Onori ad Arpino per Caius Marius Imperator Exercitus

Onori ad Arpino per Caius Marius Imperator Exercitus

FROSINONE – Si conclude con successo la manifestazione Caius Marius Imperator Exercitus, evento di rievocazione storica organizzato ad Arpino (FR), che per un’intera giornata torna annualmente al suo antico passato di municipium romano, fra dimostrazioni didattiche, spettacoli, enogastronomia, mercati, ludi gladiatorii e molto altro

Con la stagione autunnale si riapre il calendario degli eventi di Arpino, da sempre fra i più attenti comuni del frusinate nei confronti della cultura, che riesce ad arricchire con una forte e necessaria componente di intrattenimento. Sabato 23 settembre il centro cittadino ha compiuto un tuffo nel passato della Roma repubblicana, tornando ad essere per l’intera giornata l’antico municipium che diede i natali ai due illustri homines novi Cicerone e Caio Mario. In modo particolare a quest’ultimo ha reso omaggio la manifestazione Caio Mario Imperator Exercitus, a cura dell’Assessore al Turismo, Spettacolo e Sport e Presidente della Fondazione U. Mastroianni Andrea Chietini, resa possibile anche grazie all’apporto dei numerosi partners: Regione Lazio, Pio Sodalizio Madonna di Loreto, Fondazione Umberto Mastroianni, I. I. Tulliano – Liceo Classico, I. C. Marco Tullio Cicerone, Associazione Pro Loco Arpino, Circolo Aquila Romana, Aziende del Mercato sano e Genuino di Arpino e i tre gruppi di rievocazione storica Legio II Parthica Albano, Legio I Alatrensis e Gruppo Storico Romano.

Una parte del mercato romano
Una parte del mercato romano

Come nella quotidianità dell’Urbe antica, ad aprire la giornata, intorno alle 10.00 del mattino è stato il mercato romano provvisto di antichi prodotti tipici e di un thermopolium, luogo di ristoro in cui era possibile acquistare vivande pronte. Legioni stanziate invece in Piazza Municipio, dove si sono svolte dimostrazioni didattiche della Legio I Alatrensis e della Legio II Parthica, con la partecipazione attiva di milites d’eccezione: i ragazzi delle scuole medie dell’Istituto comprensivo Marco Tullio Cicerone, che hanno potuto vivere in prima persona l’emozione di eseguire alcune delle manovre tattiche della più sofisticata macchina da guerra del mondo antico, con tanto di ordini in latino. Non sono mancati cenni teorici anche per il pubblico presente sul funzionamento dell’esercito e su come quest’ultimo cambiò con la riforma di Caio Mario, che rinnovò completamente il sistema di reclutamento della prima età repubblicana, basato principalmente sul possesso della terra secondo l’ordinamento centuriato.
Dopo la pausa del primo pomeriggio, ancora spettacolo e storia dalle 17.30 circa con gli onori militari per Mario e gli elogi in una Piazza Municipio divenuta il Senato di Roma al tempo della vittoria di Aquae Sextiae (102 a. C), in cui il condottiero romano sconfisse la popolazione germanica dei

Mario riceve gli onori militari in senato
Mario riceve gli onori militari in senato

