LAYERING VOGUE Ottobre 2014

LAYERING VOGUE Ottobre 2014

Scritto da Eva Bagnoli

Sovrapposizione. Principio della matematica e della fisica che riguarda le trasformazioni e le interferenze, le interazioni e le combinazioni. Lo stesso concetto implica, nella moda, un’infinità di soluzioni contemporaneamente possibili o alternativamente prevalenti. Ciò che sembra uno è, in realtà, molteplice. Mentre il molteplice si riassume nell’unità. Multisfaccettata come la femminilità contemporanea, che sovrappone delicatezza e forza, sensualità e rigore, la rappresentazione dello stile up-to-date rimanda a universi filosofici impermanenti, mobili o addirittura liquidi. Al relativismo dei generi, che lascia spazio alla interpretazioni più personali. In nome di una libertà di pensiero e di azione che è prerogativa della donna di oggi”.

Un pomeriggio come tanti, come troppi, ho preso in mano Vogue, mi sono seduta, e ho cominciato a leggere. Stavolta a sfogliare quel giornale non ero solo io, potevo essere chiunque di voi, volevo essere anche i vostri occhi. Non volevo solo leggerlo, volevo capirlo, volevo denudarlo della sua corazza.
2Inizio. Mentre le pagine girano assaporo il profumo della carta nuova. Poi cominciano ad apparire, le modelle, una dopo l’altra, di D&G, di Chanel, di Gucci, e mi guardano, guardano proprio me. Anzi, guardano noi. Sono così sicure di sé, e il loro sguardo sembra dire che il mio pigiama e i miei occhi struccati non sono degni di incontrare i loro. Così giro velocemente, non voglio innervosirle, ma di nascosto ammetto che le osservo e ne rimango affascinata, perché quel portamento fiero mi fa solo pensare che ciò che indossano sia il capo più interessante al mondo.
Trovato finalmente il primo articolo mi ci tuffo, ma è breve e lo finisco subito, e non mi resta altro che girare di nuovo le pagine, in cerca di altri fiumi di lettere su qualche argomento interessante, ma non mi danno neanche il tempo di pensare che ritornano i volti, le pubblicità che si susseguono come se raccontassero una storia. Finalmente, un altro articolo. Mentre lo finisco mi rendo conto che in quelle righe, di qualunque cosa si parli, tutto sembra seguire uno stretto rigore, e le lettere sembrano tanti piccoli soltadini in riga secondo ordini invisibili. In più, anche se tu non te ne accorgi, tutti (o quasi) gli articoli sono sistemati sulla pagina sinistra, così i tuoi occhi, quando giri le pagine alla ricerca di altre parole da divorare, sanno già dove guardare.
In mezzo a queste righe ordinate nascono storie di donne e uomini, più donne che uomini, tutti forti, fieri, che superate le intemperie delle loro vite si sono costruiti un invidiabile futuro. Loro, e tu?
Sfogli ancora il giornale e riaffiori nel ritmo cadenzato delle pubblicità che ti osservano, ormai è come una ninna nanna e ti lasci cullare fino al prossimo articolo. Così racconti di fotografi, attori e ballerine il cui glorioso futuro è stato deciso ancora prima di nascere si alternano ad altre modelle altezzose, e mentre tutti da Vogue ti guardano, tu ti senti sempre più piccola e senza rendertene conto sprofondi sempre di più nella tua poltrona. Non riesci a sentirlo? E’ Vogue che grida a gran voce, proprio a te, e ti sta chiedendo “E tu invece, chi sei se non somigli a me?”, ma lo ignori, e continui a scorrere le pagine, perdendoti, per fingere di non aver sentito, nella descrizione di luoghi che forse non potrai mai visitare. Il giornale però non è ancora finito, così mentre t’immergi in altre storie di grandi donne, realizzi che Vogue nella sua totalità, sembra incarnarne una sola, una singola forte e sprezzante donna.
“Ciò che sembra uno è, in realtà, molteplice” recita lo stesso giornale.”
4Tutte queste pagine, queste parole e queste immagini sono un mix di sovrapposizioni, un coro di voci che insieme sembrano formarne una. E questa singola entità ti culla, ti trascina nel suo mondo e per insegnarti che lei è Vogue, e tu non sei nessuno. Ma tranquilla, se vuoi essere qualcuno basta essere come me. E per dimostrarti quanto ha ragione ti mostra tutte le sue donne, tutti quegli sguardi che sembrano solo confermare ciò che dice.
Così prima di potertene accorgere sei rapita, vuoi far parte di quel mondo e non sai perché, anzi, si che lo sai, perché quello è il mondo delle vincenti, di quelle che non si svegliano mai la mattina con i capelli scompigliati e a cui l’insalata non s’infila mai tra i denti.
Chiudi quindi le pagine lette ormai da cima a fondo e ti senti subito più forte, adesso che tu hai letto Vogue, adesso che tu fai parte di loro.
Probabilmente non te ne rendi conto, ma ogni cosa in quel giornale, dalle immagini alle parole, è stato calcolato per trasmetterti quest’emozione. Quindi, con Vogue chiuso sulle gambe ormai, struccata e nel tuo pigiama, rimani con questa sensazione d’incompletezza, perché anche tu vuoi essere una di quelle donne, anche tu vuoi fare qualcosa d’importante.
Per un attimo poi riemergi dall’ipnosi e ti rendi conto che sono le otto, e hai anche fame. Ma d’altronde cos’è davvero importante nella vita? Anche cucinarsi la cena è un gesto importante, no? Come dicono tutti, si comincia dal basso.

MyWhere

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3 Responses to "LAYERING VOGUE Ottobre 2014"

  1. Frida   15 Novembre 2014 at 11:19

    Più che denudare Vogue penso che Eva abbia denudato se stessa. Trovo molto appropriata la sua lettura, profondamente personale ma capace di trasmettermi contenuti interessanti.

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  2. Claudio Marino   23 Marzo 2015 at 18:10

    Una riflessione profonda, densa di senso etico, che critica in modo incisivo la perdita dei valori umani, quelli veri, che danno un senso,alla vita. Un riflessione che andrebbe letta e riletta, dai giovani, in particolare, per farne tesoro, una lezione di vita. Complimenti e grazie Eva,

    Claudio

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  3. MARIO   6 Aprile 2015 at 13:28

    Una visione oltre gli stereotipi che ogni mass media, ciascuno per i propri interessi, cerca di propinarci quotidianamente per programmare l’esistenza di ognuno di noi. La presa di coscienza di ciò denota una forte personalità di Eva, insieme ad un senso critico non comune per la gioventù odierna, sempre più all’inseguimento di miti futili ed irreali che conducono per lo più a quell’agnosticismo generazionale che è sotto gli occhi di tutti.

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