Oblivion, Intervista prima di The Human Juxbox

Oblivion,  Intervista prima di The Human Juxbox

Gli Oblivion saranno al Teatro Il Celebrazioni dall’8 al 10 aprile per portare   in scena un controverso mangianastri umano che “mastica tutta la musica e la digerisce in diretta” come non avete mai sentito prima, parliamo infatti di  The Human Jukebox.

Ancora una volta l’inventiva dei cinque scanzonatissimi artisti  coniugherà la  perversa goliardia del gruppo con quella del pubblico che, partecipe al cinquanta percento, creerà la scaletta della serata suggerendo i brani da “massacrare”. Gli Oblivion hanno in repertorio tutti i grandi della musica italiana e internazionale e sono pronti ad affrontare le sfide più difficili a colpi di mash-up, parodie, duetti impossibili, canzoni strampalate in un allegro quanto mai esilarante jeu de massacre. Un flusso di note e ritmi infiniti prenderanno vita davanti agli occhi e nelle orecchie degli spettatori, in uno show  esaltante e soprattutto irripetibile dato che la specificità dell’interazione con i presenti cambiarà ogni volta e produrra un crescendo (o calando?) parodico sempre diverso. Quel che è certo è che nessuna data sarà mai uguale alla precedente o a quella  seguente.

Il repertorio spazia dai Ricchi e Poveri ai Rapper, da Ligabue ai Cori Gospel, da Morandi ai Queen, tutte le canzoni sono possibili anche se non è dato sapere a priori quale di queste (magari nessuna) verrà stritolata nella morsa impietosa degli Oblivion: il meglio o il peggio di  Sanremo,  X Factor,  Albano, Il Volo o quant’altro richiesto dal pubblico presente in sala.

“The Human Jukebox è la playlist che non hai mai avuto il coraggio di fare, uno Spotify vivente che provoca scene di panico, isteria collettiva, ma soprattutto interminabili richieste di bis!”  Sarà poi vero? Come si può riuscire a fare tanto e farlo bene, se prima non c’è stata una ragionata sperimentazione a monte?

Nulla di meglio che chiederlo proprio a uno degli Oblivion, Lorenzo Scuda in persona, che pochi giorni prima dello spettacolo mi dedica un po’ del suo tempo.
Ecco sotto quanto ci siamo detti.

Dimmi Lorenzo,  come vi è venuto in mente di “storpiare” il repertorio musicale così?

Allora… in effetti la storia  è nata così: questo spettacolo nasce da un’esperienza che è Oblivion. ZIP è uno spettacolo che era un progetto pilota quindi sperimentale, uno spettacolo di repertorio con dentro le nostre parodie storiche come  I Promessi Sposi o L’Inferno però siccome a noi fare le cose di antologia e di repertorio senza darci delle sfide nuove (non andava ndr)  era una situazione spiacevole che non volevamo, perché quando noi facciamo qualcosa di nuovo vogliamo davvero che sia nuovo, (qualcosa ndr) che noi prima non sapevamo fare e che attraverso lo spettacolo impareremo a fare, quindi ci siamo detti: perché non cominciamo a capire se nel nostro mondo i numeri sono piuttosto organizzati, come delle piccole macchinette, ognuno è molto preciso, tutto è molto studiato  perché non provare a veder se inserendo accanto a questi numeri così  ben architettati, (ci sia spazio per ndr) e “un’informalità” di rapporto con il   pubblico potesse essere possibile. E’ funzionato così bene che con quel progetto lì, oltre le nostre aspettative che abbiamo capito che potevamo provare a costruirci un intero spettacolo attorno, studiando la cosa da zero, facendo conto di quell’esperienza lì (Oblivion. ZIP ndr). Per cui lo spettacolo The Human Jukebox è uno spettacolo che “distrugge l’intero panorama musicale italiano” anche un po’ quello estero…con affetto naturalmente! E lo fa però tutte le sere in maniera diversa nel senso che  in repertorio abbiamo tantissimi cantanti da massacrare ma noi lo facciamo con tutti, tutte le sere, scegliamo quelli che il pubblico ha scritto: andiamo in platea dieci minuti prima dello spettacolo ad accogliere le persone  a far scrivere su dei biglietti i nomi dei loro cantanti preferiti, poi li portiamo su con noi, ma non sempre: alcune parti dello spettacolo sono fisse altrimenti diventerebbe un massacro. Però più di metà dello spettacolo è “estratta sul momento”. La serata in cui verrai tu vedrai, che ne so? De Andrè, Ligabue e Battisti  e la sera dopo vedresti Vasco, Baglioni e Morandi, per cui lo spettacolo in parte è sempre uguale e in parte completamente diverso, ogni sera.

