Tony Querrec.

Tra le tele che raccontano la natura addomesticata ve ne sono alcune che vorrei ricordare, “Les pots de fleurs di Paul Cézanne è una di queste: tra i fasci di luce spiccano le foglie verdi di un angolo di giardino frutto della sensibilità artistica del pittore francese impressionista considerato da molti come il precursore del cubismo.

Claude Monet Le Déjeuner
Claude Monet
Le Déjeuner: panneau décoratif
vers 1873 huile sur toile ; 160 x 201 cm France, Paris musée d’Orsay, legs de Gustave Caillebotte, 1894 © musée d’Orsay, dist. Rmn-Grand Palais / Patrice Schmidt.

Impossibile non perdersi ne “Le Déjeuner”, un momento di felicità sospeso e luminoso, che Claude Monet intende condividere con i suoi fruitori attraverso l’uso di colori tenui e pennellate morbide; giallo acceso e verde profondo sono invece i colori predominanti nelle calendule disegnate da Koloman Moser, esponente del Secessionismo viennese, movimento che ebbe come suo principale scopo quello di rendere la bellezza accessibile a tutti.

Koloman Moser Marigolds (Soucis)
Koloman Moser
Marigolds (Soucis)
1909 huile sur toile ; 50,3 x 50,2 cm Autriche, Vienne Leopold Museum © Leopold Museum, Vienne.

Al centro del giardino di Pablo Picasso vi è contrariamente il nudo della donna amata; mentre Giorgione collocò la sua Venere in un paesaggio aperto e indeterminato, l’artista spagnolo sceglie di non andare oltre agli intimi confini del suo eden personale e di veicolare la potenza erotica del soggetto anche attraverso l’habitat in cui viene immerso. All’interno della grande mostra ampio spazio è dedicato anche alla figura del giardiniere celebrata con la proiezione di filmati e l’esposizione di numerosissimi arnesi del mestiere e importanti quadri come “Le Vieux Jardinier” di Émile Claus e “Le Jardinier Vallier” di Paul Cézanne.

Pablo Picasso Nu dans un jardin
Pablo Picasso
Nu dans un jardin
1934 huile sur toile ; 162 x 130 cm France, Paris musée national Picasso – Paris © Rmn-Grand Palais (musée national Picasso – Paris) / René-Gabriel Ojéda © Succession Picasso 2017.

Jardins è una passeggiata scenografica nella flora soggetta ai cambiamenti climatici delle stagioni e dominata dalle mode di noi esseri umani, è una profonda riflessione su quanto siano importanti le foglie, i prati, i fiori e gli alberi nelle diverse discipline storico-artistiche.

Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò di cui avete bisogno.” Cicerone

Elisabetta Severino

Instancabile viaggiatrice e inguaribile iperattiva si concede raramente del puro relax e nella frenesia delle sue giornate convulsive da ufficio stampa di due teatri l’otium di cui sente più la mancanza è quello letterario. Rimbaud, Verlaine e Baudelaire sono tre delle tante ragioni che l’hanno spinta diverse volte a trasferirsi oltralpe. È cresciuta in una casa piena di libri e si è convinta che la vita è troppo breve per poterli leggere tutti. Lealtà, giustizia e umiltà sono i valori in cui crede e quando esce di casa la mattina spera di poterci ritornare avendo imparato qualcosa di nuovo. Un’enorme coppa di gelato all’amarena, un bel libro, un concerto di Ludovico Einaudi e un biglietto aereo acquistato la rendono la persona più felice del mondo.
Elisabetta Severino

One Response to "Jardins, un tuffo nel verde al Grand Palais di Parigi"

  1. Stefania   29 Maggio 2017 at 20:26

    Una mostra molto colta e piena di riferimenti alla storia dell’arte, all’architettura, al cinema, alle scienze naturali…Sindrome di Stendhal assicurata!
    Splendida l’ultima sala con i quadri degli impressionisti : ho lasciato il cuore davanti ad un giardino dipinto da Berthe Morisot.

    Stefania da Parigi

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