Napoli, Pasqua e dintorni, cosa fare in città

Napoli, Pasqua e dintorni, cosa fare in città

NAPOLI – Dai giorni di Pasqua al 5 maggio, vi consigliamo come vivere appieno la città di Napoli in una vera e propria full immersion nell’arte pittorica e scultorea. Tante sono le mostre aperte al pubblico e allestite nelle sale espositive dei complessi museali del capoluogo partenopeo. Non mancheranno, naturalmente, le tradizioni culinarie e le manifestazioni musicali nella scacchiera dei vicoli cittadini.

La Pasqua a Napoli è, innanzitutto, arte. Lo è sempre, in effetti, ma quest’anno un po’ di più. Alla Basilica della Pietrasanta, ad esempio, sul limitare di via dei Tribunali, a pochi passi dalla scuola in cui studiò Pino Daniele e dalla celebre pizzeria Sorbillo, si tiene la mostra dedicata a Marc Chagall, un percorso espositivo composto da 150 opere, curato da Dolores Duràn Ucar, organizzato e prodotto dal Gruppo Arthemisia, cui si deve anche la rassegna ispirata al genio visionario di Escher, allestita al PAN il bellissimo Palazzo delle Arti di Napoli, sito in via dei Mille, a pochi passi dal mare e prorogata eccezionalmente fino al 5 maggio, grazie al record di visitatori registrato in questi mesi, a partire dall’inaugurazione tenutasi lo scorso 1 novembre. Una menzione speciale merita, naturalmente, la mostra Canova e l’antico che vi aspetta al MANN – il Museo Archeologico Nazionale di Napoli – fino al 30 giugno e che, a poche settimane dalla sua apertura, ha già contato migliaia e migliaia di utenti. Il museo scende in strada, l’arte apre le braccia e coinvolge il pubblico con un reticolo di eventi imperdibili di cui, nei giorni di Pasqua, si potrà godere a maggior ragione.

Il famoso Giuseppone a mare, lungo le discese di Posillipo, accanto a Palazzo Palladini, è una delle possibili mete della Pasqua napoletana e del Lunedì dell’Angelo, col Vesuvio sulla linea d’orizzonte, l’odore di pesce che arriva dalle cucine dei ristoranti, e il tramestio dei pescatori, delle barche e delle nasse che lavorano a ritmo pieno. A pochi passi da lì, c’è il Parco Sommerso della Gaiola, una riserva naturale protetta, poco più di una insenatura, di una fenditura nelle rocce, la cui natura selvaggia e incontaminata, sposata al mare cristallino, rappresenterà un polo paesaggistico importante durante le feste di Pasqua per chi, come me, volesse concedersi qualche ora di sole, tempo permettendo, allontanandosi dal tramestio urbano.

Pasqua
Napoli. Foto di Antonia Storace

L’ospedale delle bambole di Napoli organizza, per la Pasqua 2019, la tradizionale caccia al tesoro delle uova. L’appuntamento è per giovedì 18, venerdì 19 e sabato 20 Aprile – ore 11:30 e ore 16:30 – presso il cortile di Palazzo Marigliano, in via San Biagio dei Librai 39.  <<Dunque, c’era una volta, più o meno alla fine del 1800, Luigi Grassi, scenografo dei teatri di corte e dei teatrini dei pupi. Luigi lavorava in via S. Biagio dei librai, stradina famosa e conosciuta fin dall’antichità come Spaccanapoli proprio perché spaccava a metà il cuore pulsante della città e che oggi è il nostro centro storico. Il maestro non dipingeva solo scenografie, ma costruiva e riparava qualsiasi oggetto, compresi i pupi di scena. Il suo laboratorio così strano attirava e incuriosiva lo sguardo di tutta la gente di passaggio. Un giorno una mamma entrò nella sua bottega con una bambola rotta tra le braccia e implorò l’artigiano di aggiustarla. Luigi, sorridendo sicuro nel camice bianco che indossava per non sporcarsi durante il lavoro, rassicurò la donna: la sua bambola sarebbe tornata come nuova. Così, trascorsa qualche settimana la signora ritornò nella bottega e vide la bambola completamente guarita: “Dottore grazie, la mia bambina sarà felicissima, le dirò che sono andata da un mago per far guarire la sua bambola del cuore”>>. Comincia così la nota introduttiva del sito ufficiale dell’Ospedale delle Bambole che racconta la nascita di un posto speciale, sospeso sull’asse del tempo e dello spazio, nel quale ciascuno può ritrovare un po’ di se stesso, della propria infanzia, degli anni che furono e di quel bambino, con le sembianze da adulto, all’altezza del quale dovremmo accovacciarci, per fargli una carezza sopra la testa e dirgli che andrà tutto bene.

Per festeggiare Pasqua 2019, anche l’Edenlandia, storico parco giochi del capoluogo partenopeo, recentemente ristrutturato e implementato con nuove divertenti attrazioni, organizza La grande caccia alle uova colorate prevista per domenica 21 aprile, alle 10.30. Grandi e piccini dovranno seguire il Coniglio Bianco e il celebre orologio con il quale scandirà il tempo, raccogliendo, lungo il percorso, gli indizi necessari a conquistare la vittoria. Per il giorno di Pasquetta, alla stessa ora, si terranno, invece, spettacoli circensi con giocolieri, acrobati, artisti di strada e mangiafuoco.

Pasqua
Spaccanapoli. Foto di Antonia Storace

Fino al 22 aprile, in Piazza Dante, vicino alle storiche librerie di Port’Alba e al magnifico Teatro Bellini, Napoli festeggia la Pasqua con una carrellata di piatti tipici della tradizione culinaria. Arriva, infatti, Sapori e Sound Festival: cibo e musica, per uno sposalizio sicuramente destinato a funzionare. Non potranno perciò mancare il casatiello e la pastiera, che della storia gastronomica napoletana, specie nelle festività pasquali, sono il re e la regina. Il primo è un pane rustico, a forma di ciambella o di corona, farcito con salumi formaggi e uova: queste ultime sono inserite all’interno dell’impasto e, allo stesso modo, disposte sulla sua superficie, con un sistema a croce che le mantiene ferme; la seconda, invece, è un dolce della cucina campana, simile a una crostata, a base di ricotta, frutta candita e grano cotto nel latte. Personalmente, non saprei dire quale dei due sia il mio preferito, sicché, nel dubbio, un paio di fette di entrambi sono il modo più sicuro per evitare di scontentarsi. Una passeggiata tra i vicoli di San Gregorio Armeno, la celebre strada dei Presepi, aiuta invece a smaltire gli stavizzi. I maestri artigiani, come d’usanza, anche per questa Pasqua lavoreranno all’esposizione di opere minute e certosine attraverso le quali racconteranno la passione di Cristo e i giorni che lo portarono dalla morte alla resurrezione.

Nella speranza di avervi fornito suggerimenti utili e idee valide per festeggiare la Pasqua 2019, MyWhere vi fa i suoi migliori auguri.

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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