Livio Seguso: in principio era la goccia. La retrospettiva del poeta del vetro

Livio Seguso: in principio era la goccia. La retrospettiva del poeta del vetro

VENEZIA – Un grande omaggio a Livio Seguso, geniale maestro muranese del vetro contemporaneo, le cui opere sono riconoscibili per l’altissima qualità creativa, dove il vetro dialoga in maniera innovativa con altri materiali, si apre a Murano dal 15 ottobre.

Il Museo del Vetro di Murano rende omaggio al maestro Livio Seguso con la grande restrospettiva “Livio Seguso. In principio era la goccia”, inaugurata martedi 15 ottobre e in mostra fino al 12 aprile 2020 (catalogo Consorzio Museum Musei). La preview dell’esposizione si è svolta alla presenza, oltre che dell’artista, della presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, del direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia, Gabriella Belli, nonché della curatrice della mostra, Chiara Squarcina.

Come dichiarato dalla presidente Damiano: “La continua riscoperta del vetro nelle sue infinite possibilità ed espressioni che ha sempre contraddistinto il maestro Seguso è in linea con l’impegno della Fondazione Musei Civici e dell’Amministrazione comunale per la difesa e il rilancio di un’arte che fa parte del patrimonio storico, culturale ed economico della Città e che racconta tanto le sue tradizioni quanto le sue eccellenze contemporanee. Va proprio in tal senso la delibera approvata recentemente dalla Giunta comunale che prevede l’affido ai Musei Civici di un immobile di 1300 metri quadrati alle ex Conterie di Murano, affinché venga recuperato ad uso museale e successivamente annesso al Museo del Vetro, ampliando notevolmente l’area espositiva e dando spazio alla produzione contemporanea. A questo poi si aggiunge la donazione di 106 opere di tanti maestri vetrai e amanti dell’arte vetraria muranese che hanno incrementato ancor più le collezioni già presenti. Oggi l’inaugurazione di questa meravigliosa mostra rappresenta un ulteriore e prezioso tassello del percorso di promozione e valorizzazione dell’arte del vetro che stiamo compiendo”.

livio seguso

Artista di fama internazionale, nato nel 1930 a Murano dove vive e lavora, Seguso è stato un pioniere fin dagli anni Settanta nell’uso del vetro come medium espressivo per l’arte e ancora oggi continua la sua attività con pari forza creativa. Seguso inizia molto presto il suo rapporto con il vetro, affascinato dall’inesauribile incanto di questo meraviglioso materiale: è degli anni 45-50 il suo primo approccio all’arte vetraria. Dopo una gavetta, che lui definisce imprescindibile, dove è allievo e collaboratore di Alfredo Barbini che lo forma in particolare nella scultura “a massello”, nel 1959 diventa maestro della Salviati & C. come interprete ideale di Luciano Gaspari, il direttore artistico. Nel 1969 apre una sua vetreria dove affianca all’attività di imprenditore a quella di scultore, consacrando la sua arte in una mostra a Ca’ Pesaro nel 1980. Cede poi la fornace nel 1990.

Nel 1972 partecipa alla 36ª Biennale di Venezia, ma la sua maturazione artistica raggiunge l’apice verso fine decennio, con l’abbandono di ogni retaggio della tradizione muranese per dare spazio solo al cristallo puro, cangiante e ambiguo nella sua trasparenza. Le sue opere possono così manifestarsi in forme di assoluta purezza, diventando “immagini di luce” che sembrano adattarsi al pensiero, per poi scomparire in una serie di forme oniriche. In seguito la sua ricerca oltrepassa il materiale usato e si allarga ad altri, quali l’acciaio, la pietra, marmi e graniti, e infine il legno.

«Il vetro è un materiale magico, non ha solo tre dimensioni come il marmo o il legno. Ha un plusvalore, la quarta dimensione, che chiamerei penetrazione perché nel vetro riesci a entrare, lo sguardo arriva a scrutarne la parte più interna e misteriosa ed è solo la sua trasparenza che ti dà questa possibilità».

