Il meta-linguaggio musicale del futuro: il libro di Aluei

Il meta-linguaggio musicale del futuro: il libro di Aluei

MONDO – A-MUMex (::ALUEI:: Multiverse Music Experience) è il libro del musicista Aluei, uscito in libreria lo scorso 6 giugno e distribuito in ben 80 paesi: un metodo rivoluzionario per sviluppare  la creatività compositiva musicale.

A-MUMex è un vero e proprio “strumento didattico” che, al netto del suo approccio razionale e pragmatico, mira a educare e stimolare l’emisfero destro del cervello, sede della creatività, dell’intuizione, della fantasia e dell’immaginazione. Accolto con grande entusiasmo alla Juilliard Music School di New York e al Berklee College of Music di Boston, il meta-linguaggio musicale di Aluei troverà diffusione globale a mezzo dei seminari e dei workshops tenuti dal suo creatore.

Compositori, strumentisti, musicisti elettronici ma anche programmatori, games designer, studenti e bambini: il libro è destinato ad un pubblico ampio, trasversale. “Si potrebbe dire che il solco didattico nel quale si pone ::ALUEI:: è decisamente di stampo montessoriano” spiega il comunicato stampa.

L’opera di Aluei è dedicata all’Africa, alla Madre Terra, al principio del Femminino Sacro, cui il continente africano così potentemente rimanda e al quale Louis Siciliano è molto legato.

Aluei
Aluei con Wayne Shorter

Il Maestro Aldo Brizzi, compositore di fama internazionale e direttore d’orchestra, ha così dichiarato: Parlare di un libro sul suono che presuppone significati scientifici e filosofici che s’incontrano ad un livello di profondità tali da far scaturire dai propri presupposti una terza via, equivale a scriverne uno parallelo, un altro infinito mondo possibile. Ma esiste una possibilità per dire altro senza uscire dal libro. Questa possibilità indica lo spazio bianco intorno alle parole, cioè la mente vuota di fronte alle frasi, la coscienza vigile su ciò che i paragrafi ci vogliono suggerire, su ciò che i capitoli vogliono concludere o aprire. Ed esiste una tecnica, che è la lettura poetica, che qui cercheremo di affrontare. E’ già stato detto che la poesia è l’unica forma in grado di spiegare il mondo. E’ già accaduto che allievi formulassero complesse equazioni, perfette dal mero punto di vista tecnico, ma non accettate dall’insegnante (stiamo parlando di Einstein) perchè “non belle”. Il sottile lirismo dello sviscerare concetti scientifico-filosofici in A-MUMEx è innazitutto “bello”.  Una bellezza sottile, ma non per questo forte, legata al silenzio, cioè allo spazio dove invita andare oltre a ciò che può venire detto. E nel suo portarci in una speculazione esponenziale verso un futuro imminente, o un presente da conquistare, ci indica strade e conoscenze che vengono da lontano e sempre furono presenti in chi le seppe ascoltare. Leggendo A-MUMEx saremo in sintonia con quei maestri apparentemente a noi lontani, che con il suono delle trombe sapevano far crollare le mura di una città. O con quelli che con il semplice uso di uno specchio potevano incendiare navi. Leggendo questo libro potremo far crollare i muri che ci separano dal riuscire varcare la soglia, potremmo incendiare i nostri concetti e preconcetti da un fuoco d’amore nuovo. Un amore per le forme al di là delle apparenze”.

Resonant Horses MyWhere

Lo scorso marzo, è uscito anche Resonant Horses – Cavalli Risonanti – l’album al quale Aluei ha lavorato intensamente e nel quale sono contenuti due affreschi sonori di grandi dimensioni, rispettivamente 15 e 23 minuti. Resonant Horses – che dà il titolo all’intero album – e Gypsy Journey sono le due composizioni in oggetto e si sviluppano intorno al suono della tromba del musicista. Una tromba arcaica che ricorda, a tratti, il canto delle balene, del duduk armeno e dello shehnai indiano ma anche suoni elettrici, sperimentali e più all’avanguardia, con la quale Louis Siciliano ci accompagna in un viaggio suggestivo tra diversi generi musicali.

Louis Siciliano Aluei

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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