Il mio ultimo viaggio: Milano.

Il mio ultimo viaggio: Milano.

Vi sarà capitato, almeno una volta nella vita, di frequentare Milano ai tempi della fashion week. O durante i giorni dedicati alle importanti fiere di settore che catturano gente da ogni parte del mondo. O, più semplicemente, in occasione di un evento mondano, come la Vogue Fashion’s Night Out.
Io faccio parte di quella schiera di persone a cui capita spesso, ultimamente, di dover viaggiare, per accorgermi, ogni volta che ritorno in un posto in cui sono già stata, che anche se all’inizio mi sembrava orrendo, alla fine del mio viaggio si rivela un luogo inesplorato di emozioni e sensazioni positive a dimostrazione che in ogni cosa, il valore positivo, è dato dall’evidente disposizione d’animo che assumi nei confronti di quel qualcosa.
Durante la mia ultima fuga verso la città della moda e della civiltà, come la chiamano i miei amici “terroni”, ho scoperto per esempio che non è vero che a Milano piove sempre e fa la nebbia. Possono essere giornate rare, certo, ma esistono anche quelle con il cielo terso e pieno di sole. In cui fa addirittura molto caldo. E che non è assolutamente vero che a Milano sono tutti frettolosi e un po’ snob, come dimostrano quando vengono in terra straniera. Ci sono persone anche molto cordiali, che sanno sorridere, ringraziare e persino fare un complimento. E che soprattutto apprezzano il sud.
homi 3Avete presente HOMI? Un tempo si chiamava Macef, era ed è, per quel che ne rimane, una grande fiera dedicata al Design e al Lifestyle. Oltre 14 padiglioni dalle dimensioni enormi, strutture di ristoro, aree relax e mille occasioni per fare buoni acquisti. Pochi giorni fa si è svolta la seconda edizione. A ridosso della fashion week e in concomitanza con l’evento mondano più atteso a livello nazionale e non solo, la Vogue fashion’s night, avrebbe dovuto accogliere milioni di visitatori. E invece si è rivelata un piccolo flop. Stando almeno alle statistiche di chi, da bravo affezionato, la frequenta tutti gli anni. Ma per me, che ho avuto modo di lavorarci, si è rivelata un’esperienza inaspettata. Ospiti di uno spazio nel padiglione riservato all’arredo e alle cose “da vivere”, insieme a un’azienda pugliese, abbiamo realizzato uno stand che avesse per oggetto nove eccellenze in materia di artigianato. Unicità e talento manuale, contro la solita produzione industriale, hanno riscosso un grande successo. La gente si fermava sorpresa e nel contempo affascinata. “Di dove siete voi?” “ Ah Pugliesi. Eh beh, la Puglia è fantastica.” “ Io amo la Puglia”. “Come al solito fate cose uniche”. Di contro padiglioni mezzi vuoti. E mentre cerchi di capire il perché, ti accorgi che la completa incapacità di accettare il cambiamento e di promuoverlo, in Italia, è forse la principale responsabile di quell’ineffabile destino che ci sta conducendo alla morte. Una fiera importante, piena di proposte interessanti, ma senza pubblicità. Nessuno la conosce, nessuno la ricorda, se non i vecchi habituè. Del resto, all’originalità e all’innovazione di alcune aziende, si contrappone la ripetitività e il riciclo di altre che sembrano provenire direttamente dal mercatino dell’usato.
HOMI 4Mancano i giovani, le loro idee, il loro incommensurabile coraggio di rischiare. E si sente. Si percepisce subito. L’Italia è un paese per vecchi, diceva qualcuno. Ed è il mio pensiero costante mentre passeggio tra la gente, mentre spiego da cosa nasce l’iniziativa di “Primato Pugliese” e perché. Una sensazione che spira presto, mentre cammino tra altri passanti, assai estrosi e vestiti di tutto punto, parecchio lontani da quell’aria scrutinante e un po’ diffidente che mi ha accompagnate qualche ora prima.
