Un mito vivente, il grande Morrissey a Bologna

Un mito vivente, il grande Morrissey a Bologna

Grandissimo Moz al Paladozza di Bologna, un’artista considerato qualche anno fa tra i 100 geni viventi è finalmente di nuovo in tour per farci conoscere la sua ultima fatica musicale “World Peace Is None Of Your Businessun disco che a tratti ci trasporta insieme alla sua formidabile band, dentro sonorità mediterranee.
In realtà, Morrissey  apre il concerto con un super pezzo degli Smiths  “The Queen is dead” e non sarà l’unico brano della epica band nonostante Morrissey abbia più volte dichiarato di non essere particolarmente contento di rivivere quel periodo. Anzi, la folla va in visibilio per i vari brani della famosa ex band e Moz sembra voler placare gli animi, forse aspettandosi lo stesso entusiasmo per il nuovo disco. Lo show inizia con immagini proiettate che ripercorrono  artisti e momenti che lo hanno ispirato durante la sua lunga e ricca carriera, fatta di lunghi silenzi e di resurrezioni musicali con prestigiose collaborazioni nei diversi generi musicali e si conclude con la proiezione delle immagini, che sulle note di “Meat is murder”, ci mostrano cosa avviene durante il processo di lavorazione della carne. Immagini molto forti che non tutti hanno lo stomaco di guardare e che lasciano la folla quasi in silenzio. Sappiamo tutti della crociata vegeteriana di Morrissey un impegno che lo porta a chiedere di non servire carne e derivati all’interno dello stesso Paladozza.
Una piccola nota negativa è un palazzetto con troppi spazi vuoti. Bologna non ha raccolto pienamente l’invito e nonostante il fatto io non sia mai andata pazza per gli Smiths, sul palco si stava esibendo un pezzo di storia della musica.
Morrissey non è solo gli Smiths e forse non è neppure solo Moz, è  un’artista teatrale con una voce che ad oggi ci fa dimenticare i suoi problemi di salute, un uomo che non ha mai avuto paura di esprimere i concetti nei quali crede e che vanno al di la della sua musica e dei suoi testi, che ha una visione a 360° del mondo trascinandola su quel palco incantandoci ogni volta un po’ di più.

Morrisey

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Roberta Tagliaferri

In arte Robin T, ho imparato questo mestiere da un grande fotografo londinese ma la passione e l’arte di catturare l’attimo infinito, un’espressione profonda, sono frutto di un naturale talento artistico. Fotografare è un modo di vivere e di comunicare; diceva qualcuno “Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi”.
Roberta Tagliaferri

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