Le tendenze della Milano fashion week

Sintesi di una esperienza tra le novità della moda estate 2016

Quattro giorni senza sosta, ad eccezione di brevi pit stop in San Babila per una piadina e due chiacchiere. Le fashion week richiedono un investimento di forze e di concentrazione difficile da restituire ai lettori.
Ateliers, show-rooms, negozi, presentazioni, sfilate. Il sistema moda milanese ha presentato le novità stagionali attraverso una molteplicità di “esperienze” comunicazionali che mettono a dura prova le capacità critiche degli esperti del settore: quale sarà la tendenza dominante? Quali look riceveranno maggior consenso dal pubblico?
Ho potuto osservare in anteprima e toccare con mano decine di capi appartenenti alle collezioni primavera/estate 2016 che tra qualche mese avranno il ruolo di colorare i nostri lungomari tra bollicine e tramonti.
Devo ammettere che è difficile dare una risposta alle domande precedenti.
Alcune giornaliste sembrano convinte che ci sarà un dominio del bianco, esclusivamente accostato al nero; pochissima luce, sostituita dal luccichio delle paillettes e dal lucido di vernice.
Un inno alla libertà che rischia di sfociare in mera ostentazione a causa di scollature troppo esose e giochi di trasparenze eccessivi. Altre critiche della moda che ho intercettato nei buffet, complice un bicchiere di prosecco, fanno notare la presenza di un made in Italy globalizzato, che trae costantemente ispirazione da Tokyo, New York e Ibiza.
Siamo sicuri che nel 2015 si possa parlare ancora di tendenza?
Tuttavia, in mezzo allo sfavillio delle novità presentate, per fortuna, si incontra sempre qualcosa che riattiva lo stupore e l’entusiasmo per la moda.
Forse, mi viene da pensare per le tante giornaliste presenti, invece di andare alla ricerca delle utopiche tendenze, dovrebbero semplicemente accogliere ciò che colpisce la loro curiosità, stimolandole a trovare le parole giuste per avvicinare il loro pubblico di lettrici. In questo modo l’eventuale l’articolo, perdendo enfasi, guadagnerebbe in autenticità.
Per quanto mi riguarda vorrei presentarvi ciò che per me è stato l’incontro con il brand che, fin dal primo momento, ho pensato di poter collocare nel futuro.

Michela Pinci

Scorpione, ascendente scorpione. Atea, non credo nei segni del destino, figuriamoci in quelli zodiacali. La vita è un flusso continuo di scelte. Conosco solo due colori: bianco o nero, raro l’uso del grigio. E non mi riferisco alla Juve. Polimodina, molto più fuori che dentro. Ossessionata dagli inizi e dalle fini. Adoro i fogli bianchi, i corpi nudi, le pareti vuote, i silenzi.
Michela Pinci

Leave a Reply

Your email address will not be published.