Lui è tutta la mia vita

Mi spaventano le donne che: “Lui è tutta la mia vita”. 

Mi lasciano tristemente basita gli uomini che accettano di starci insieme. Perché forse non lo sanno, ma le donne “Luiètuttalamiavita” non sono fidanzate con Lui. Sono fidanzate con la Vita di Lui. Lui, in sostanza, è fidanzato con la sua stessa Vita. Perché Lei una propria non ce l’ha, e allora ha preso quella di Lui, che è già bella e pronta.

Lei è fidanzata con la Vita di Lui. Lui è fidanzato con sé stesso. Per questo vanno d’accordo, pensano di amarsi sul serio e stanno insieme anche per lungo tempo. 
In realtà, Lui ha scelto Lei perché è un narciso, con un ego la cui grandezza è inversamente proporzionale al suo coraggio. 
Non è la sua Vita di fronte a un’altra Vita. Nossignore. È la sua Vita riflessa in uno specchio. Una nuova forma di autoerotismo emotivo.
Lui fa l’amore con la sua stessa Vita, va a cena con la sua stessa Vita, litiga con la sua stessa Vita, presenta ai genitori la sua stessa Vita. Lei si limita a non avere alcuna personalità, e il gioco è fatto. La coppia perfetta.
Fino al giorno in cui Lei non incontra una Vita che le piace di più. E Lui un’avversaria capace di mostrargli la differenza tra la Luna, e il riflesso della luna nello specchio d’acqua di un vecchio pozzo. 
Lui non saprà trattenerla, una Donna così. E la lascerà andare, tornando ad accontentarsi del pallido riflesso della luna.

Però, qualche volta, nel silenzio colpevole di certi momenti cattivi, ci ripenserà. Ripenserà a quella Donna che era la Luna tutta intera.
E si darà del gran cazzone.

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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