Mantova capitale della cultura 2016

Mantova capitale della cultura 2016

Mantova  posta da secoli su di un crocevia culturale, ne divenne il fulcro nel 1328 dal momento in cui fu governata da Luigi  Gonzaga e da allora in poi dal casato omonimo.
I Gonzaga seppero dare vita ad una delle più sfarzose corti europee e, mecenati amanti dell’arte e della cultura quali erano, prodigarono cure e denari chiamando a sé artisti di fama quali Giulio Romano, Pisanello, Mantegna, Correggio, Leon Battista Alberti e tanti altri, rendendo la loro corte  emblema di fasto e potere e velando la loro potenza sotto un’estetica sorprendente  in grado di impressionare  il visitatore ancora oggi a distanza di secoli.

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Ritratto di Isabella d’Este

Terra natia di Virgilio,  Sordello ma anche di Tazio Nuvolari e del conte Nuvoletti che nacque proprio lì vicino, Mantova insieme con la vicina Sabbioneta,  definita la “piccola Atene” e progettata nel XVI secolo secondo i canoni della città ideale rinascimentale, già da luglio 2008 è parte del patrimonio dell’UNESCO.
La città ha saputo durante i secoli e insieme con i suoi dodici borghi, pur fra i vari alti e bassi, coniugare cultura, storia, civiltà, musica, architettura e arte sino ai giorni nostri, senza disdegnare la gastronomia   che sin dai tempi in cui la città ospitava la celebre corte, trovava negli scritti del cuoco bolognese Bartolomeo Stefani, là attivo, un testamento del gusto denominato “L‘Arte del ben cucinare et instruire i men periti di questa lodevole professione”,  un cimelio nelMyWhere, Mantova capitale della cultura campo, pubblicato nel 1662 e “dedicato al Marchese Ottavio Gonzaga”  da Stefani, suo autore. Quest’ultimo  oltre a “mettere a tavola” la stravagante regina Cristina di Svezia  si ritiene fosse anche l’autore dello zabajone. 
Insieme ai prodotti tipici, fra i quali  la presenza solare e un po’ fiabesca della zucca, ingrediente predominante utilizzato in più ricette, vanta un repertorio dolciario molto gradevole, non solo per la celebre sbrisolona (vedi ricetta qui) ma anche per dolci  “più nobili” quali le bocche di dama o la torta delle rose che pare fossero fra i preferiti dalla duchessa Isabella d’Este. Considerata la prima donna del Rinascimento per cultura, intelligenza e scaltrezza politica, Isabella era anche versata nella musica oltre che essere un’ottima conoscitrice delle erbe, la sola dama in grado di rivaleggiare con la cognata Lucrezia Borgia per sfarzo, eleganza, numero di opere d’arte collezionate nonché  l’organizzazione di feste sontuose.

Mantova è pertanto una meta da considerare e quest’anno in modo particolare: è stata infatti eletta  Capitale Italiana della Cultura 2016 (per il programma clicca qui). La cittadina è una gemma che riesce a brillare malgrado la nebbia nelle stagioni più fredde e che esprime comunque  la sua  vivacità  anche attraverso il ricco programma del Festival Letteratura .
La bellezza assoluta della città, con ogni probabilità una fra le più affascinanti d’Italia, il suo centro storico ben preservato e ricco di arte e di bellezza in ogni forma, fanno di Mantova una delle capitali del Cinquecento in grado  ancora oggi di meravigliare il visitatore. Persino il fiume Mincio, sulle cui prossimità sorge la città, durante i mesi di  Luglio e Agosto sfoggia una colorata livrea dovuta alla fioritura del loto, tanto che parafrasando Thoreau sembrerebbe quasi che la tutta Natura si congratuli con lei.

L’articolo presente viene aggiornato  in  concomitanza agli eventi che la Redazione ritiene più interessante proporvi.

 

Daniela Ferro

Daniela Ferro legge, scrive, ascolta ma soprattutto annusa. Appassionata di rose e di fragranze vive con 2 gatti, 3 conigli, due tartarughe, oltre 400 piante di rose che conosce e coltiva personalmente nonché un imprecisato numero di bottiglie di profumo.
Daniela Ferro

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