L’antico connubio Arte e Moda sulle passerelle di Altaroma

L’antico connubio Arte e Moda sulle passerelle di Altaroma

ROMA –  La nuova edizione di Gennaio 2019 della settimana della moda di Roma, organizzata da Altaroma, in un il fil rouge Arte e Moda ha alternato proposte di giovani talenti dai brand indipendenti del sistema moda sempre in una formula di continuità con la tradizione artigianale delle maison e degli atelier del territorio.

La settimana della moda di Roma, che si è svolta dal 24 al 27 Gennaio 2019, ha inaugurato un nuovo spazio. Headquarter di Altaroma questa volta è stato il PratiBus District, uno spazio polifunzionale di 5mila mq, che, grazie a un intervento di riqualificazione di una porzione dell’ex deposito Vittoria dell’ATAC, ha spostato i riflettori nella centralissima e bellissima zona Prati. Quasi tutte le sfilate si sono tenute all’interno di questo spazio ad eccezione di chi ha preferito i musei di arte contemporanea come ad esempio di Sylvio Giardina negli spazi del Mattatoio e di Gattinoni che ha presentato la sua ultima collezione couture negli spazi del MACRO Asilo.

Sylvio Giardina interpreta la moda usando l’arte come strumento e in progetto VERTIGO crea una installazione vivente con cinque abiti che costituiscono i primi esemplari della nuova collezione Haute Couture PE2019

Arte e Moda Altaroma

Effetti visivi seducenti ed evocativi della Shadow Art, (espressione artistica mirata alla creazione di ambienti immersivi e di visioni poetiche attraverso la retroilluminazione di oggetti tridimensionali), la performance coinvolgeva lo spettatore in un dialogo tra la minuzia geometrica dei preziosi intarsi degli abiti e la leggerezza delle presenze leggiadre ed evanescenti delle modelle protagoniste dell’installazione. Il tutto reso molto romantico da queste nuvole di tulle e organza in total white.

Invece la sfilata Dynamic della stilista/architetto Sabrina Persechino, dallo spiccato rigore formale, prevaleva il geometrismo e il design delle tecniche architettoniche, in un incrocio di linee e piani paralleli. La creazione di pieni e vuoti, ottenuta magistralmente dai suoi tagli laser che definiamo la sua cifra stilistica, diventava la vera protagonista nella definizione del volume. Modelli rigorosi che trovano la massima espressione nelle tute, più ancora che negli abiti. Outfit rigorosamente lineari e geometrici ma di estrema eleganza e sensualità, tra cui gli immancabili capispalla, oltre che abiti da cocktail e da grande soirée in seta e pregiati tessuti in una palette di colori pallidi dal nude al rosa, fino all’immancabile bianco e nero.

Sulle tracce di Arte e Moda qui il mondo dell’immaginario è l’arte pop degli anni 60, riproposta dal designer Leo Macina per la collezione Leo Studio Design Autunno Inverno 2019/20. Si rivolge ai post-millenial con la supremazia della grafica optical di quella che fu la Swinging London in pieno fermento. La palette è girly sweet al sapore di caramelle tra il rosa bubblegum, azzurro zucchero, blue e rosso Union Jack, giallo banana e verde british. Le stampe e le macro scritte decorano tutto: felpe, borse e sneakers divertenti e loud con fumetti e eroi di carta. Divertenti i mini bomber di lana con collo in agnellino in colori a contrasto sulle mini skirt in lana bouclé in tinte vivaci e slipper superfun in pelo fluffy e borse dai cerchi in metallo brassy, il tutto in un perfetto stile adatto alla urban life.

Photo Daniela Danesi Copyright Marco Serri®

Tra le collezioni presentate a International Couture dei 4 stilisti partecipanti Daniela Danesi (Italia) – Kartikeya (India) – Thaher Baqer e Tahani Alotaibi (Kuwait) voglio soffermarmi sui capi della collezione “Elegance in bloom” di Daniela Danesi. Qui veniva raccontato il percorso storico dell’haute couture italiana nell’esaltazione del concetto del rifiorire dell’eleganza. Partendo dai favolosi Anni 50 ai nostri giorni, le linee sontuose regalano alle donne un’ineguagliata eleganza esaltando la femminilità in tutte le sue epoche. Interventi di stampe talvolta più aggressive o geometriche, accompagnate da una sapiente sartorialità, esaltava la gioia di indossare abiti eleganti in serate regali senza tempo.

Arte e Moda GATTNONI 2

La sfilata di chiusura di Gattinoni segue il fil rouge Arte e Moda grazie al nuovo progetto di Giorgio de Finis che in una traslazione degli spazi espositivi in uno spazio organico interpreta una nuova figura femminile ripercorrendo l’eccentricità e la forte caratteriali di donne che hanno segnato l’immagine del ‘900 da Peggy Guggenheim, la Marchesa Casati, a Anna Piaggi ed Elsa Maxwell. Qui l’estro creativo e irriverente del direttore creativo Guillermo Mariotto riformula i canoni estetici per la prossima stagione con Upcycling con sperimentazioni materiche che guardano al recycle senza mai dimenticare l’alta artigianalità e il valore della manualità. Gattinoni sfila negli spazi del Macro Asilo del museo e come scenografie ha i quadri della sorella del couturier che dichiara: “Per questa collezione ho voluto accanto mia sorella Gina Mariotto, pittrice affermata in tutto il mondo. Le sue tele, partendo dal dipinto Religion, si materializzano nei tulle, diventando quadri da indossare”.

Arte e Moda GATTINONI

Comunque anche Guillermo Mariotto si rivolge ai post-millenial trasformando i codici della haute couture in un melting pot di culture, esaltando over-size ovunque, non solo nell’irrinunciabile bomber XXXL, conferendo un allure metropolitan-chic.  “A queste e a moltissime altre donne, singolari nella loro stravagante unicità, è ispirata la mia nuova collezione – dichiara perché, a mio avviso, la vera classe, la vera eleganza, in un’era globalizzata, è l’assoluta distinzione”.

Arte e Moda GATTNONI 2

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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