La prima giornata della Festa del Cinema di Roma

Il 16 Ottobre è ufficialmente iniziata la decima edizione del Festival del Cinema di Roma. Quest’anno però la parola “Festival” è del tutto impropria. Il nuovo direttore artistico Antonio Monda, tiene a ribadire che più che un Festival questa è una festa, ovvero la festa del cinema di Roma. Ma chi è il colui che ha soppiantato Marco Muller alla direzione artistica di questa manifestazione? Il Times lo ha definito “un istituto di cultura raccolto in una sola persona” e “custode della gloria di New York“. Antonio Monda nasce a Velletri nel 1962, ha vissuto a Roma per poi trasferirsi nel 1994 a New York. Nella Grande Mela, Monda è diventato quello che può essere definito “un pezzo grosso” nel cinema e nella cultura, stringendo rapporti con molti fra i più influenti registi e attori internazionali. Attualmente insegna presso il Film and Television Department della New York University. Si tratta dunque di un direttore artistico sicuramente molto referenziato e dal quale ci aspettiamo tanto in termini di qualità, ma dando un’occhiata al programma del Festival è impossibile restare delusi. Gli eventi salienti della prima giornata sono stati senza ombra di dubbio l’incontro con Joel Coen e Frances McDormand, e la proiezione del film d’apertura del concorso, ovvero “Truth” di James Vanderbilt. Per quanto riguarda l’incontro, posso affermare che vi è stata una grande affluenza di pubblico.

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Monda ha intervistato i due coniugi Coel-McDormand, i quali hanno raccontato il loro rapporto privato e professionale, descrivendo come anche a livello artistico fra i due sia nata una perfetta intesa. Sono state proiettate circa cinque clip riguardanti pellicole girate dai fratelli Coen aventi come protagonista la McDormand, ovvero “Blood simple”, “Arizona Junior”, “Burn after reading” e così via. Ovviamente le clip sono poi state commentate in maniera profonda e talvolta ironica dai due ospiti, incalzati anche dalle argute domande di Monda. La cerimonia di apertura è stata tenuta ovviamente dal direttore artistico Antonio Monda, visibilmente emozionato, e dalla presidentessa della Fondazione Cinema per Roma, Piera Detassis. Quest’ultima si è anche resa protagonista di una memorabile gaffe. La Detassis ha infatti ringraziato il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, chiamandolo Luca, nome del celebre fratello attore. Errore perdonabile visto che si tratta di una manifestazione di carattere cinematografico. Per quanto riguarda la proiezione in anteprima del film “Truth” possiamo dire che la scelta sia stata azzeccata. Da almeno due anni a questa parte per aprire il Festival venivano sempre selezionate pellicole italiane, talvolta di dubbio spessore cinematografico. Quest’anno il direttore artistico ha puntato su quello che viene definito un “political docu-drama” con un cast stellare. “Truth”, film basato sul libro di Mary Mapes , racconta le vicende riguardanti uno dei più importanti servizi giornalistici statunitensi del primo decennio del ventunesimo secolo. Robert Redford, Cate Blanchett (nei panni della Mapes), Dennis Quaid e Topher Grace, sono una squadra di giornalisti che cercano di raccontare la verità su di uno scandalo riguardante il presidente Bush proprio all’alba delle elezioni presidenziali per il suo secondo mandato. È scontato dire che avranno tutti i repubblicani pronti ad ostacolarli. “Truth” è un film da tenere in considerazione, e che probabilmente non sfuggirà all’Academy, la quale potrebbe dare alla pellicola varie nominations per Truth ai futuri Oscar 2016. Dico questo perché nonostante il film possa in alcuni punti risultare un po’ lento, presenta un’ottima sceneggiatura di James Vanderbilt (che oltre Ad essere regista è in questo caso anche sceneggiatore) e due eccellenti performance di Cate Blanchett e Robert Redford, quest’ultimo in forma strepitosa, nonostante l’ormai veneranda età.

Edoardo Andreotti

Divoratore di cinema e grande sognatore. Confezionato nel 1992, sono laureato in Comunicazione a Roma, ma vengo dalla Toscana. Mi piace scrivere, recitare, e fare tardi la sera. Viaggio per trovare il mio posto nel mondo. L’indipendenza e la libertà sono il mio ossigeno. Troppo pigro per essere un vero sportivo, troppo attivo per restarmene in casa. Diritto alla meta.
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