Make Cous Cous not walls. XXII edizione del festival gastronomico in nome dell’integrazione

Make Cous Cous not walls. XXII edizione del festival gastronomico in nome dell’integrazione

TRAPANI – Make Cous Cous not walls. Questo il chiaro messaggio alla base del Cous Cous Fest 2019, arrivato quest’anno alla sua 22° edizione: dal 20 al 29 settembre 2019 San Vito Lo Capo ospita, come ogni anno, la rassegna internazionale enogastronomica più attesa del Mediterraneo, volta all’abbattimento delle barriere culinarie, culturali ed etniche.

Fate il Cous Cous, non barriere: un richiamo preciso al muro che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, vuole costruire tra l’America  e il Messico, ma anche al respingimento dei migranti nelle acque italiane ed europee.

Partendo dall’idea che il cibo è uno strumento di integrazione culturale, l’evento ruota attorno al cous cous in quanto pietanza simbolo di storia e unione dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo, nel tempo arricchito con gli ingredienti tipici delle varie culture gastronomica.
Il cous cous fest di San Vito Lo Capo è un viaggio del gusto, attraverso le vie della borgata siciliana alla scoperta del couscous preparato nelle più svariate versioni.

Da mezzogiorno a mezzanotte presso le case del cous cous sarà possibile scegliere fra trenta diverse ricette, da quella locale a base di pesce, alle più curiose e stravaganti proposte dagli chef provenienti da tutto il mondo, a base di carne, con latte di cocco, frutti di mare e tanto altro ancora seguendo la fantasia degli chef, persino una versione senza glutine.
Le case del cous cous e i punti di degustazione sono 4:

  • Casa del cous cous di San Vito Lo Capo, dove oltre al couscous si preparano anche alcuni piatti della tradizione gastronomica locale;
  • Casa del cous cous Al Waha, la tenda berbera sulla spiaggia: qui i piatti tradizionali o internazionali sono serviti sui divanetti bassi di tradizione araba.
  • Casa del cous cous sapori e dintorni del Mediterraneo, per degustare cous cous della tradizione e quelli dei paesi che s’affacciano sul Mare Nostrum;
  • Casa del cous cous dal mondo per le varianti internazionali.

Al centro della manifestazione è la gara gastronomica internazionale a cui partecipano chef provenienti dal tutto il mondo. A designare il Paese vincitore sarà una speciale giuria di esperti affiancata dalla giuria popolare, a cui tutti possono partecipare: basta acquistare un ticket presso la biglietteria del Bia Theatre in piazza Santuario (fra le 10:30 e le 20:30).

Quest’anno partecipano alla gara 7 paesi (Italia, Palestina, Senegal, Marocco, Tunisia, Israele, Usa) più una rappresentazione dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

Ma prima del campionato mondiale, si sono svolte le fasi finali del Campionato italiano Bia Cous Cous, condotte da Roberto Giacobbo e Sarah Castellana: lo chef milanese Massimiliano Poli, che lavora a Parigi dove coordina il team di cucina tutto italiano ad Eataly Paris Marais, è l’acclamato vincitore di questo campionato e parteciperà di diritto alla prossima gara internazionale.

Poli, coadiuvato in cucina dal suo collega ad Eataly Elio Genualdo, si è imposto sugli altri quattro concorrenti, preselezionati sul web in tutta Italia (Laura Bonoli da Bologna, Carlotta Ricciardelli da Roma, Marco Parenzan da Treviso e Salvatore Denaro da Messina) con una ricetta dal titolo “Parmigiana à ma façon (a modo mio)”, una millefoglie di melanzana nera, cous cous in doppia consistenza, pomodorino datterino candito, pesto di Pra, panna acida e gambero crudo di Mazara. A giudicare i concorrenti sono state due giurie: una tecnica, presieduta dal giornalista Carlo Ottaviano, firma del Messaggero e una popolare formata dai visitatori della rassegna, concordi nella scelta del vincitore.

Grazie alla vittoria del Campionato, Massimiliano Poli farà parte di diritto del team italiano in gara al Campionato del mondo di cous cous che, da giovedì 26, mette a confronto chef provenienti da otto paesi: Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal, Stati Uniti, Tunisia e un team dell’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Il team italiano, capitanato dallo chef sanvitese Giuseppe Peraino, vede in squadra anche lo chef marsalese Francesco Bonomo, vincitore del Cous Cous world championship selezione Conad 2019.

