Sorprese e delusioni. Ecco a voi le pagelle di Venezia 73

Sorprese e delusioni. Ecco a voi le pagelle di Venezia 73

VENEZIA – Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – Undici giorni di proiezioni nonstop, interviste, incontri, momenti altissimi di cinema, delusioni e anche qualche polemica. Venezia 73 è stato senza dubbio un festival interessante, eclettico e pieno di suggestioni, ma soprattutto capace di dialogare anche col grande pubblico, cosa non molto frequente al Lido. Sembra infatti essere caduto definitivamente il pregiudizio nei confronti del cinema di genere americano, che, volente o nolente, rappresenta una fetta importante del panorama filmistico internazionale.

E non solo il Cinema americano è tornato grande protagonista a Venezia, ma rischia addirittura di fare razzia di premi.

Insomma, Venezia 73′ si appresta a decretare i suoi vincitori e la domanda che tutti si pongono è: cosa farà la giuria presieduta da Sam Mendes? Favorirà un titolo americano, o punterà su titoli meno glam, come avvenuto lo scorso anno con il venezuelano “Desde Allà?”

A poche ore dalla premiazione, noi di MyWhere vi proponiamo le pagelle di Venezia 73.

VOTO 0 alla Critica: l’edizione di quest’anno ha confermato una tendenza un po’ preoccupante che certi critici hanno nei confronti di un film e in generale del cinema. Se il film dà l’impressione di poter piacere al grande pubblico, i critici lo fischiano e poi lo stroncano sui giornali. E se il film è una commedia, apriti cielo. Prendiamo l’esempio del film “Piuma”, fischiato al mattino durante la proiezione stampa, accolto con 10 minuti di applausi a fine proiezione al pubblico. Fischi immeritati, sintomo di un’italofobia tipica del Lido e di snobbismo verso la commedia italiana.

VOTO 7,5 a Arrival: un film perfetto per la sala. “Arrival” è a metà tra la fantascienza e la linguistica e affronta in maniera originalissima il tema classico delle invasioni aliene. Gli alieni sbarcano sulla terra, ma non si muovono e non sanno comunicare con noi. Una linguista (Amy Adams) deve svelare il mistero della presenza. Un film innovativo, che parte da Nolan e Kubrick per poi intraprendere una strada tutta sua. Amy Adams poi, si dimostra l’attrice più camaleontica di Hollywood, capace di passare da ragazza della porta accanto (“Lei”) a truffatrice vamp (“American Hustle”) da volitiva compagna di un pugile (“The Fighter”) al ruolo iconico di Lois Lane (“Superman- L’uomo d’acciaio”).

VOTO 4 a Les Beaux Jours d’Aranjuez: forse la più grande delusione del festival. Il nuovo film di Wim Wenders è una sorta di simposio sull’amore e sui rapporti tra uomo e donna. Il linguaggio rarefatto e la scenografia minimalista ( tutto si svolge in un giardino) rendono il film davvero poco appetibile. Anzi, a dirla tutta, il rischio rivolta in multisala c’è eccome. Se vi verrà proposto, declinate gentilmente.

VOTO 8 a Natalie Portman: l’attrice americana è la favorita numero uno per la Coppa Volpi (premio a Venezia miglior attrice protagonista). In “Jackie”, il film sulla figura di Jacqueline Kennedy, la Portman ci offre un intenso ritratto psicologico della first lady più iconica di sempre.

Il film è un ritratto di Jacqueline nei giorni successivi all’omicidio di John Kennedy. “Ho cercato di mettermi nei suoi panni – ha dichiarato Natalie Portman- e di provare a capire cosa avrà provato dopo l’assassinio di John nel suo essere non solo un personaggio pubblico, ma anche moglie (seppur tradita) e madre. Poi, inevitabilmente, ci ho messo del mio”.

La sua interpretazione è così sublime, che in molti già parlano di un suo possibile secondo Oscar.

VOTO 5 a L’Estate addosso: Il cinema italiano ha vissuto senza dubbio un’annata d’oro. Questo periodo cinematografico però non vede una continuazione nel nuovo film di Gabriele Muccino, Vi riassumiamo in breve la trama: Marco, un giovane ragazzo romano fresco di maturità, si ritrova per una serie di improbabili circostanze a partire per San Francisco con Maria, compagna di classe mai digerita troppo del liceo. I due vengono piazzati da un amico in comune a casa di una giovane coppia gay, che gli farà vivere “l’estate della vita”.

I difetti principali? Una storia improbabile, lunghissimi voice over intrisi di banalità e attori ancora troppo acerbi. Un film banale, che sa di già visto, e che dimostra a parer nostro una profonda distanza tra il regista e le nuove generazioni.

VOTO 8,5 a Nocturnal Animals: Un Thriller esistenziale quello di Tom Ford. Un film teso e complesso (a metà fra il cinema di consumo e il cinema di genere) che basa la sua forza d’impatto su continui ribaltamenti narrativi e che si chiude come un perfetto puzzle in cui le tessere combaciano in maniera imprevedibile. Chiari gli ammiccamenti a Lynch.

Nocturnal Animals è una delle perle di questa 73′ Mostra del Cinema di Venezia, e potrebbe aspirare a uno dei premi maggiori. Protagonisti una Amy Adams in stato di grazia e un Jake Gyllenhal capace di farci viaggiare in tutte le sfumature dell’emozione. Il film affronta la tematica della vendetta, precisamente, una vendetta in un manoscritto da parte di un ex marito verso la moglie borghese.

VOTO 8 a La La Land: e’ ancora tempo di musical? Assolutamente si se si guarda La La Land (Qui trovate la nostra recensione Recensione). Il film di Damien Chazelle non è solo uno dei favoriti per la vittoria finale a Venezia 73′, ma viene celebrato da molti come vincitore anticipato degli Oscar 2017. L’opera del regista di Whiplash rivisita in chiave pop-romantica la stagione d’oro del musical americano. Musica, jazz, e non solo. Emma Stone (altra stella assoluta del firmamento hollywoodiano) e Ryan Gosling ballano, cantano, si scontrano e si amano in stile anni 50′ ma con un linguaggio e un ritmo perfettamente incastonati nel mondo contemporaneo. Sarà La La Land a vincere? La domanda giusta da porsi forse è: avrebbe senso premiare La La Land per anticipare quello che accadrà nella stagione degli Oscar?

Info Venezia 73

 

Pagelle Venezia 73

NOCTURNAL ANIMALS

NOCTURNAL ANIMALS

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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