Una kermesse di design ed arte orafa

Il 29 ottobre inaugura la quinta edizione del concorso Ridefinire il Gioiello, che vedrà coinvolti designer, artisti e orafi sul gioiello dell’altrove, da un progetto nato nel 2010. Intervista all’ideatrice Sonia Patrizia Catena.

 La mostra aprirà al pubblico negli spazi del MUMI (Ecomuseo Milano – Ex Fornace) in Alzaia Naviglio Pavese 16, proseguendo nel mese di novembre a Circuiti Dinamici (via Giovanola 19/21). Ho incontrato Sonia e per conoscere il progetto più a fondo, e capire quali prospettive offre e l’ho intervistata durante un bell’aperitivo a Porta Romana, nel centro di Milano.

 Sonia raccontaci, che cos’è “Ri Definire il Gioiello” e com’è nato?

Ridefinire il Gioiello nasce nel 2007 durante la scrittura della mia tesi di laurea in semiotica, ma vede la luce ufficialmente nel 2010 quando lo spazio d’arte Circuiti Dinamici di Milano mi chiese di proporre un progetto sul design. L’obiettivo? Dimostrare come i materiali alternativi e di ricerca possono avere un potenziale da esprimere, comportando soluzioni e forme rinnovate, diventando oggetti preziosi e di tendenza per l’idea che portano con sé.

Il progetto Ridefinire il gioiello si è posto negli anni l’obiettivo di diffondere una nuova estetica del gioiello contemporaneo, finalizzato alla valorizzazione dell’artigianato e della creatività come processo d’innovazione che implica progettazione, ricerca e soluzioni originali.   Il gioiello è prezioso non tanto per il materiale impiegato, bensì per la sua densità simbolica e per quella “sacralità” relativa ai processi tecnici, alla qualità, alla creatività e al saper fare (abilità tecniche, amore per la bellezza, ingegno e ricerca).

Ma in realtà il concorso e a chi è rivolto?

Penso che un concorso sia un buon punto di partenza per rivolgersi a una moltitudine di persone collocate nei posti più disparati d’Italia e di cui magari non si conosce la produzione. Ci sono moltissimi creativi che hanno bisogno di dar voce alla loro particolare ricerca e penso che trovino in Ridefinire il Gioiello questa possibilità.

Immagino che i temi cambino annualmente, quindi qual è il tema di quest’anno?

Il viaggio, terre lontane e tesori nascosti, questo il nuovo tema per l’edizione del 2015, che vedrà coinvolti designer, artisti e orafi sul gioiello dell’altrove, su un mondo altro diverso da noi, che racchiude in sé l’esperienza dell’esotico e dello sconosciuto.

Nell’anno di Expo in cui il mondo si incontra a Milano, le tradizioni, le culture e i colori di ogni Paese sono rappresentati tramite padiglioni unici ed eventi particolari. Oltre al cibo anche i gioielli sono in grado di parlare di luoghi e raccontarne le tonalità, i sapori e i profumi. Il gioiello, storicamente, ha da sempre documentato gli usi e costumi dei popoli con una funzione e una valenza soprattutto sociale e culturale.

La tematica della scorsa edizione era rivolta ai 5 sensi, giusto? Ci puoi raccontare come mai e come il gioiello può coinvolgerli?

Il “viaggio”, nel mondo delle emozioni ha caratterizzato la scorsa edizione con il tema rivolto ai cinque sensi: gusto, vista, olfatto, tatto, udito. Ridefinire il gioiello “in tutti i sensi con tutti i sensi” tramite il gusto (aromi, sapori), la vista (forme, colori), l’olfatto (profumo, odori), il tatto (matericità, plasticità) e l’udito (suono, rumori). Un gioiello emozionale che produce empatia e condivisione, genera legami stabilendo una relazione immediata con il pubblico. Una comunicazione promossa dalla sua superficie tattile, dalla sua “pelle” che si presta alla vista, all’olfatto, all’udito divenendo in tal modo un oggetto di design con cui interfacciarsi e con cui esperire emozioni.

Ora due parole sulle location. Quest’anno inauguri al MUMI Ecomuseo Milano (Ex Fornace), come hai organizzato le tre giornate?