Teutoni e ne catturò il re Teutobodo. Dopo gli ideali discorsi celebrativi pronunciati dal condottiero e dall’altro figlio illustre di Arpino, in un quadro scenico che volutamente abbatteva gli ovvi limiti cronologici che avrebbero reso impossibile un dialogo tra Mario e un Cicerone bambino all’epoca dei fatti rievocati, c’è stato un momento particolarmente apprezzabile, poiché oltre a dar buona prova di recitazione da parte dei giovani attori, riportava all’attenzione dei presenti alcune questioni politiche sempre attuali. Nel confronto tra il console Mario e lo sconfitto Teutobodo, quest’ultimo attaccava con veemenza la retorica imperialista di Roma, il cui processo di espansione e globalizzazione ante litteram del mondo allora conosciuto non poté avvenire in modo indolore. Nel prosieguo di Caius Marius Imperator Exercitus, nuove manovre militari, il corteo storico con cavalli e bighe lungo Via Giuseppe Cesari, l’esotismo della danza del ventre e la suggestiva poeticità del battesimo delle vestali a cura della Legio I Alatrensis. Oltre a rappresentare una tradizione antichissima nella storia di Roma, i riti in onore di Vesta e il culto del fuoco, che risalirebbero addirittura a Romolo o a Numa Pompilio (probabilmente anche oltre, sino alle civiltà indoeuropee) sottendono un forte fil rouge con il genio locale di Arpino. La dea Vesta è infatti nel mito figlia del dio Saturno, fondatore secondo tradizione di una pentapoli di cui fa parte anche la cittadina del Lazio meridionale. La scena rappresentata è stata quella della consacrazione di una di queste antiche sacerdotesse, il cui servizio durava 30 anni e che erano soggette a una vita rigorosa e casta. La consacrazione avveniva tramite un rito paranuziale chiamato captio, celebrato dal Pontifex Maximus, autorità religiosa cui esse rimanevano sottoposte e rispondevano in caso di eventuali mancanze.

Un drappello di milites allineati in Piazza Municipio
Un drappello di milites allineati in Piazza Municipio

Prima della parte conclusiva dell’evento, all’insegna dell’impatto scenografico garantito da candide vesti, fiaccole, armature, danze e mirabolanti numeri col fuoco, un momento di convivialità con i sapori di un’antica cena romana seguita da libagioni: gustatio (antipasto), caput cenae (piatto forte), mensa secunda (dolci e frutta), vinum et mulsum; il tutto a cura di una rete di aziende agricole locali.
Dalle 21.00 circa, ludi gladiatorii, danze romane e il suggestivo rito di accensione del fuoco sacro, ad opera delle vestali del gruppo Legio I Alatrenis, e gran finale con lo spettacolo della Dea del Fuoco, che ha mutato la solenne ieraticità del precedente momento religioso in un’atmosfera più sensuale e tendente all’intrattenimento.
Si conclude dunque con successo questo ennesimo e proficuo sforzo organizzativo dell’attuale amministrazione comunale arpinate, che da anni sta lavorando a pieno ritmo per un’efficace rilancio di tutto il territorio provinciale attraverso attente politiche in favore della cultura, nonostante le difficoltà economiche che da sempre affliggono questo settore in Italia e in special modo in tempi in cui i ritmi di crescita non sembrano tornati ai livelli del periodo pre-crisi 2008.
Soddisfazione per l’Assessore Chietini, che vede realizzati i propositi dichiarati precedentemente all’evento:

Attraverso la manifestazione “Caius Marius”, l’Amministrazione Comunale si prefigge di rievocare e raccontare le radici romane della Città di Arpino e, nel contempo, valorizzare l’illustre personaggio arpinate Caio Mario che, insieme a Marco Tullio Cicerone e Marco Vipsanio Agrippa, ha dato un contributo importantissimo all’Impero. Per un giorno Arpinum rivivrà l’atmosfera dell’antico mondo romano: gruppi in costume, mercati, gastronomia, spettacoli, laboratori didattici per bambini, combattimenti di gladiatori, danzatrici, la Dea del fuoco, momenti di rievocazione di storia millenaria e tanto divertimento. Voglio ringraziare Giampaolo Palma ed il “Pio Sodalizio Madonna di Loreto”, conclude l’Assessore, per l’enorme sforzo profuso nell’organizzazione dell’evento, come anche l’Istituto di Istruzione Superiore Tulliano, l’Istituto Comprensivo Marco Tullio Cicerone, il Circolo Aquila Romana, l’Associazione Pro Loco, le aziende del Mercato Sano e Genuino di Arpino, nonché tutte le persone che si stanno adoperando per la buona riuscita della manifestazione.

Si ringraziano l’Assessore Andrea Chietini, la Consigliera Rachele Martino e la Sig.ra Gianna Reale per la gentile concessione di alcuni scatti fotografici

caius marius imperator exercitus

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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