La mia prima volta a Edimburgo

La mia prima volta a Edimburgo

EDIMBURGO – Bisogna percorrerla, attraversarla, respirarla senza esitazione. Le strade, l’architettura, le vetrine dei negozi e quelle dei ristoranti, il cielo plumbeo e quello con il sole, l’aria fresca e il sorriso della gente, ho amato tutto della meravigliosa Edimburgo.

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A Edimburgo kilometri e kilometri percorsi; cambiano le mete ma le mie abitudini restano, eh già, sono così convinta che si possa conoscere per davvero una città soltanto esplorandola con le proprie gambe che applicai questo mia teoria così poco scientifica anche quando mi avventurai nella Grande Mela…risultato? Piedi distrutti ma un grande sorriso stampato sulla faccia. È proprio così, quando ad una fatica segue una grande gioia, la pesantezza lascia spazio, come per magia, a dei pensieri con le ali, un po’ come quando prepari la valigia e reperisci le informazioni necessarie per il tuo viaggio nel cuore della notte che precede il tuo volo, dannazione, non c’è mai tempo per fare le cose con la giusta calma! Ma bando alle mie ciarle, andiamo insieme nell’affascinante Edimburgo.

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Prima tappa d’obbligo l’Edinburgh Castle, enorme struttura abbarbicata su un’altura rocciosa dalla quale nei secoli la Scozia poté difendersi dagli eserciti invasori. Arrivando nella Castle esplanade, prima i cannoni disposti lungo il perimetro delle mura e poi il meraviglioso panorama catturano l’attenzione dei visitatori. Almeno due ore trascorreranno qui dentro: la cappella di Santa Margherita, il salone d’onore, le prigioni militari, il sacrario dei caduti scozzesi e i ricchissimi musei che ripercorrono la storia della nazione sono solo alcune delle attrazioni per cui vale la pena concedersi del tempo per la visita. Usciti dalla fortezza l’Old Town ci aspetta con i suoi storici e caratteristici edifici in muratura, i caseggiati del XVI e XVII secolo, oggi occupati da negozi, caffetterie e ristoranti, e con gli innumerevoli vicoli i quali prendono vita dalla principale arteria, la Royal Mile, che collega il castello appena visitato allo splendido Palace of Holyroodhouse, seconda imperdibile sosta per ogni viaggiatore.

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Attualmente il palazzo rappresenta la residenza ufficiale della famiglia reale in Scozia ma, risalente al XVI secolo, Holyroodhouse è stato il palcoscenico di numerosi eventi storici come quelli che dal 1561 al 1567 coinvolsero la celebre Maria Stuart. La punta di diamante dell’edificio è senza dubbio la camera da letto della sovrana sopra citata che venne qui rinchiusa dal suo geloso secondo marito, Lord Darnley, mentre nella stanza attigua avveniva l’assassinio del segretario e favorito della regina, David Rizzi. L’audioguida, consegnata gratuitamente all’ingresso, permette di entrare in contatto con innumerevoli curiosità relative alle stanze attraversate. Altro scorcio incredibilmente suggestivo è quello con le rovine dell’abbazia risalente al XII e al XIII secolo che si mescolano al verde del paesaggio circostante.

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Dopo aver ammirato gli sfarzosi appartamenti reali che confluiscono nella maestosa sala contenente 89 ritratti di sovrani scozzesi, la Great Gallery, ritorniamo en plein air non dimenticando però di soffermarci almeno per qualche minuto davanti alla vicina facciata dello Scottish Parliament Building; la stravagante creazione in cemento, pensata dall’architetto Enric Miralles, vuole rendere manifesta, attraverso forme e materiali utilizzati, l’apertura e la trasparenza del governo scozzese. Nello stesso quartiere è anche possibile concedersi una passeggiata immersi nella natura a Holyrood Park, un’oasi naturale di 260 ettari contraddistinta da dirupi rocciosi, tratti di brughiera e laghi, oppure andare alla scoperta della storia della terra nella Dynamic Earth, una mostra multimediale allestita in un moderno padiglione bianco che conquista soprattutto i bambini.

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Tornati sulla Royal Mile, giungiamo all’altezza del North Bridge per attraversarlo e arrivare su Princes Street, nella New Town, zona che, insieme alla Old Town, nel 1995 è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Ricca di architettura georgiana, Princes Street coniuga la voglia sfrenata di fare shopping all’incantevole vista panoramica della Old Town. Dirigendoci verso oriente l’imponente guglia neogotica dello Scott Monument, costruito grazie alle donazioni pubbliche raccolte nel 1832, dopo la morte del grande Walter Scott, rapisce il nostro sguardo; le sculture raffiguranti alcuni personaggi dei suoi romanzi decorano l’esterno dell’opera architettonica come l’esposizione dedicata allo scrittore scozzese arricchisce il suo interno.

