Myllenniun Award 2015.

Myllenniun Award 2015.

Nei primi di luglio si è svolto a Roma la prima edizione del Myllenniun Award 2015, un’iniziativa del giovane imprenditore Paolo Barletta in memoria del padre Raffaele Barletta, industriale di Latina, fondatore dell’omonimo gruppo S.p.A. che dal dopoguerra ha operato e opera nel campo delle costruzioni e del settore edilizio residenziale specialmente dell’Italia centrale. L’evento si è svolto nel Chiostro del Bramante di Santa Maria della Pace, bellissimo spazio rinascimentale trasformato dalla DART, una ventina di anni fa, in un polo espositivo e museale molto amato dai romani e dai turisti per le sue mostre d’arte di altissimo livello.

Myllenniun Award 2015E’ stata una giornata particolare, diversa e originale sotto tutti i punti di vista. Non sono infatti molti i premi che hanno come mission valorizzare le eccellenze, emerse tra i giovani nati tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila, la cosiddetta Generazione Y o la Millennial Generation. In rete ho trovato qualche premio per giovani ricercatori, architetti, artisti e imprenditori agricoli ma non paragonabili, per macchina organizzativa, selezione delle candidature e entità dei premi assegnati, al Myllenniun Award.  In Italia, dove forse più che negli altri paesi, noi under trenta siamo ancora considerati soltanto dei giovani con poche opportunità per il presente, e dove spesso la meritocrazia non viene nemmeno presa in considerazione, finanziare opportunità di formazione e premiare, o menzionare, progetti interessanti in termini di creatività e innovazione, può essere importante e in controtendenza.

Siamo rimasti un pò stupiti dall’utilizzo del My connotazione del nostro Marchio MyWhere e delle sue sezioni, molte delle quali coincidevano addirittura con il nome delle nostre rubriche…

Il premio infatti prevedeva 5 sezioni: MyCity, architettura, bisognava realizzare un progetto di arredo urbano per una piazza di Latina (un vincitore, Davide Conti, € 10.000); MyBook, per la saggistica dedicata all’economia, all’Europa e al lavoro (tre premi, Elania Zito, Alberto Quintavalla e Federica Vettori,  per un totale di € 3.000 + pubblicazione nella Casa Editrice Gangemi); MyStartup, il premio più cospicuo, per imprese ad alto contenuto tecnologico e innovativo (due premi, Diego Armando Capponi | Salty e Lorenzo Modena | Openmove per un totale di € 45.000); MyReportage per il giornalismo d’inchiesta sull’Italia al positivo, l’Italia che funziona (3 premi per un totale di € 6.000, non assegnato quest’anno). Il Myllenniun Award 2015 con MyJob ha distribuito anche dei finanziamenti “formazione” con 4 master e otto stage.

Myllenniun Award 2015Interessante anche la composizione della giuria di altissimo livello che prevedeva la presenza di imprenditori, politici, professori universitari (Rettore della Sapienza), giornalisti, alti funzionari dello Stato (Monorchio, Francesco Tufarelli). Mi ha colpito positivamente, in particolare, il fatto che questa giuria abbia deciso di non assegnare quest’anno il premio per la Sezione MyReportage, poiché nessuno dei lavori pervenuti era in linea con i requisiti richiesti, segno di un rigore che non sorprende se si considera che i commissari erano, in questo caso, Barbara Carfagna del TG1, Federico Garimberti dell’Ansa, Stella Pende di Mediaset e Gaia Tortora di La7.

Per l’elenco completo dei vincitori e dei menzionati si può consultare http://blog.startupitalia.eu/myllennium-award-2015-ecco-i-vincitori/

La conduzione dell’evento è stata affidata a Francesco Facchinetti (DJ Francesco) che si è messo in evidenza per un notevole ritardo che ha fatto slittare di un’ora l’inizio dei lavori, e all’attrice Anna Safroncik alcuni film all’attivo (La Matassa di Ficarra e Picone) e serie televisive (Cento Vetrine, Le tre rose di Eva), per il gossip, compagna dell’organizzatore Paolo Barletta che ha presentato un ricordo, sentito e toccante, dedicato alla figura del padre Raffaele.

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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