I nuovi format del cibo, la città in rivolta e il chef Fadiga che cerca un miliardario

I nuovi format del cibo, la città in rivolta e il chef Fadiga che cerca un miliardario

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Da quando sono tornata a Bologna dopo le lunghe vacanze, ho parecchio girato, naturalmente, con la mia bici. E posso ancora una volta confermarlo, è il modo migliore per vedere la città e scoprire tutto ciò che di nuovo sta succedendo. Il che non vuol dire solo avvistare all’orizzonte tutti i nuovi posti del cibo che stanno per aprire, ma anche osservare con stupore alcuni di quelli che lo scorso anno si affacciarono sulla città e che, passati nemmeno 12 mesi, sono già chiusi o trasformati in altro. Troppa avventatezza? Voglia irresistibile di investire in tempo di crisi per sbeffeggiarla questa crisi? Desiderio irrefrenabile di partecipare alla grande rivoluzione gastronomica che sta conquistando tutti e dove chiunque può “democraticamente” dire la sua? A me sembra che a volte certi posti rappresentino un atto psicomagico alla Jodorowsky. Qualcosa che bisogna fare per ricominciare da un capo più simile a noi, dove noi contiamo e lavoriamo per la nostra crescita. Un’affermazione materiale della vita che desideriamo. Ma insomma, guardatevi attorno. La città sta cambiando volto.

Perché secondo voi aprono tutti questi nuovi posti? A darmi un altro punto di vista è anche Marco Fadiga, celebre chef bolognese con cui ho fatto due chiacchiere telefoniche qualche giorno fa. Leggendo le parole di Fadiga si capisce un po’ di più della piccola rivoluzione in atto a Bologna. Se date un’occhiata qui vedrete che la spinta al cambiamento e al rinnovamento è iniziata già l’anno scorso e l’anno prima ancora. Il vero cambiamento di un paese passa anche attraverso all’innovazione che questo è capace di esprimere. E mi pare che la gastronomia lo stia esprimendo al meglio. E per di più sono i piccoli a farlo. Cittadini come noi che hanno voluto seguire un sogno.

Poi certo c’è anche l’altra faccia della questione. Con posti che aprono e chiudono e allora mi dico anche che forse era giusto l’esigenza dell’attimo, l’aver sognato troppo o l’aver fatto male i propri conti. Secondo me Bologna per il momento è pronta per il piccolo, per formati pilota che possono poi svilupparsi. E’ come quando si decide di andare a vivere in un’altra parte del mondo. Allora, come qualcuno consiglia, meglio andarci per tre mesi e vedere come si sta e cosa si può fare. Poi, in caso, ci si trasferisce con tutta la propria vita. Se penso a un negozio come Rinaldini in via Altabella, mi viene spontaneo andare a leggere il mio post. Scopro che è datato 30 novembre 2011. L’emporio del macarons di nazionalità riminese ha chiuso prima dell’estate, nemmeno un anno di vita. Aveva aperto in pompamagna, con un investimento che non voglio nemmeno pensarci. Ora, al suo posto, c’è un bar dal formato identico a quello che c’è dall’altra parte della strada. E si chiama, con molta originalità, “To Be. Stay Hungry, Stay Foolish”. Mi pare pure che dentro l’arredamento sia restato uguale con nuove app di design personalizzato ma non del tutto ben mimetizzate.

Qui ho parlato di quello che sto vedendo io in città. E potrei aggiungere al panorama, che fa pensare alla nostra città come una piazza interessante (saranno stati fatti studi di marketing o sarà tutto frutto di un’ispirazione istintuale?) anche l’apertura ad agosto del flasgship store Nespresso in via d’Azeglio, della nuova “casa” della Spisni in via Galliera, del ristobus Aire che ha inaugurato qualche settimana fa. Anche in via Petroni stanno succedendo cose legate al bio-distretto. E di nuove attività ne dimentico certamente. C’è una trasformazione in corso, che si adatta bene alla parola crisi e che potrebbe essere anche solo di passaggio per poi stabilizzarsi.

Cosa ne pensate? Il dibattito è aperto e credo stimolante.

Apranzoconbea

Dove mangiare? Come fidarsi di tutte le nuove proposte gastronomiche che germogliano a Bologna? Ma ci sono caffè veramente carini? A mezzogiorno dove vado per una cosa veloce ma non triste? Penso di invitare le amiche/gli amici per un tè… o a cena… cosa preparo?
APRANZOCONBEA vuole raccontare storie carine legate a Bologna e al cibo. Alla sua gente (comune) e a quella che della ristorazione ha fatto la sua vita. Invita un’amica a pranzo ogni tanto… dove? Te lo diciamo noi.
Apranzoconbea

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