Sei grande, grande, grande! 40 anni fa si ritirava Mina

Sei grande, grande, grande! 40 anni fa si ritirava Mina

CREMONA – Dal 23 agosto 1978 la voce simbolo dell’Italia vive nascosta in compagnia della sua infinita passione per la musica e del suo talento. Ripercorriamo la carriera e la grandezza della Tigre di Cremona a 40 anni dal ritiro dalle scene.

Mina? Semplicemente la cantante bianca più importante di sempre”. A dirlo fu Louis Armstrong. “Pagherei qualsiasi cifra per vederla esibirsi negli USA”. Esclamò una volta Sinatra in un’intervista. O ancora De André, che cercò così di spiegare il suo talento inspiegabile: “Ha la musica nel Dna, le evoluzioni vocali, bassi, picchiati, i grappoli di note, le vengono naturali come se dovesse parlare. E’ il talento: conoscere prima di sapere”. Per Jannacci invece da aggiungere c’era ben poco: “Vabbè, Mina è Mina”, mentre per Dario Fo assistere a un concerto di Mina significava vivere un’esperienza totale, non solo canora, di una valenza unica e irripetibile: “Quel suo modo di muoversi, apparentemente fuori tempo, l’alzare le braccia e farle roteare come in una serie di pose plastiche, sono cose solo sue, che arrivano prima ancora della voce”.

Oggi, giovedì 23 agosto 2018, ricorre il 40′ anniversario del ritiro dalle scene di Mina. Era il 1978 e la Tigre di Cremona si esibiva a Bussoladomani di Viareggio. Ad aprire il concerto, uno show comico. Walter Chiari prima. Beppe Grillo dopo. E poi il “Main Event”. Mina. Dopo quella serata, mitica in tutti i sensi, era previsto un vero e proprio tour ricco di date, ma Mina le cancellò tutte. Il motivo? Non fu la timidezza come molti dissero o un esaurimento nervoso come scrissero in tanti, ma bensì una grave broncopolmonite virale. Fu la fine di un’epoca, ma in fondo, la sua grandezza non venne minimamente scalfita.

Mina

Dalla fine degli anni Cinquanta ad oggi l’artista ha interpretato 1.500 canzoni, vendendo oltre 150 milioni di dischi, un numero in costante aumento. Impossibile elencare qui tutti i riconoscimenti ottenuti nel corso di una carriera ineguagliabile, non solo per le sua canzoni, ma anche per il ruolo centrale che ha avuto nella storia della televisione italiana.

È rimasta una protagonista assoluta della ribalta musicale anche da quando, nel 1978 come detto in precedenza, ha scelto di autoesiliarsi dalle apparizioni pubbliche per vivere una vita più tranquilla. Ne aveva davvero bisogno, dopo un ventennio passato sotto i riflettori: amata, seguita, idolatrata, ma anche spiata e giudicata dall’Italietta benestante degli anni Sessanta. Le vicissitudini della sua tormentata vita privata – due figli da due uomini diversi, i gravi lutti di un fratello e di un ex marito entrambi morti sulla strada – hanno a lungo alimentato le chiacchiere di tutto un paese, affiancando i clamorosi successi artistici che la Tigre di Cremona intanto collezionava uno dopo l’altro: non solo su vinile, ma anche in indimenticabili stagioni televisive (impossibile dimenticare, per esempio, l’esibizione live con Lucio Battisti a “Teatro 10”, nel 1972). Poi, con la sparizione dalle scene, il Mito si è ridotto all’essenziale: un volto trasfigurato sulla copertina dell’ultimo album e una voce miracolosamente intatta nel tempo, elargita al pubblico con la cadenza regolare di una produzione musicale ampia e versatile.

MINA
Mina e Celentano, foto di 51 anni fa all’indomani dell’uscita del singolo: “La coppia più bella del mondo”

Insomma, aggiungere qualcosa di sensato, di appropriato e originale su Mina è sempre difficile. In Italia è quasi come una religione, un rito e parlarne risulta quasi blasfemo. Perché Mina è Mina, forse non la più grande cantante bianca di sempre ma sicuramente la migliore della storia del nostro paese. Un genere alla mina? Non esiste! Non puoi scrivere alla Mina, lei ha cantato tutto, tango, rock, jazz, musica napoletana. Mina era, è e sarà sempre un’icona, della tv italiana, della moda e naturalmente della musica, con il suo fuoristrada al posto delle corde vocali, la sua personalità canora e artistica che definire complessa è forse poco, una personalità capace di misurarsi con ogni stile di canzone, imprimendovi una cifra inconfondibile. I grandi mezzi naturali e le forti sfumature espressive ne hanno fatto l’interprete ideale dei maggiori autori italiani.

60 anni di carriera a settembre, 40 anni di questi vissuti lontani dai riflettori. Un duplice anniversario dall’importanza mastodontica e ricca di significato, che noi non potevamo non tributare. E anche se con un velo di tristezza e nostalgia, a Mina facciamo tanti auguri, auguri grandi grandi grandi, anche perché la tristezza in realtà è più nostra che sua. Lei in questi anni ha vissuto una vita “normale”, come voleva lei, lontana da tutto ma sempre vicina alla sua grande passione e al suo inestimabile talento.

Mina

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

Leave a Reply

Your email address will not be published.