Perché il pubblico cambia e anche i desiderata. La domanda che mi premeva era questa: è una bella sfida come già in Zip, sicuramente quanto ti arriva dal pubblico è sempre un’incognita il fatto di prendervi questo tempo prima vi consente di selezionare cosa proporre e cosa no, se ho capito bene.

In realtà non abbiamo più tempo per farlo! Nel senso che noi scendiamo in platea e lo spettacolo inizia, dalla platea andiamo direttamente sul palco e cominciamo, non abbiamo il tempo  di andare dietro e farci dieci minuti di brainstorming,  quello che viene viene: è  proprio senza rete, l’abbiamo fatto apposta. Detto ciò, ci possono essere dei cantanti che non abbiamo (in repertorio ndr) perché ci sono sempre, in quel caso lì abbiamo un paio di formule di improvvisazione anche, semplici ma anche molto divertenti che una sera possono o no essere migliori,  ma per il fatto di essere create sul momento vale tutto.   Se invece fossero state scritte per metterci in difficoltà con dei cantanti astrusi – come tutte le sere capita! – che c’è sempre il fenomeno che scrive Fra Cionfoli o Jo Squillo, per metterci in difficoltà,  c’è sempre la possibilità di chiedere chi l’ha scritto e mandarlo a cagare! (ridiamo) il divertimento è anche quello di insultare una persona che ha  cercato di metterti in difficoltà!

E come no? Che senso ha pagare un biglietto per andare a mettere in difficoltà gli Oblivion dopo tutto.

Però lo fanno in tanti, per cui siamo vaccinati anche per quella situazione ovviamente! Fa parte del gioco: le serate più belle sono quando c’è un po’ di tutto, quando c’è quello che tira fuori un biglietto strano allora ci si fa due risate, ci tira fuori un biglietto di cui non sappiamo (il cantante ndr) e improvvisiamo…  poi per il resto ci sono tanti cantanti che abbiamo e quella è la serata perfetta. A volte capita, non vediamo l’ora noi che ci sia un po’ di tutto, così nello spettacolo si vede tutto quello che è può succedere in una serata sola.

So che siete precisi e si vede dalla vostra impostazione, si vede che c’è uno studio dietro ed è chiaro. Quanto tempo avete impiegato per arrivare a questo spettacolo?

Il tempo che c’è dietro alle nostre cose è sempre molto, molto lungo. La ragione principale per cui il nostro tempo è molto lungo è  che evitiamo di fare sempre la stessa cosa cioè se noi  facessimo solamente delle parodie alla Promessi sposi  avremmo anche un minimo  di produzione e di prova che renderebbe tutto più semplice, invece quest’anno ci siamo buttati su un settore che ogni tanto toccavamo scherzando, come anche le canzoni vincitrici di Sanremo –  che trovi su YouTube – di questi sessantacinque anni: Sanremo in ordine cronologico in cinque minuti. Quello al di là del fatto che il pezzo è difficile, cantato interamente a cappella con tecniche da gruppo vocale a cappella, cosa che noi facciamo ma non siamo un  gruppo  nel senso che  passiamo la nostra vita  a cantare a cappella (ovvero quel canto corale che  prevede l’armonizzazione delle voci facendo però a meno dell’accompagnamento degli strumenti musicali ndr) Abbiamo fatto un mese di prove prima dello spettacolo nel senso che tutti i giorni due o tre ore puntavamo su quel pezzo lì. (…) Ci vuole sempre molto tempo perché ci diamo sempre delle sfide nuove: quanto ci abbiamo messo a prepararli è frutto di anni.

INFO

Prevendite biglietti presso la biglietteria del  Teatro IL Celebrazioni in Via Saragozza n° 234 a Bologna (apertura dal lunedì al sabato ore 15.00 – 19.00), presso la biglietteria del Teatro EuropAuditorium in Piazza Costituzione n°4 a Bologna (apertura dal lunedì al sabato ore 15.00 – 19.00), presso il Circuito VIVATICKET-CHARTA, i punti d’ascolto delle Iper Coop e il Circuito TICKETONE, oltre alle prevendite abituali di Bologna e con carta di credito su www.teatrocelebrazioni.itPer informazioni: 051.4399123 – info@teatrocelebrazioni.it

GLI OBLIVION

Daniela Ferro

Daniela Ferro legge, scrive, ascolta ma soprattutto annusa. Appassionata di rose e di fragranze vive con 2 gatti, 3 conigli, due tartarughe, oltre 400 piante di rose che conosce e coltiva personalmente nonché un imprecisato numero di bottiglie di profumo.
Daniela Ferro

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