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Degna di nota è la suggestiva altura dominante l’estremità est di Princes Street detta Calton Hill. La sua sommità è ricoperta da numerosi monumenti commemorativi che se avvolti da una leggera foschia gettano i suoi ospiti in un’atmosfera a dir poco ancestrale; ah, dimenticavo, il panorama della città che si gode da quassù è da restare senza fiato. Imperdibili poi la Scottish National Portrait Gallery, che, riaperta dopo i lavori di restauro nel 2011, illustra la storia scozzese attraverso dipinti, foto e sculture, la Scottish National Gallery, che custodisce capolavori dei nostri Tintoretto, Tiziano, dei grandi Gauguin, Cézanne, Turner e di tanti altri, e la Scottish National Gallery of Modern Art ubicata nel West End di Edimburgo. La galleria d’arte moderna occupa due bellissimi edifici in stile neoclassico circondati da grandi giardini, da più di venti sculture realizzate da vari artisti quali Henry Moore e Richard Long e dalla geniale installazione di Nathan Coley.

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Del museo ho personalmente amato la sezione dedicata al “Surrealismo e al meraviglioso”, dove è possibile perdersi nelle tele di Paul Delvaux, René Magritte e Joan Miró, e la minuziosa riproduzione dello studio dello sculture e incisore britannico Eduardo Paolozzi. Non lontano dalla galleria d’arte moderna, nel bel mezzo della Water of Leith, sorprendente è il Dean Village: il borgo, che sorge nella conca sotto il Dean Bridge, fu fondato nel XII secolo da una comunità di mugnai, nel 1700 vantava 11 mulini per la produzione della farina e oggi è una zona residenziale che conserva però intatto il fascino di un luogo in cui sembra essersi fermato il tempo.

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I miei consigli su Edimburgo potrebbero continuare all’infinito ma non vorrei poi annoiarvi troppo, scriverò altre poche parole per elogiare i suoi abitanti aperti, gioviali e sempre disponibili, il loro senso civico (la cittadina è pulita e rispettata nei suoi spazi pubblici), l’attenzione che essi rivolgono ai più piccoli (tantissime le iniziative nei musei e addirittura in molte chiese che al loro interno riservano degli spazi per permettere ai più piccoli di giocare mentre i loro genitori partecipano alla messa) e la loro apertura mentale che spesso li porta ad uscire con naturalezza fuori dagli schemi comuni (molte chiese sconsacrate ad esempio vengono utilizzate per ospitare diverse attività commerciali, quali bar, ristoranti e mercatini, come il famoso Royal Mile Market, ma anche ostelli per la gioventù).

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A Edimburgo vorrei tornare in primavera per godermi il Royal Botanic Garden e i sentieri del The Meadows coperti dai petali dei fiori di ciliegio, ad agosto per prendere parte al Fringe Festival, a Natale per perdermi nei suoi mercatini e in qualsiasi altra occasione per passeggiare sul lungofiume del Leith, a Stockbridge o nella pittoresca Victoria Street, dove ci ho lasciato il cuore. Chissà se la Scozia riuscirà a rientrare in Europa con il referendum che dovrebbe svolgersi nell’autunno di quest’anno (perché, anche se a livello nazionale nel 2016 vinse il no alla Ue, in Scozia il fronte del il sì all’Europa ebbe la meglio); io lo spero davvero, di muri e barriere dovremmo averne davvero abbastanza.

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Elisabetta Severino

Instancabile viaggiatrice e inguaribile iperattiva si concede raramente del puro relax e nella frenesia delle sue giornate convulsive da ufficio stampa di due teatri l’otium di cui sente più la mancanza è quello letterario. Rimbaud, Verlaine e Baudelaire sono tre delle tante ragioni che l’hanno spinta diverse volte a trasferirsi oltralpe. È cresciuta in una casa piena di libri e si è convinta che la vita è troppo breve per poterli leggere tutti. Lealtà, giustizia e umiltà sono i valori in cui crede e quando esce di casa la mattina spera di poterci ritornare avendo imparato qualcosa di nuovo. Un’enorme coppa di gelato all’amarena, un bel libro, un concerto di Ludovico Einaudi e un biglietto aereo acquistato la rendono la persona più felice del mondo.
Elisabetta Severino

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