Il Minimalismo di Kan Yasuda invade la città di Pisa

Dal 30 giugno al 16 ottobre 2016, la città di Pisa ospiterà un’interessante mostra en plein air del grande maestro giapponese Kan Yasuda dal titolo “Toccare il Tempo”. Il percorso espositivo, davvero spettacolare e imperdibile, attraverserà la città, partendo da Piazza dei Miracoli e terminando presso la Stazione Centrale di Pisa. La Mostra permetterà agli spettatori di scoprire a pieno le straordinarie opere di questo grande artista contemporaneo. L’artista, attraverso le 20 grandi sculture proposte, si pone l’obiettivo di creare una vera e propria contrapposizione tra il suo minimalismo e la maestosità dei monumenti pisani. Quella di Kan Yasuda è una manifestazione artistica che va assaporata in silenzio, contemplazione e rispetto, un rispetto quasi sacrale per la straordinaria purezza delle sue sculture.

Toccare il Tempo è stata presentata alla stampa a Roma lo scorso 20 giugno presso l’Istituto Giapponese di Cultura e noi di MyWhere non potevamo mancare. Dopo il saluto della direttrice dell’Istituto Naomi Tasaku, è intervenuto Umberto Vattani, Presidente della Fondazione Italia Giappone: “Kan Yasuda onora Pisa, come Pisa onora Kan. È questo il senso della mostra e del suo allestimento in una delle città più suggestive del mondo. Il titolo di questa rassegna poi, Toccare il Tempo, lo trovo particolarmente calzante. I visitatori avranno il desiderio di “toccare” le opere di Kan, poiché si cerca un vero e proprio contatto con l’osservatore.”

Presente all’incontro, naturalmente, anche Kan Yasuda, artista straordinario, che ha definito Pisa “la location perfetta per una mostra come questa”. “La mia materia, il marmo, è la materia che ricorre nelle piazze e nei monumenti pisani, che raccontano secoli e secoli di arte e architettura. Voglio toccare, condividere e contaminare le mie opere. Toccare è più che vedere. Le mie opere vanno percepite. Chiudendo gli occhi si percepisce se stessi e spero che i ragazzi, magari giocando con le mie opere, possano avvicinarsi all’arte.”

Il legame tra Yasuda e l’Italia è a dir poco fondamentale nella formazione del protagonista di “Toccare il Tempo”. Nel 1969, Yasuda si diploma all’Accademia postuniversitaria Geijutsu Daigaku di Tokyo nella sezione scultura. Ottiene una Borsa di Studio dal governo italiano e si trasferisce a Roma dove frequenta l’Accademia di Belle Arti, dove diventa allievo di Pericle Fazzini. Dopo anni di studio e perfezionamento sotto la guida di Fazzini, apre il suo laboratorio nella cittadina di Pietrasanta, famosa al mondo per l’estrazione del marmo “perfetto”, e produce le sue opere in marmo appunto, e bronzo.

L’evento rientra fra le celebrazioni ufficiali del 150° anniversario della firma del Trattato di Amicizia e di Commercio tra Italia e Giappone sottoscritto nel 1896. L’organizzazione, a cura del Comune di Pisa e della Fondazione Arpa, con la partnership della Fondazione Italia Giappone e della Camera di Commercio di Pisa, mira a rafforzare il rapporto di amicizia e scambio tra i due popoli. L’idea della mostra nasce da una visita del maestro Kan nel centro di Pisa e dal fascino che la città ha subito esercitato su di lui. Da qui il progetto di affiancare le sue opere di arte contemporanea alle architetture e agli spazi delle piazze e delle strade pisane, ricche di storia e suggestioni. “Un fascino – ha sottolineato Umberto Donati, Consigliere d’Indirizzo della Fondazione Festival Pucciniano – che si è esteso fino a Torre del Lago, dove il maestro curerà le scenografie della “Madama Butterfly”, in scena al Gran Teatro all’aperto Giacomo Puccini, il 29 luglio e 10 agosto 2016”.

Kan Yasuda

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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