Motor Show, una festa italiana a cui non si può rinunciare

BOLOGNA – Sabato 3 dicembre, il Motor Show 2016 ha ufficialmente aperto le porte al grande pubblico degli appassionati di motori. La kermesse si svolge anche quest’anno nel complesso di BolognaFiere, e si concluderà domenica 11 dicembre.
C’eravamo alla presentazione dell’evento (ecco il nostro resoconto) e non potevamo farci scappare la possibilità di vivere le emozioni del Motor Show 2016. Siamo andati a fare un giro tra gli stand e i padiglioni allestiti alla Fiera di Bologna e vorremmo farvi rivivere le nostre sensazioni.

I tempi cambiano e non tornano più. L’auto non è più il bene sognato e agognato dalle nuove generazioni. I neo-maggiorenni sono più interessati agli strumenti di connessione e all’intrattenimento. Negli ultimi anni, sono le biciclette ad aver ottenuto il maggiore incremento di vendite nel settore della mobilità. Il fenomeno del car sharing cresce mostruosamente e siti come BlaBlaCar rappresentano sempre più una tendenza. Tutto questo, e ovviamente la crisi economica, avevano messo a serio rischio il futuro del Motor Show. Le ultime 3 edizioni infatti sono state davvero negative per la kermesse motoristica, con 2 annullamenti per mancanza di espositori (2013 e 2015), e la ancor più drammatica mancanza di Case presenti e di stand del 2014. Ma fermare una passione (nazionale) così grande è praticamente impossibile, e, grazie all’entusiasmo, la volontà e le decisioni manageriali del nuovo patron Rino Drogo, il Motor Show riparte e lo fa a rombo di tuono.
I numeri e le credenziali, alla vigilia dell’evento, appaiono davvero incoraggianti. 12 le anteprime nazionali, 300 le auto in esposizione, 200 gli espositori, 7 i musei italiani, 10 le collezioni private e ben 40 i marchi di alto livello che sfileranno durante la kermesse. Dai francesi Peugeot e Citroen, a Renault e Dacia, da Ford e Land Rover ai giapponesi Toyota, Suzuki, Infiniti e Mitsubishi, da Alfa Romeo a Mercedes-Smart, per finire con Lamborghini, Aston Martin, Cadillac, Chevrolet, McLaren e Bentley. Insomma un menù davvero d’eccezione, condito dalla formula classica e vincente del Motor Show, fatta di spettacoli motoristici live, gare, esibizioni, e tanto intrattenimento.

La mia passeggiata all’interno del Motor Show parte subito col piede giusto. Padiglione 21, ecco la Maserati Levante, griglia anteriore sporgente e calandra aggressiva con il suo immancabile tridente, il cambio a 8 rapporti e il bellissimo design negli interni. E’ il primo suv della casa modenese.
Giro tra le supercar, e rimango stordito tra fari anteriori avveniristici, minigonne, cambi automatici con doppia frizione, pedaliere in metallo cromato, spoiler in fibra di carbonio, tetti panoramici mozzafiato. Ecco, al Padiglione 26 appare la Chevrolet Camaro “Born in the USA”, circondata dagli appassionati. Nella versione bianca, la muscle car americana, da sempre rivale della Ford Mustang, impressiona per il suo imponente motore a V e gli interni interamente ridisegnati per la VI generazione, con lo spettacolare display da 8 pollici.
Mi sposto in un altro settore del Padiglione 26 (molto grande) e incappo di fronte alle avveniristiche Tesla, le auto della Silicon Valley a totale alimentazione elettrica, da 0 a 100 km/h in 2,7 secondi!!!
Ora un po’ di ragionamento: faccio un salto al convegno Sara Safe Factor, è sulla sicurezza stradale, fa sempre bene.

