Da Marina Abramović alle celebrazioni leonardiane Palazzo Strozzi fa un salto di 550anni

Da Marina Abramović alle celebrazioni leonardiane Palazzo Strozzi fa un salto di 550anni

FIRENZE – Si è chiusa il 20 gennaio, con numeri da record, la mostra a Palazzo Strozzi Marina Abramović. The Cleaner, per dar inizio alle celebrazioni leonardiane del 2019 con la prima grande retrospettiva dedicata al Verrocchio, suo maestro. Così, uno dei più bei palazzi rinascimentali italiani torna ad esporre quel secolo che l’ha visto nascere.

Terminata la mostra, di cui vi abbiamo tanto parlato, Marina Abramović. The Cleaner, Palazzo Strozzi dopo la prima grande retrospettiva italiana dedicata a una delle personalità più celebri e controverse dell’arte contemporanea, che con le sue opere ha rivoluzionato l’idea di performance mettendo alla prova il proprio corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione, torna al Rinascimento con un salto di circa di 550anni!

Sì, lo spazio mussale di Palazzo Strozzi torna alle origini, e questa capacità di saltare dall’arte antica a quella contemporanea ci spiazza. Va sicuramente lodata questa capacità di percorrere e precorrere i tempi senza pregiudizi. Ricordiamoci che c’era stato precedentemente anche Bill Viola ed ora appunto assisteremo alla prima grande retrospettiva dedicata a una delle figure simbolo del Rinascimento, il maestro di Leonardo, il Verrocchio. (Dal 9 marzo al 14 luglio 2019.

Ma torniamo alle coraggiose scelte della direzione del Museo, e vediamo di capire che risultati stanno portando.

La mostra The Cleaner, è stata curata da Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi che in quattro mesi di programmazione ha raggiunto la cifra record di 180.000 visitatori, riscuotendo allo stesso tempo un grandissimo successo di critica, che l’ha consacrata una delle mostre di arte contemporanea più visitate di sempre in Italia.

Per la prima volta una donna è stata protagonista assoluta di una mostra di Palazzo Strozzi: Marina Abramović ha raccolto la sfida utilizzando il palazzo rinascimentale come luogo espositivo unitario, unendo Piano Nobile, Strozzina e cortile, confrontandosi con un contesto unico e ricco di sollecitazioni. Come ha dichiarato Marina, “essere la prima donna ad esporre a Palazzo Strozzi è stata per me un’immensa responsabilità. Sono lieta per la grande risposta del pubblico alla mostra, tanto da averla resa una delle più visitate nella storia di Palazzo Strozzi. Con l’Italia ho sempre avuto un rapporto speciale e essere di nuovo qui, dopo molti anni, con un evento così importante per la mia carriera mi gratifica molto.”

celebrazioni leonardiane
Marina Abramović The Kitchen V, Carryng the Milk 2009, video (colore, sonoro), 12’42”. Amsterdam, LIMA Foundation. Courtesy of Marina Abramović Archives e LIMA.

Una rassegna apprezzata dal pubblico per la qualità delle opere esposte e per l’attualità dei temi trattati che ha creato una straordinaria occasione di dibattito e di riflessione, attirando fin dalla sua apertura l’attenzione della stampa nazionale, internazionale e dei maggiori social networks.

Le attività legate alla mostra hanno registrato una grande partecipazione e le strategie di promozione differenziata ad hoc hanno dato risultati eccezionali non solo in termini di numero di visitatori ma anche sulle peculiarità e sul gradimento. Dall’analisi sui visitatori emerge che oltre il 70% del pubblico è femminile e oltre il 50% è under 30. Buona la partecipazione del pubblico locale, che si attesta al 34% del totale dei visitatori. Il 38% dei visitatori è rappresentato dal pubblico turista (italiano e straniero) e il 28% da un pubblico escursionista (a Firenze per una sola giornata).
Straordinario il dato dei circa 70.000 visitatori “esclusivi”, che hanno scelto di venire a Firenze principalmente per visitare la mostra a Palazzo Strozzi: un risultato che testimonia il ruolo di Palazzo Strozzi nella valorizzazione di Firenze e la Toscana attraendo pubblico nazionale e internazionale e creando con la cultura valore economico per il territorio.
Importante la presenza di nuovo pubblico: il 46% del totale dei visitatori (quasi 80.000 persone) ha visitato per la prima volta gli spazi espositivi di Palazzo Strozzi in occasione della mostra e l’85% di loro dichiara di voler tornare per le mostre future. Il 97% del pubblico si dichiara pienamente soddisfatto dell’esperienza.