Saranno esposti 51 pezzi artistici nelle giornate del 29-30-31 ottobre, tre giorni con un ricercato programma di eventi, workshop, incontri e performance musicali all’insegna del viaggio e delle sue contaminazioni. Quest’anno i premi in palio dei nostri partner saranno dieci e verranno aggiudicati durante la serata inaugurale del 29 ottobre. Dopo le tre giornate al MUMI – Ecomuseo Milano, la mostra continuerà a Circuiti Dinamici (via Giovanola 19/21) dal 15  al 28 novembre.

A cornice inoltre del progetto Ridefinire il Gioiello quest’anno ospiteremo “Frammenti d’Etiopia: il Sud e Harar” della fotografa di viaggio Chiara Del Sordo. Un affascinante mostra fotografica che attraversa l’Etiopia, suggerendo un viaggio tramite contorni, colori, volti e situazioni di una realtà molto lontana dalla nostra.  Avremo con noi anche Federica Maria Marrella con la sua rubrica “Il pARTicolare” un viaggio nella Storia della Fotografia di Moda e Martino Vergnaghi con il suo spettacolo musicale “Una pausa a colori”. Nella giornata del 31 organizzeremo sei workshop-laboratori di artigianato-artistico in collaborazione con Circuiti Dinamici.

Bene, dopo che ci hai raccontato delle scorse edizioni, quali sono le reali aspettative di affluenza e partecipazione? Intendo sia dei partecipanti al concorso che di pubblico.

Negli anni la partecipazione degli artisti-designer al concorso è sicuramente aumentata, quest’anno abbiamo dovuto valutare più di 170 richieste di iscrizione e ne abbiamo scelti 51 tenendo conto di diversi parametri, tra cui quello del concept progettuale per noi molto importante. Ancora oggi mi arrivano richieste di partecipazione, nonostante sia conclusa la selezione e stiamo partendo con la V edizione.

Per ciò che concerne il pubblico dipende dalle gallerie e dagli spazi d’arte in cui andiamo, essendo un progetto itinerante ha sempre “viaggiato” in diversi luoghi per arrivare a toccare differenti zone di Milano e provincia.  È dalla terza edizione che notiamo una maggiore affluenza di pubblico, soprattutto per l’inaugurazione e, che ci segue con passione sui nostri canali social, anche dopo che si spengono i “riflettori” sulle mostre.

Quest’anno rispetto alle altre edizioni abbiamo voluto inaugurare in un museo e organizzare tre giorni all’insegna della cultura con l’obiettivo di attrarre sempre più persone e quindi stimolarne la partecipazione.

Vi proporrete sempre nuovi obiettivi immagino. Quindi in cantiere per le prossime edizioni avete già nuovi progetti?

L’obiettivo che mi pongo ogni anno quando organizzo Ridefinire il Gioiello è quello di creare sinergie sempre più forti e interessanti con i partner e con gli spazi d’arte con cui mi relaziono per migliorare la qualità delle mostre.

Uno degli obiettivi quest’anno – ad esempio – era quello di entrare in un’istituzione pubblica museale per dare maggior legittimazione al gioiello contemporaneo.

 E’ sempre una grande fatica organizzare un Concorso. Voi che tipo di sostegno avete? Raccontaci anche la tipologia del loro coinvolgimento. 

Il mio più grande aiuto arriva da Circuiti Dinamici e dal suo direttore Lorenzo Argentino. Ha creduto in me e nella mia idea, supportandomi in ogni occasione. Questo progetto è nato dalla mia testa, ma è grazie soprattutto al suo supporto che questo progetto può vivere.  Importanti sono anche le istituzioni, come la Regione Lombardia o il Comune di Milano che continuano a credere in Circuiti Dinamici e quindi nel mio progetto legato in buona parte alla valorizzazione della manualità e dell’artigianato.

Gli aiuti più che economici, sono dati dalle sinergie “umane” e dalle connessioni che creo in ogni edizione. I partner dell’evento sono un altro ingrediente essenziale per la buona riuscita di questa mostra itinerante. Questo progetto è fatto soprattutto di persone, di passione e determinazione.

Per info: ridefinireilgioiello.com

Ridefinire il gioiello

 

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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