Lucio caro, quanto ci manchi

Lucio caro, quanto ci manchi

BOLOGNA – Da oggi e fino al 4 Marzo saranno tantissime le occasioni per ricordarlo in diversi punti della città con teatro, eventi e concerti in ogni angolo della città. Qui qualche consiglio sugli itinerari da seguire.

Caro Lucio ti scrivo così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò... Ma sei davvero così lontano? A cinque anni dalla tua scomparsa la tua Bologna ti sente più presente che mai.

Lucio Dalla
Lucio Dalla

Mi rendo perfettamente conto della banalità nel parafrasare una delle canzoni più popolari di Lucio ma è anche vero che mi piacerebbe potesse davvero leggere ed ascoltare tutto ciò che la sua città e probabilmente tutta Italia gli dedica con infinita dedizione e vero amore. Inutile sottolineare quanto Lucio ci manchi e non solo come musicista ma anche e soprattutto come persona. Lucio era semplicemente una bella persona, rara e delicata con un talento fuori dal comune che gli ha permesso di regalarci tra le più belle pagine di musica italiana.
Da oggi e fino al 4 Marzo saranno tantissime le occasioni per ricordarlo in diversi punti della città e in diversi modi.

Stasera al Teatro Il Celebrazioni potrete assistere (Ingresso libero) ad uno spettacolo teatrale dedicato al grande cantautore bolognese. “E forse fu per gioco, o forse per amore“. Una rappresentazione che vuole raccontare il suo mondo, intrecciando ricordi, immagini, canzoni e parole, impreziosito dalla presenza di musicisti che hanno collaborato con Lucio, riuniti nel gruppo DALLABANDA e che oltre a proporre una scelta di canzoni che il pubblico ama e ricorda con passione, aggiungono un’emozione ulteriore al racconto, senza che questo si tramuti in una semplice celebrazione. Quello che importa è presentare un ritratto dell’artista con le sue sfumature, le sue passioni, umori, difetti, idee e scelte che hanno sempre contraddistinto la sua personalità. Dagli esordi sperimentali ed avanguardistici di Non sono matto o La capra Elisabetta, all’episodio di Sanremo con 4/3/43, la fondamentale collaborazione con Roberto Roversi e poi il capolavoro Come è profondo il mare, la tournée di Banana Republic con De Gregori, e via via il periodo della grande creatività da Anna e Marco a Futura, da Se io fossi un angelo fino al successo planetario di Caruso e oltre, la sua vicenda umana e artistica ha caratterizzato la storia italiana recente, diventandone quasi una “colonna sonora” indispensabile e ricca di svolte, cambiamenti, esplorazioni.

Troveremo dal 2 al 4 marzo il progetto “A casa di Lucio va in città” infatti per l’edizione 2017 “A casa di Lucio” esce dal grande appartamento di via D’Azeglio e va ad incontrare alcuni dei luoghi di Bologna più rappresentativi per la biografia personale ed artistica di Lucio Dalla. Il programma prevede un programma di visite ( http://www.acasadilucio.it/visite/ ) a cura di alcuni relatori d’eccellenza e una serie di installazioni audio ( http://www.acasadilucio.it/installazioni-audio/ ) che sorprenderanno i passanti per le strade e le piazze del centro storico.
I tour dureranno circa tre ore e prima di approdare nell’abitazione di Dalla, al civico 15 di via D’Azeglio, faranno tappa, per esempio, in piazza Cavour, nella casa dove il musicista nacque, in vicolo Marescotti, dove visse con la madre Jole, e in alcune delle sue mete gastronomiche. Non solo: divisi in gruppi e accompagnati dai giornalisti Ernesto Assante, Gino Castaldo, Giorgio Comaschi, Marco Marozzi, Emilio Marrese e Pierfrancesco Pacoda, i partecipanti potranno scoprire alcuni importanti luoghi del percorso artistico di Dalla. Una selezione dei suoi brani più famosi, durante questi tre giorni, sarà fatta risuonare ogni 15 minuti dalla Torre dell’Orologio a Bologna nella sua Piazza Maggiore grazie al  il sound designer Hubert Westkemper , mentre in giro per le strade mezzi a due o quattro ruote coglieranno di sorpresa i passanti con le canzoni dell’artista.

