L’Ernesto Che Guevara Guerrillero Heroico di Alberto Korda

BOLOGNA – In mostra dal 2 marzo al 23 aprile 2017 alla ONO arte contemporanea Ernesto Che Guevara Guerrillero Heroico, una guida alla riscoperta di un grande fotografo, Alberto Korda.

Esistono delle immagini che rappresentano delle vere e proprie icone universali ed è sorprendente come, talvolta, nella loro notorietà possano celarsi delle omissioni. La foto Ernesto Che Guevara Guerrillero Heroico, oltre ad essere l’esempio più calzante di quanto appena detto, è il titolo della personale del fotografo Alberto Korda, ad ingresso gratuito, dal 2 marzo al 23 aprile 2017 alla ONO arte contemporanea di Bologna.

Era il 5 marzo del 1960 e Cuba era riunita intorno a Fidel Castro per commemorare il centinaio di vittime che perirono durante l’esplosione della sabotata nave francese La Coubre. Mentre Fidel Castro parlava al popolo accorso nella Calle 23 de L’Avana, Che Guevara, inizialmente defilato, si fece avanti osservando il corteo funebre; fu allora che Alberto Korda riuscì ad immortalare con la sua Leica il volto del leader rivoluzionario nello scatto che solo sette anni dopo divenne incredibilmente celebre. Fu infatti nel 1967 che Giangiacomo Feltrinelli, alla ricerca di una fotografia di Che Guevara, si recò nello studio del fotografo ricevendone una in dono. Pochi mesi dopo il rivoluzionario argentino morì in Bolivia e Feltrinelli stampò la foto su un manifesto, che affisse a Milano, privandola però del credito di Alberto Korda. Titolata dall’editore italiano “Guerrillero Heroico”, l’immagine senza autore fece allora il giro del mondo celebrando la figura del Che oramai leggendaria. “La foto visse di vita propria” racconta Norka Korda, la figlia del fotografo scomparso nel 2001, e, da portavoce della Rivoluzione cubana, nel tempo si è trasformata nel simbolo di lotte sociali e nella fonte d’ispirazione per diversi artisti (basti pensare a Andy Warhol e a Madonna).

L’opinione pubblica ricondusse Korda al famoso ritratto fotografico solo nel 1988, quando Giuliana Scimè curò Momenti della storia, la sua prima personale in Italia. Alberto Korda seppe raccontare attraverso le sue fotografie un’importante fetta della storia cubana lavorando per il Periódico Revolución, affiancando Fidel Castro nei suoi numerosi viaggi e trascorrendo una settimana a tagliare le canne da zucchero con Che Guevara per poterlo immortalare. Ma l’universo di Alberto Díaz Gutiérrez, in arte Korda, era molto di più e questa mostra lo testimonia; negli anni ’50, prima dell’inizio della Rivoluzione cubana, svolse diversi lavori umili e nel 1953 aprì finalmente il suo primo studio pubblicitario detto Korda (un omaggio ai registi ungheresi Alexander e Zoltan Korda e una scelta fonetica riconducibile al famoso marchio di pellicole Kodac).

Le più belle indossatrici dell’Havana passarono dal suo obiettivo facendo nascere a Cuba una nuova fotografia, quella legata al mondo della moda. Dall’inizio della Rivoluzione al ‘69 Korda fu al centro della storia con il suo lavoro e, dopo una parentesi, durata dal 1968 al 1980, dedicata alla fotografia subacquea, si dedicò nuovamente ai suoi primi grandi amori: la moda e la pubblicità. Ammiratore di Henri Cartier-Bresson e di Richard Avedon, Alberto Korda lavorò animato dalla passione e dal sentimento, circondato costantemente dalle belle donne e fumando incessantemente sigari. Ernesto Che Guevara Guerrillero Heroico mette in mostra l’arte di un fotografo attraverso gli scatti che ritraggono la bellezza della moglie Norka, sua musa ispiratrice, gli incontri di Fidel Castro con personalità di spicco, come Sartre, e la forza di un popolo in rivolta. L’esposizione rimette al centro, a cinquant’anni esatti dalla sua morte, Che Guevara e l’immagine con cui Korda ha contribuito a rendere immortale il suo corpo e le sue idee.

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Che Guevara

Elisabetta Severino

Instancabile viaggiatrice e inguaribile iperattiva si concede raramente del puro relax e nella frenesia delle sue giornate convulsive da ufficio stampa di due teatri l’otium di cui sente più la mancanza è quello letterario. Rimbaud, Verlaine e Baudelaire sono tre delle tante ragioni che l’hanno spinta diverse volte a trasferirsi oltralpe. È cresciuta in una casa piena di libri e si è convinta che la vita è troppo breve per poterli leggere tutti. Lealtà, giustizia e umiltà sono i valori in cui crede e quando esce di casa la mattina spera di poterci ritornare avendo imparato qualcosa di nuovo. Un’enorme coppa di gelato all’amarena, un bel libro, un concerto di Ludovico Einaudi e un biglietto aereo acquistato la rendono la persona più felice del mondo.
Elisabetta Severino

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