La voglia di tornare ad esplorare il Motor Show è troppo forte e mi imbatto nel Padiglione 25, interamente riservato alle auto d’epoca. C’è davvero tutto, dai marchi indimenticabili, alle incredibili gallerie fotografiche e naturalmente le numerose collezioni private. Il 25 è un padiglione dedicato alla bellezza: delle auto, del design, del modernariato, dell’abbigliamento vintage e dell’artigianato di qualità. E aspettate di sentire i nomi delle auto classiche: per la Fiat, Balilla Coppa d’Oro 1934, per Alfa Romeo, ecco la Gran Premio Tipo B e la Giulia Super 1300. E come non citare la mitica Abarth, che si presenta con la 1000 Monoposto Record 1960 e la celeberrima 131 Rally Gruppo 4 1976.

Dopo questo emozionante tuffo nel passato, mi incuriosisce scoprire le novità di questa 39′ edizione. Su tutte spicca la possibilità di ammirare le 7 automobili che si contenderanno il premio di Auto dell’Anno 2017 il 6 marzo a Ginevra. Ecco la lista delle 7 finaliste: Alfa Romeo Giulia, Mercedes Classe E, Citroen C3, Nissan Micra, Peugeot 3008, Toyota C-HR e Volvo S90/V90.
Bellissima la nuova Alfa Romeo Giulia, che si rinnova con un stile che seppure non originalissimo, presenta delle svolte stilistiche che in Alfa non si vedevano da tempo, con un impianto tecnico d’eccellenza. Insomma, la berlina italiana ha tutte le carte in regola per portarsi a casa l’ambito trofeo.
A questo punto esco all’aperto. Mi trovo nell’Area 48. Tutta l’attenzione è rivolta sulle Lamborghini Huracan (la più bolognese delle supercar) che si sfidano nella minipista della Fiera. Nell’area 47 invece, le prove auto sono aperte a tutti. Fatevi un giro sulla macchina che state pensando di acquistare; l’Area 45 offre un percorso off road: il pubblico può salire o guidare con un istruttore una 4×4 o un mezzo militare, messi a disposizione dai vari brand.
Il mio tour nel Motor Show si conclude qui. Bisogna essere onesti, ci vorrà del tempo per avvicinarsi ai fasti di un tempo. Ma il percorso intrapreso sembra quello giusto. Con pazienza e partecipazione, il puzzle potrà essere completato. Perché il Motor Show è una festa, un evento che fa parte della storia dell’auto e del nostro Paese, fatto di entusiasmo ma soprattutto di passione, una passione irrinunciabile.

MotorShow

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

3 Responses to "Motor Show, una festa italiana a cui non si può rinunciare"

  1. Ludovica Soice   10 Dicembre 2016 at 15:05

    Bellissimo. Quest’anno ci sono stato e devo dire che è tornato ai fasti di un tempo. Soprattutto per le gare ed i test drive. Speriamo che sia l’inizio di una nuova avventura come ai bei tempi

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  2. Marco Vives   10 Dicembre 2016 at 15:10

    I prezzi però sono troppo alti! Non possiamo usare sempre la scusa all’ italiana di fare le cose a rilento per rialzarci, per poi rimanere sempre gli ultimi a livello europeo come innovazioni…una cosa davvero ottima anche se nel suo piccolo è stato il salone dell’ auto del Valentino a Torino con esposizione all’ esterno gratuita, che facendo così ha portato molti visitatori per tutta la città, arricchendo l’economia…ora non dico di fare le fiere gratis…ma di darci il giusto valore nei periodi che tali fiere stanno passando, eh…io non vendo allo stesso prezzo lo yogurt di marca appena messo in vendita con uno con pochi giorni alla scadenza, OVVIAMENTE VENGONO ABBASSATI PER INCENTIVARE ALL’ ACQUISTO

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  3. Paolo Riggio
    Paolo Riggio   13 Dicembre 2016 at 16:42

    D’accordo sui prezzi, un po’ troppo alti. Quest’anno il management ha cercato di rendere profittevole alle case motoristiche la scelta di esporre le ultime novità, e per farlo ha sollevato le case stesse da costi folli ed eccessivi. Ovviamente questo ha causato l’aumento dei prezzi per il pubblico. Ma i numeri sembrano dargli ragione, anche se il livello raggiunto negli anni 80 90 è ancora lontano.

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