L’arte di Luigi Mastrangelo emoziona Pechino

PECHINO – L’arte nobilita la frutta italiana. A Pechino le opere di Luigi Mastrangelo hanno impreziosito il successo di pubblico del grande stand che presentava le eccellenze produttive della frutta italiana.

Qualche giorno fa è arrivata la notizia del grande successo dello stand della frutta italiana alla Fiera di Pechino, una delle più importanti al mondo.

Grazie ad una felice intuizione di Alessandra Ravaioli e a un progetto europeo chiamato Freshness, le migliori produzioni nazionali sono state introdotte da una interpretazione artistica del noto pittore Luigi Mastrangelo. Si tratta di dieci grandi opere nelle quali l’organismo vegetale viene associato al vitalismo implicito trasmesso dagli animaletti che il pittore ha dipinto in stile pop, caratterizzato da forme intenzionalmente empatiche e da una sapiente regia di colori puri, distribuiti per evocare la nostalgia delle immagini che catturavano la nostra attenzione quando sfogliavamo i libri illustrati della nostra infanzia. Un anacronismo che colloca l’attuale stile di Mastrangelo aldilà e in posizione critica verso il postmoderno e tutte le correnti artistiche che hanno frantumato ordine e bellezza nella pittura.

Il successo presso il pubblico cinese è stato immediato. Dal punto di vista comunicazionale non è esagerato sostenere che, con la sua interpretazione, il pittore ha contribuito a connotare la specificità dei prodotti italiani, rilanciando il mito di un Paese nel quale l’arte e la bellezza si innervano in ogni forma e organismo. Una narrazione della quale dobbiamo andare fieri e rilanciare in ogni contesto, soprattutto là dove il pubblico non se l’aspetta.

Per farvi un’idea dell’efficacia simbolica del linguaggio di Mastrangelo guardatevi il catalogo della mostra che qui pubblichiamo integralmente nella gallery fotografica, andato letteralmente a ruba tra il pubblico.

mastrangelo 32

Antonio Bramclet

Sono nato in un invisibile paesotto del quale ho dimenticato il nome. Dopo l’adolescenza ho studiato musica laureandomi con una tesi intitolata “Il tamburo e le passioni della post modernità”. Preso atto dell’impossibilità di trovare un lavoro in Italia, ho fatto per anni il suonatore di bongo nei nightclub club di Malindi. Poi mi sono trasferito in Madagascar come accompagnatore di turisti tristi, desiderosi di conoscere piante esotiche dal nome impossibile. Qui ho cominciato a fare false recensioni di mostre ed eventi, recuperati via internet, mai visti di persona. Il piacere di rivivere con la scrittura le cose del mondo non mi ha più abbandonato.
Antonio Bramclet

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2 Responses to "L’arte di Luigi Mastrangelo emoziona Pechino"

  1. Carola Gennaro   2 Febbraio 2017 at 19:01

    Ho comperato alcune opere del Mastrangelo. Sono magnifiche e piene di “amore” per la sua stessa pittura…….

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  2. Alessandra Ravaioli   16 Febbraio 2017 at 13:27

    L’esperienza delle opere di Mastrangelo a Pechino e poi di nuovo a Berlino mi ha fatto aprire gli occhi su come sia efficace e importante legare le nostre eccellenze alimentari all’arte. Unicita’ che riesce ancora a caratterizzare il “genio” italico.
    Dobbiamo fare di piu’ in questo sendo. Grazie a Lamberti Cantoni per l’idea progetto!

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