Palazzo Strozzi è particolarmente attento alla comunicazione via social e in occasione della mostra 2.1 milioni di persone sono state raggiunte su Facebook e in media oltre 10mila persone sono state interessante da ogni nuovo post. I cinque video pubblicati sul social hanno ottenuto 600mila visualizzazioni e oltre 20mila sono state le reazioni (like, commenti, condivisioni). Stesso trend si registra su Instagram: oltre 1 milione di persone sono state raggiunte e circa 9.000 ogni volta che veniva pubblicato un nuovo aggiornamento, collezionando un totale di 90mila like su tutti i contenuti. Durante il periodo della mostra, le visualizzazioni della pagina del sito di Palazzo Strozzi relativa alla mostra Marina Abramović. The Cleaner sono state 750mila dato record rispetto alle mostre passate.

“Ospitare una simile retrospettiva qui a Palazzo Strozzi significa confermare, ancora una volta, la sua vocazione per il contemporaneo” dichiara Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi. “L’ottimo risultato conferma la validità di un’offerta, che continua ad attirare pubblico e suscitare dibattito, tenendo fede al disegno della Fondazione, di portare a Firenze eventi culturali di qualità e di valenza internazionale. Marina Abramović attraverso la sua profonda ricerca artistica ha attraversato mezzo secolo sfidando i limiti, reinventando il rapporto con il pubblico, riconfigurando il concetto stesso di performance e entrando indelebilmente nell’immaginario collettivo”.

Noi amiamo Marina Abramović e ne avevamo parlato anche a proposito della polemica sulla Barcolana di Trieste, ma non per questo temevamo che fosse troppo rischiosa la scelta coraggiosa di dedicare uno dei templi del Rinascimento a lei. Quindi ci sentiamo di complimentarci con il Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi Arturo Galansino, con l’augurio che anche lui venga riconosciuto da Artribune come Migliore Direttore di Museo 2019.

In ogni caso ora aspetteremo che si inaugurerà la mostra di Andrea del Verrocchio, il maestro di Leonardo, dove verrà presentata per la prima volta a Palazzo Strozzi una sezione speciale al Museo Nazionale del Bargello di straordinari capolavori dell’artista . Qui verranno messi a confronto serrato con opere capitali di precursori, artisti a lui contemporanei e discepoli, come Desiderio da Settignano, Domenico del Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Bartolomeo della Gatta, Lorenzo di Credi e Leonardo da Vinci. Nel 2019 si celebra il cinquecentesimo anniversario della morte di quest’ultimo, il suo più grande allievo, e l’esposizione di Palazzo Strozzi e del Museo Nazionale del Bargello si offre come uno dei più importanti eventi a livello internazionale nell’ambito delle celebrazioni leonardiane.

Curata da due tra i maggiori esperti del Quattrocento, Francesco Caglioti e Andrea De Marchi, la mostra comprende oltre 120 opere tra dipinti, sculture e disegni, con prestiti provenienti da oltre settanta tra i più importanti musei e collezioni private del mondo come il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musée du Louvre di Parigi, il Rijksmuseum di Amsterdam, il Victoria and Albert Museum di Londra, le Gallerie degli Uffizi di Firenze.

Sarà la prima retrospettiva mai dedicata a Verrocchio, mostrando al contempo gli esordi di Leonardo da Vinci, con sei sue opere, alcune delle quali per la prima volta esposte in Italia. Una mostra straordinaria che offre uno sguardo sulla produzione artistica a Firenze tra il 1460 e il 1490 circa, l’epoca di Lorenzo il Magnifico.

La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e dai Musei del Bargello con la National Gallery of Art di Washington DC (che sarà la seconda sede dell’esposizione dal 29 settembre 2019 al 2 febbraio 2020). Con il sostegno di Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze. Con il contributo di Fondazione CR Firenze.  Main sponsor Intesa Sanpaolo.

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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