E’ con la luce che Seguso costruisce le sue sculture per giungere all’assoluta purezza formale, come nelle opere degli anni ’80, «col grande gioco dello spazio e della luce – scriveva Pierre Restany – con l’uso della trasparenza del vetro come pratica quasi ironica di un gioco ottico senza fine».
Ecco allora Vortice (1978),  una spirale di cristallo tendente all’infinitoInfinitoSpazio ideale: sfere e dischi in cristallo trasparente nati per catturare la luce in tutte le sue forme e rigenerarla, diversa ogni attimo, in una sorta di caleidoscopio virtuale.

Alla fine degli anni 80 la svolta che lo porta alla sperimentazione e commistione dei materiali: il percorso creativo, dall’origine alla forma, viene sottolineato da una parte dall’uso di marmi, di graniti e di pietre che diventano involucro della sfera di cristallo e dall’altra dalla precisione del vetro in diverse densità luminose. Le pietre e il cristallo formano entità strutturali diverse e nascono le connessioni ideali, con una contrapposizione controllata del marmo bianco e del vetro bluastro, o le compenetrazioni, una serie di invenzioni complesse di perfezione formale assoluta.

Di particolare bellezza ed interesse le installazioni Foresta di luce (2012) e Vegetazione (Biennale di Venezia, 1995): nella capacità del cristallo di integrarsi all’ambiente circostante si possono immaginare, nella prima i colori cangianti del bosco, e nella seconda le variazioni della marea nella Laguna, spazio acquatico in dialettica con canne flessibili e mosse, nel rimando alla natura, dal passaggio del vento. Ed ecco che entra nuovamente l’idea della luce, unita a quella del movimento in unità con il suono, che si espande nell’universo, nel coinvolgimento multisensoriale con l’acqua, alimentato da un’idea di bellezza legata ad un materiale leggero illuminato dalla variabile luce del giorno.

livio seguso
Vegetazione ’95, 3 x 3 x 20 m – Biennale di Venezia, 1995

Finora si sono svolge centocinquanta esposizioni in Italia e nel mondo, fra personali e collettive, dedicate a questo autore, tra cui la 42ª Biennale d’Arte di Venezia del 1986 e, nel 1995, “Arte Laguna”. Fra le personali più importanti, si ricordano quella a Ca’ Pesaro – Galleria internazionale d’arte moderna nel 1980, a Palazzo Ducale di Mantova nel 1981, al Castello Sforzesco di Milano nel 1982, alla Galleria Nazionale di Praga nel 1984, alla Casa dei Carraresi di Treviso nel 2007, alla National Museum of History di Taipei a Taiwan nel 2008, fino alla grande mostra del 2014 all’Ukai Museum di Hakone, Tokyo, dove ha presentato sculture inedite, pitture e disegni.

Nel 2015 Livio Seguso ha ricevuto il Premio alla carriera “Glass in Venice”, assegnato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti.

Particolarmente toccanti le parole dell’artista in ringraziamento all’amatissima moglie, alla fedele assistente giapponese e ai collaboratori che si sono prodigati negli anni per facilitare la sua eccezionale produzione artistica.

Per info:

VisitMuve

©Marianne Bargiotti Photography 2019

SegusoMostraVE

Marianne Bargiotti

Nata a Bologna, ex scienziato con la testa nelle nuvole ora fotografa specializzata in Natura e viaggi in tutte le sue declinazioni.

“Attraverso luoghi stranieri per documentarne visivamente l’anima, andando oltre i confini di un turista regolare per catturare le immagini al di là dei punti di riferimento più popolari di un paese. La cultura, la natura, l’essenza di un paesaggio oltre l’immagine da cartolina è quello che ricerco costantemente.” [www.mariannebargiotti.com]

Marianne Bargiotti

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