Da oggi e fino all’otto marzo arriva nelle sale italiane anche un film Caro Lucio ti scrivo ( trailer   https://www.youtube.com/watch?v=13wmDU4dn5g ) una docu-fiction a episodi diretta da Riccardo Marchesini  il quale ha scelto anche le sette canzoni che saranno sia la colonna sonora del film ma anche e soprattutto la storia stessa del racconto. Immaginando che i protagonisti dei brani più famosi abbiano deciso di scrivere delle lettere di risposta a Lucio, raccontando quello che è accaduto dopo la canzone, un punto di continuità tra la musica di Dalla e la fantasia della quale abbiamo bisogno per non sentire oltremodo la sua mancanza.

Dal canto mio ho solo ricordi pieni di malinconia…

La foto che ho scelto la scattai tempo prima in una delle tante strade di Bologna durante un concerto. Lui era venuto per ascoltare della musica e nessuno voleva interrompere la magia del suo essere così assorto dentro le note. Chiesi il permesso a Marco per scattare lui mi fece il cenno di “solo una”…e quella fu.

Poi mi ritrovai a scattare in Piazza Maggiore il giorno del suo funerale. Un silenzio irreale rotto solo dalla musica che si poteva ascoltare in tutte le vie del centro. La folla, e di folla ce n’era, era come ferma in un attimo di infinita tristezza senza mai smettere però di cantare quasi sottovoce le sue canzoni. C’era tanta gente della sua amata Bologna e tanti che vedevano Piazza Maggiore per la prima volta, persone che erano partite anche da lontano per essere li, per salutare Lucio. Non vi erano età ma tutte le età, non vi erano generi ma tutti i generi. Eravamo tutti li per lui, per ringraziarlo di essere stato parte della nostra vita.

Poi però sorrido e torno indietro di molti anni quando, molto giovane, me ne stavo seduta su di un prato per ascoltare Lucio e Francesco…e la malinconia si fonde all’allegria.

PS- E se volete approfondire vi consiglio di leggere anche l’articolo “Futura, ballando sulle note di Lucio Dallascritto dalla mia collega esattamente tre anni fa, con l’intervista a Milena Zullo che segue .

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Roberta Tagliaferri

In arte Robin T, ho imparato questo mestiere da un grande fotografo londinese ma la passione e l’arte di catturare l’attimo infinito, un’espressione profonda, sono frutto di un naturale talento artistico. Fotografare è un modo di vivere e di comunicare; diceva qualcuno “Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi”.
Roberta Tagliaferri

3 Responses to "Lucio caro, quanto ci manchi"

  1. Antonia Storace
    Antonia Storace   4 Marzo 2017 at 11:31

    A me è venuta in mente una frase di una sua canzone che mi ha canticchiato un’amica la prima volta che sono venuta a Bologna da sola (c’ero stata anni prima, ma con la scuola). Dice: “A Bologna non si perde neanche un bambino”. Perché è tonda, circolare, si parte da un punto e a quel punto si ritorna camminando. Bella Bologna, bello Lucio, si somigliano, sono autentici e ti entrano nel cuore.

    Antonia

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    • Roberta Tagliaferri
      Roberta Tagliaferri   4 Marzo 2017 at 11:33

      È verissimo…grande Lucio…

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      • Fabiola Cinque
        Fabiola Cinque   4 Marzo 2017 at 17:27

        Per me l’unico grande Lucio esistente è stato solo Battisti, che ho amato ed amo tutt’oggi trovandolo di un attualità stravolgente. Di Dalla mi piaceva qualche canzone ma non impazzivo per lui. Un bel po di anni fa un cliente mi volle fare un regalo per un evento speciale e privato, allauditorium di via della Conciliazione a Roma (al vaticano) c’era un concerto solo ad inviti di Dalla. Mi regalo’ due biglietti e non potei rifiutare. Un po’ recalcitranti accettammo ed andammo. Fu una serata indimenticabile. La presenza sul palco, la capacità di coinvolgimento, la bravura di tutti i musicisti e la sua capacità unica di fare quei vocalizzi resero il concerto memorabile. Fu per per noi una scoperta, o forse una conferma, che ci siamo poi portati nel cuore. Bravo Lucio (bis), indimentibile Dalla.

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