I 90 anni del Napoli da Sallustro a Higuain

Lunedì 1 agosto allo stadio San Paolo di Napoli scenderanno in campo i padroni di casa contro il Nizza per celebrare i 90 anni di storia della società calcistica partenopea. Prima del calcio d’ inizio , si esibiranno l’orchestra e il coro del Teatro San Carlo di Napoli per festeggiare lo storico evento. Facciamo un breve viaggio nel passato che ci porta alle origini di questo grande club. All’inizio del secolo scorso, il football era esclusiva dei “maestri”britannici , così nel 1905 ,alcuni marinai inglesi si unirono a dei giovani napoletani e diedero vita al Naples Football Club, la prima squadra di calcio della città partenopea.

Prima della stagione 1923/24, l’industriale Giorgio Ascarelli divenne presidente dell’Internaples, nato dalla fusione tra il Naples e l’Internazionale di Napoli (altra società calcistica dell’epoca). Novanta anni fa,Il primo agosto del 1926 ,su intuizione di Ascarelli, il club cambiò nome in Associazione Calcio Napoli e fu la prima squadra del Sud a partecipare al campionato di divisione nazionale. Ad onor del vero, la

 Napoli
Attila Sallustro, la prima leggenda del calcio napoletano

prima stagione del club fu disastrosa e portò alle dimissioni del presidente Ascarelli. Per tutti il Napoli divenne “o ciuccio”per le pessime prestazioni esibite sul campo.  L’ asinello rimarrà da quel giorno la mascotte della squadra e per tantissimi anni sarà il suo simbolo.

Simboli, come il numero 90 che per i napoletani oggi rappresenta la storia ma che ricorda sinistramente, per i più scaramantici, “a paura” della Smorfia e negli ultimi giorni fa venire in mente i 90 milioni spesi dalla Juventus per strappare al Napoli il padrone del San Paolo degli ultimi 3 anni: Gonzalo “il pipita” Higuain. Partiamo dalla discussa cessione del centravanti argentino per raccontare un idillio,quello tra la città di Napoli e i calciatori sudamericani che dura da sempre . Quasi tutti i calciatori più amati dai tifosi partenopei sono di origine latino-americana, dei veri e propri idoli. Il carattere latino, la passione,l’estro , la sregolatezza si sposano perfettamente col calore del tifo napoletano:un matrimonio perfetto (un uomo più di chiunque altro , il simbolo per eccellenza della Napoli calcistica e non solo: Diego Armando Maradona).

Higuain ha messo davanti la carriera e i soldi all’ affetto di Napoli ma, soprattutto, ha deciso di giocare per gli odiati rivali juventini, cancellando così in un istante le speranze e i sogni che aveva regalato ai suoi tifosi con i suoi goal e le sue esultanze al San Paolo, sotto la curva, davanti alla sua gente. Parlando del calcio di oggi ,in cui i soldi spazzano via le emozioni, vorrei ricordare un personaggio leggendario nella storia del Napoli che venendo dal Sud America fece innamorare una città intera.

Il primo grande idolo sbarca dal Paraguay e il suo nome è Attila Sallustro, nato nel 1908 ad

 Napoli
Gonzalo Higuain

Asuncion.Una leggenda,mise a segno 106 reti in undici stagioni con la maglia azzurra. Altri tempi ,altro calcio,lontano anni luce dai soldi e dal lusso dei professionisti d’oggi. Sallustro non percepì alcuno stipendio per 7 delle sue 11 stagioni con il Napoli poiché il padre riteneva immorale essere pagati per giocare a calcio. Soprannominato il Veltro per la sua velocità,col suo talento conquistò i tifosi napoletani ma non il ct della nazionale Vittorio Pozzo che gli preferì sempre Meazza e lo convocò solamente due volte. Attila ricevette innumerevoli regali dai suoi tifosi:vestiti,cravatte e addirittura una Balilla 521 con la quale investì un uomo che rialzandosi vedendo Sallustro disse:”Scusate è colpa mia ,voi potete fare tutto quello che volete”.

Una leggenda che continuerà a essere tramandata per generazioni mentre purtroppo ,forse ingiustamente, di Gonzalo Higuain i tifosi ricorderanno il tradimento, e le sue magie in campo saranno offuscate da una scura nube di odio che chissà forse un giorno si diraderà per lasciare spazio ai bei ricordi.

Napoli

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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