E’ la notte della moda.
Negozi aperti, strade affollate, aperitivi low cost, dj set, abbigli improbabili. E’ la notte della libertà. La moda lancia un messaggio, Milano lo fa suo. C’è crisi anche qui, è vero. Crisi di soldi, di possibilità forse anche di speranze. La crisi che non c’è o che perlomeno non si percepisce, è solo quella che accompagna il desiderio di libertà. O probabilmente ha solo assunto fattezze diverse. Proprio come il caos che normalmente accompagna questi eventi e che quest’anno vede tutto un po’ più rarefatto. Le grandi firme smettono di offrire long dring e privilegiano gocce di prosecco. I brand più comuni ribassano ulteriormente i prezzi. Per la strada tanta musica, tante risate a cui si accompagnano outfit sempre più bizzarri e strampalati che odorano di libertà e di ribellione. Niente più canoni, niente più regole. L’ Italia grida al cambiamento. I colori si sovrappongono, insieme ai tagli e alle fantasie. Le donne si vestono da uomo, gli uomini da donne. “Abbinare” diventa un termine ormai in disuso. “Essere strano” è il primo comandamento. Forse fa rima con umano e per questo motivo trasmette una sensazione di casa. Da l’idea di potercela ancora fare. Anche se nessuno ti sente. O quantomeno gode a far finta di non sentire.
Sta per iniziare la settimana dedicata alla moda, eventi, sfilate, nuove collezioni, anteprime della prossima estate. Fremiti, tremolii, emozioni. Gente che si atteggia, gente che ci crede, gente che fa finta di fregarsene solo perché fa più figo ma ci tiene molto più degli altri. Gente che non c’entra nulla. E che vuole entrarci per forza. Gente che sembra vera. E invece è più finta delle promesse di un politico. Questa volta il mio viaggio finisce. Nell’attesa di ripartire di nuovo.
HOMI 8E come generalmente accade, quando ritorno, mi scopro a cercare qualcosa. Qualcosa che ho imparato o che semplicemente mi ha maturato. Qualcosa che magari mi ha aiutato a far fiorire nuove idee, nuovi progetti o più semplicemente a scoprire qualcosa in più di me, a superare una piccola paura non troppo nascosta che avevo. Sono cresciuta piena di ansie, di limiti, di gabbie. Il più delle volte mentali. Superarle, vivere delle esperienze che hanno il grande merito di farti ritrovare te stessa, è la più grande libertà di cui mi sono appropriata. Assieme a quella, insostituibile del viaggio, che vi consiglio di fare più possibile. Scoprirete, per esempio, come ho fatto io, che non è vero che Milano non ha storia. Che a parte qualche monumento è solo una grande città industriale. L’ho pensato per tantissimi anni. Solo qualche giorno fa ho capito di aver sbagliato tutto. Milano è una delle città con più storie in Italia. Ce ne sono a decine che si guardano una di fronte all’altra, giorno dopo giorno. Tutte quelle dei ragazzi accalcati in una metro che fuggono per fare un colloquio di lavoro, per ritornare a casa in chissà quale parte della periferia, per fare uno stage sottopagati. E’ piena di storie come la mia, di turisti, di sognatori, di gente in cerca di aiuto o di fortuna. Di persone che vogliono scoprire qualcosa di nuovo o semplicemente che vogliono respirare libertà. C’ è molta più storia negli occhi e nei sorrisi di chi vi siede accanto durante un viaggio in autobus o vi stringe la mano mentre siete in attesa del vostro aereo o state facendo la fila al supermercato.
C’è molta più storia nelle anime di quanta non ve ne sia nei reperti archeologici di un museo. Questo mi ha insegnato, nel mio ultimo viaggio, Milano. Terra di moda e di sogni.

Testo di Lia Giannini

Redazione

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