I cous cous che si sfideranno sono i seguenti:  le prime sfide del Campionato del mondo si aprono con la chef senegalese Mareme Cisse, del ristorante Ginger People&Food della cooperativa sociale Al Karub (Agrigento), in gara con il figlio Falilou Diouf da cui prende il nome la sua ricetta, couscous di Falilou, e si confronterà con la Palestina, rappresentata da Fateh Hamdan, il gestore del ristorante Al Quds a Palermo, coadiuvato dal suo aiuto chef Mina. La seconda sfida vede in cucina la Tunisia che gareggia con Karim Bahbah, al lavoro come sous chef a Parigi in un ristorante del gruppo del grande chef francese Alain Ducasse, e Marwen Mathkour, e il Marocco che schiera in campo Mohamed Lamnaour, vincitore dell’edizione 2017 di Hell’s Kitchen. Gareggeranno venerdì 27 settembre invece l’Israele, con Yosi Hanoka, chef all’ospedale Barzilai ad Ascalona, esperto di cucina kosher con l’Italia rappresentata dal sanvitese Giuseppe Peraino, chef e patron dell’hotel e ristorante Tannure, dallo chef marsalese Francesco Bonomo, responsabile di cucina presso l’azienda che produce e distribuisce pasti all’Ospedale di Salemi (Tp) e da Massimiliano Poli, chef ad Eataly Paris Marais. Gli Stati Uniti d’America schierano Kevin Sbraga, vincitore di “Top Chef”, in onda sul canale televisivo statunitense Bravo e che ha partecipato anche a Masterchef Usa con Vanessa Anne Beahn e si confronteranno con il team dell’Unhcr, in collaborazione con l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, l’associazione Kamba e Diaconia Valdese. In squadra per l’Unhcr ci saranno: Basim Alfatlawi, rifugiato politico in Italia, fuggito  dall’Iraq a seguito delle devastazioni della prima guerra del Golfo e Jamol Ismail Ssali, richiedente asilo ugandese ospite presso il progetto di accoglienza Cas di Pinerolese e Val Chisone, gestito dai Servizi Inclusione della Diaconia Valdese.

Entrambi hanno partecipato al programma “Food for inclusion” all’Università di Pollenzo, realizzato in collaborazione con l’Unhcr, che ha come obbiettivo l’integrazione culturale ed economica dei rifugiati in Italia attraverso pratiche legate al food. e secondo le parole di  Carlotta SamiPortavoce regionale UNHCR per il Sud Europa. “E’ un’occasione unica non solo per i rifugiati di dimostrare il loro talento, ma anche per il pubblico di conoscere le loro storie e origini attraverso la preparazione di un piatto da sempre simbolo di apertura, scambio e integrazione.”

I piatti saranno valutati da una giuria popolare e di una giuria di esperti presieduta da Enzo e Paolo Vizzari, giornalisti esperti di enogastronomia.

Ma oltre alla competizione non mancano mai anche i momenti ludici come i Cooking Show dove  i grandi chef presentano dal vivo le loro ricette. Tra i protagonisti di quest’anno, volti noti della TV e dei Social Network. Tra gli altri Andy Luotto, Filippo La Mantia e la food blogger Chiara Maci, che guiderà un laboratorio di cous cous dedicato ai più piccoli. I volti nuovi saranno Giorgione, volto di Gambero Rosso Channel, Giancarlo Morelli, 1 stella Michelin e Sergio Barzetti, volto della Prova del Cuoco di Rai1.
Per partecipare ad ognuno dei cooking show bisogna acquistare dei ticket da €10,00.

Ed è inoltre fittissimo il programma degli immancabili concerti a contorno della manifestazione:  tra gli altri, la cantante romana Noemi (venerdì 20 settembre), i Boombadash (sabato 21) e il vincitore del Festival di Sanremo, Mahmoood (venerdì  27).

Tutte le info sul sito ufficiale dell’evento: www.couscousfest.it

©Marianne Bargiotti Photography 2019

CousCous2019

Marianne Bargiotti

Nata a Bologna, ex scienziato con la testa nelle nuvole ora fotografa specializzata in Natura e viaggi in tutte le sue declinazioni.

“Attraverso luoghi stranieri per documentarne visivamente l’anima, andando oltre i confini di un turista regolare per catturare le immagini al di là dei punti di riferimento più popolari di un paese. La cultura, la natura, l’essenza di un paesaggio oltre l’immagine da cartolina è quello che ricerco costantemente.” [www.mariannebargiotti.com]

Marianne Bargiotti

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