Bialetti, Carosello, e l’epoca della moka express

Chi era Renato Bialetti e perché la moka express e Carosello hanno cambiato un'epoca

Sono della generazione cresciuta con Carosello. Certo non c’ero al primo start (20.50 del 3 febbraio 1957) ma quello squillo di trombe che apre le porte di un teatrino in bianco nero me lo ricordo ancora. Era firmato da Luciano Emmer, famoso regista e sceneggiatore della TV italiana.

E’ difficile riassume vent’anni di minifilm, slogan e personaggi intramontabili, ancora nel cuore di molti. Ma da quando la televisione era entrata nelle case degli italiani, Carosello aveva la potenza di riunirla davanti alla tavola apparecchiata per la cena. Sono tantissimi gli spot e le aziende rese memorabili da questo programma che anticipava il mondo degli spot pubblicitari, ma tra i più amati c’era anche quello, che divenne poi un tormentone “eh si si si …sembra facile” con il personaggio che divenne poi simbolo di un’epoca, non solo di un oggetto: l’“Omino coi Baffi” della caffettiera Moka Express Bialetti.

BIALETTI SETTIMANA RADIO TV
Tutti gli anni 60 I’hanno conosciuto nelle sue varie interpretazioni, ed i film della Moka si modificavano ed arricchivano di nuovi personaggi, fino ai protagonisti della serie a cartoni animati di Hanna-Barbera che raccontava le avventure della famiglia Jetson nel futuro. Così la Bialetti presentava nelle réclame dei siparietti del Carosello anche gli elettrodomestici Girmi.
Alla finee dei ’60 fino al ’71 compare in scena nei caroselli Bialetti anche “Provolino, la scuola e…” con la voce di Max Pisu.
Poi il linguaggio si evolve, come tutte le aziende italiane che crescono nel boom economico e studiano le strategie pubblicitarie per promuovere i loro prodotti in film che diventeranno sempre più brevi e più incisivi, che chiameremo spot per la loro rapida apparizione. Muore lo slogan, parola desueta che ancora oggi sento pronunciare con orrore (non solo da anziani ma da giovani universitari!), e nasce il claim, il pay off ed il linguaggio dell’advertising di cui siamo tanto grati al mondo anglosassone ed americano.
Così è stata anche la storia di un’azienda, che ha voluto dare più valore alla vita quotidiana associando la qualità della tradizione italiana all’innovazione tecnologica, alla funzionalità e all’originalità del design, per dare vita ad oggetti pensati per entrare a far parte della quotidianità in cucina.
La capacità di un’affermazione di eccellenza come Bialetti Industrie costruisce la storia del Gruppo da ieri al nostro quotidiano.
L’innovazione, attraverso l’interpretazione della pura identità “Italian Style” diventa uno dei punti di forza di quello che oggi è rappresentato da un Gruppo.

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Da sempre proiettato alla ricerca e allo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie, anche grazie ad una consolidata collaborazione con professionisti del settore, istituti di design, università e centri di ricerca, Bialetti Industrie ha fatto dell’innovazione uno dei suoi punti cardine.

Tutto ciò ci torna in mente perché pochi giorni fa si è spento, a 93 anni, Renato Bialetti, colui che ha reso la caffettiera famosa in tutto il mondo.

Lo chiamavano il “re della caffettiera” o “l’omino coi baffi” ma più semplicemente potremmo chiamarlo “l’uomo della moka express”, un’invenzione famosa in tutto il mondo.

Renato Bialetti guidò nel dopoguerra la promozione e la commercializzazione del suo prodotto, la mitica moka, attraverso manifesti giganti nelle città e con le mitiche pubblicità di Carosello con fumetti e slogan indimenticabili come “Sembra facile fare un caffè”. Sì, Renato Bialetti sfrutta anche il fumetto, intuendone la carica comunicativa per scopi commerciali. Quell’omino coi baffi, che ogni italiano riconosceva a prima vista, divenne un’icona, grazie alla sapiente mano del fumettista Paul Campani, che disegnò il marchio dell’azienda a immagine e somiglianza dello stesso Renato Bialetti.

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Bialetti creò un vero e proprio impero, sfruttando certamente una grande idea, destinata ad entrare nelle case di tutti gli italiani, ma anche con un mix di innovazione tecnologica (la colata a conchiglia che facilitava l’automazione e la produzione di oggetti molto sottili), accattivante design art deco e comunicazione, tramite cospicui investimenti pubblicitari. Con queste armi ha cavalcato la ripresa economica del dopoguerra e il boom degli anni ‘60.

Quello che sorprende in questo percorso industriale è che Renato Bialetti inizia alla fine degli anni ’20 da una semplice officina, una fonderia di semilavorati in alluminio con sede a Verbania, sulla sponda piemontese del lago Maggiore. L’azienda arriverà a essere quotata in borsa e a vedere la sua moka express esposta al MoMA di New York.

Negli anni ‘80 si rende protagonista di diverse fusioni industriali con Faema e poi con Rondine, operazioni che portarono alla nascita di Bialetti Industrie leader nel campo degli accessori per la casa, ne fanno parte Bialetti, Aeternum, Rondine, Girmi e CEM, (fino a detenere oltre 300 marchi!) con quartier generale a Coccaglio in provincia di Brescia.

Renato Bialetti

Qualche giorno fa si è svolto il funerale di Bialetti. Durante la cerimonia, sopra a un piccolo altare, è stata esposta una grossa moka con il disegno dell’omino coi baffi, e all’interno, le ceneri del corpo.

Mi ritengo fortunata ad aver vissuto l’epoca Bialetti.

Un saluto a lui, e a Carosello.

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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