L’incanto poetico dell’alta moda nella tradizione Coreana

L’incanto poetico dell’alta moda nella tradizione Coreana

di Fabiola Cinque
foto di Claudio Falappa

La nostra MyWhere Addicted Fabiola Cinque con il Sindaco e la First Lady Sud Korea

Abbiamo incontrato Kim Hye-Soon, la stilista Coreana massima esperta della storia del costume della Corte Reale Coreana e Direttrice del “Korea Costume Science Foundation”. Hye-soon Kim è famosa non solo nella sua bellissima terra, la Corea del Sud, ma ha sfilato nelle sedi più rappresentative del mondo come il Metropolitan Museum of Art di New York; il Whitehall Palace Banqueting House di Londra, a Mosca, a San Francisco, in Argentina, alle Seychelles, in Cina, in Giappone ed in Francia a Parigi ed a Cannes, ma ancora mai in Italia! Ma nel 2008 Kim Hye-Soon ha disegnato una borsa per Fendi che è stata eletta tra le migliori 10 al mondo.

Ho avuto il privilegio di assistere, insieme alle più alte cariche dello Stato Sud Corea, alla performance “Kimhyesoon Hanbok Fashion Show”. L’evento ci ha narrato attraverso la sfilata e le sue danze tradizionali, la cultura Coreana che annovera 4.300 anni di storia. 

Quindi prima di intervistare la stilista Hye-soon Kim, mi sono fatta illustrare il tema della performance. Il racconto parte dall’assioma che la Corte Reale è stata sempre la più alta rappresentazione culturale del Paese, enfatizzando l’esempio di nobiltà e prestigio nazionale. L’abito è uno degli elementi che mostra la solennità e dignità della cultura di corte. Nella Dinastia Joseon (1392 –1897) l’abito era diviso chiaramente per significati ad indicare la gerarchia e la posizione sociale. Quindi per il chiaro riflesso della società, della politica ed economia veniva a rappresentare l’importante patrimonio che oggi riusciamo a comprendere attraverso questo spettacolo. Il Royal Hanbok ne è la rappresentazione.

Dato che ci sono state diverse collaborazioni con il mondo “tecnologico” come con la Samsung Electronic Design e nel 2012 con la LG “Who” per le cover degli smartphone, ma le sue radici culturali, come vediamo oggi, sono ben radicate nella sua arte, le abbiamo chiesto come crea il connubio tra la tradizione e la tecnologia all’avanguardia.

“La silhouette del costume tradizionale coreano è molto importante nel nostro immaginario ed io la rendo il più possibile in accordo ed in sintonia con il nostro modo di essere e la natura che ci circonda. La nuova silhouette che creo riflette i colori e le atmosfere naturali. Negli abiti tradizionali come quelli del Re e della Regina mantengo lo stile, i tessuti e l’iconografia del colore coerenti all’abito tradizionale ma lo interpreto in chiave moderna. È soprattutto sulla parte superiore, sul top, che ridisegno con nuova creatività la linea”.

Backstage

Allora le chiedo se anche i materiali e le stoffe adoperate sono tipiche della Corea e Kim Hye-soon ci spiega che per gli abiti del costume tradizionali sono usate solo sete naturali. A queste lei aggiunge una “pelle di una pianta” che è un suo segreto professionale in aggiunta a tessuti recuperati dalla carta, da foglie e dal legno dei tronchi degli alberi. Anche le tinture sono estratti da piante e producono colori totalmente naturali. “La mia tavolozza di colori si arricchisce grazie ad ogni tipo di frutta e pianta endemica del territorio della Corea, come ad esempio l’uva, dai quali traggo i miei colori. Così anche dalle foglie e dai boccioli di fiori estraggo i colori della natura”.

The Musician

Quello che ci incanta non è solo l’atmosfera, resa ancor più magica dalle musiche e dalla performance di musiciste e danzatori, ma è anche il look, che trova nei volti porcellanati il suo massimo splendore. Infatti per questa ragione abbiamo chiesto il permesso di fare le foto nel backstage, che ritraggono ed esaltano con maestria la bellezza orientale.

Le chiedo d’illustrarci il significato di qualche altra sua creazione, tra cui il lungo abito denominato “Blossom”. Qui lei ci racconta che è un inno alla bellezza della natura ed un “abito-augurio”. Infatti è dipinto a mano un augurio di lunga vita e felicità, ed in calligrafia cinese sul retro c’è un altro augurio con le tre parole “longevità, felicità, salute”.

In chiusura di sfilata ecco che ci sentiamo come proiettati nell’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci. Appare così come in una magia la coppia Reale con gli abiti tradizionali del Re e della Regina che nello sfarzo e nel design rispettano i simbolismi, come del Drago che rappresenta il Re, dipinto sul retro della gonna.

Coppia Reale

Fabiola Cinque insieme alla Stilista al momento dello scambio di regali (foulard Chopard e bambola wings)

Prima di salutarci e scambiarci un simbolico presente che mi vede porgerle un foulard di Chopard con dipinto il “tridente”, le tre vie del centro di Roma che si diramano da Piazza del Popolo, e che rappresentano il cuore dello shopping capitolino. Non a caso con la Boutique Chopard di Via del Babuino, via del lusso e della moda.
E lei mi regala una deliziosa bambola “Wings” che ha disegnato lei su richiesta della casa madre.

Nell’augurio reciproco di reincontrarci, le chiedo se conosce e se le interessa la moda italiana. Kim Hye-soon risponde che “Mi ha sempre affascinato la cultura italiana, e chiaramente la sua moda così famosa nel mondo. Mia figlia è venuta a studiare moda a Milano. Io sono stata invitata in tutto il mondo, così come in Europa sono stata in Manifestazioni importanti a Londra, Parigi ed al Festival del Cinema di Cannes, ma mai a Roma ed alle sue manifestazioni di Haute Couture”. L’invito qui mi sorge spontaneo essendo a pochi giorni da AltaRoma che sarà nell’ultima settimana di gennaio, ma lei contraccambia invitandomi all’EXPO del 20 Aprile prossimo in Corea.

Mi riprometto di andarci e nel salutarla ho ancora lo scintillio dei colori ed il fruscio delle sete, la magia di un’alta moda che più elitaria ed alta non può essere, raggiungendo qui attraverso la sua creatività una delicatezza ed un sensualità difficile da paragonare alle nostre ultime passerelle…

Gruppo con capi di Stato e Stilista

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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