In mostra i capolavori della Phillips Collection

In mostra i capolavori della Phillips Collection

La Phillips Collection di Washington è arrivata per la prima volta in Italia al Palazzo delle Esposizioni a Roma e sta lasciando un segno nei visitatori. Iniziata il 16 ottobre, la mostra si intitola “Impressionisti e Moderni. Capolavori della Phillips Collection di Washington” e si protrarrà fino al 14 febbraio per poi proseguire il suo tour mondiale. Presenti al Palazzo delle Esposizioni ben sessantadue dipinti di pittori del calibro di Picasso, Ingres, El Greco (considerato dal fondatore Duncam Phillips un precursore dell’impressionismo), Goya, Courbet, Daumier, Manet, Cezanne, Degas, Van Gogh, Monet, Sisley, Bonnard, Braque, Gris, Kandiskij, Kokoscha, Matisse, Modigliani, Soutine, Vuillard, Arthur Dove, Gottlieb, Guston e Rothko.

Io ho avuto la fortuna di conoscere il curatore Joseph Holbach, Direttore delle iniziative speciali della Phillips Collection, e visitare la mostra con lui che me l’ha illustrata passo passo.

Io con Mr.Holbach
Io con Mr.Holbach

La Phillips Collection di Washington è il più antico museo di arte moderna degli Stati Uniti essendo stato aperto nel 1921, e Duncan Phillips rappresenta molto bene una stagione importante del mecenatismo statunitense che annovera personaggi del calibro di Peggy Guggenheim, Gertrude e Leo Stain, solo per citarne alcuni. Personaggi che hanno avuto il merito di creare delle raccolte uniche di arte contemporanea e al tempo stesso di sostenere pittori ancora non affermati fornendo loro i mezzi per vivere.

Questa rassegna dedicata alla pittura europea e americana è organizzata cronologicamente, presentando la materia e le opere in forma di macro-sezioni che rappresentano le grandi correnti culturali che hanno attraversato l’Ottocento e il Novecento fino al secondo dopoguerra.

Si parte con le opere dei grandi artisti che all’inizio del XIX secolo hanno rivoluzionato la pittura europea da Goya a Ingres, da Delacroix a Courbet e Manet, messe in dialogo con quelle dei maestri dell’Impressionismo francese come Cezanne, Degas, Van Gogh, Monet e Sisley.

Non potevano non essere presenti anche i maestri del Modernismo, che hanno plasmato e trasformato la visione artistica del Novecento; bellissime le opere di Kandinskij e Modigliani accanto agli americani Arthur Dove e Georgia O’Keeffe.

Quel che rende ancora più originale la mostra sono gli accostamenti dei quadri: nelle sale si mescolano quadri di epoche e nazionalità diverse, dipinti più antichi e moderni che, accostati, acquistano senso e rilevanza, per contrasto o per analogia. L’obiettivo è restituire la visione dell’arte di Duncam Phillips che vedeva l’arte come un linguaggio universale che si basa su uno stretto legame tra arte del passato e arte del presente. Ovviamente il pubblico italiano sta affluendo alla mostra per conoscere meglio i maggiori rappresentanti dell’arte contemporanea d’oltre oceano, da Arthur Dove a Georgia O’Keeffe per passare in pochi passi a De Staël, a Diebenkor, a Gottlieb, Guston e Rothko.

La mostra rimarrà aperta fino al 14 febbraio, non perdetela!

In mostra i capolavori della Phillips Collection

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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