Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere

Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere

C’erano una volta due pianeti abitati da due specie ben distinte. A Marte abitavano i marziani e a Venere le venusiane. Un giorno i marziani andarono a trovare le venusiane e si piacquero parecchio. Portarono le venusiane con loro ma un guasto all’impianto audiometrico dell’astronave li costrinse a fare tappa sulla Terra. Lì un potente virus cancellò loro la memoria. E da quel momento gli uomini dimenticarono di venire da Marte e le donne da Venere. Fu quello l’inizio di tutto ma fu anche l’inizio della fine.
Comincia così, con una voce fuori campo che ci spiega l’origine del complicato rapporto tra uomini e donne, lo spettacolo di Paolo Migone, uno dei volti storici della trasmissione televisiva Zelig.
Inizialmente era uno scienziato pazzo che studiava la malinconia. Poi del malinconico dottore sono rimasti solamente il camice bianco, i capelli arruffati e l’occhio nero che rappresenta il tentativo di contrastare ciò che non gli piace. In questo spettacolo Paolo ci racconta che uomini e donne vengono da pianeti diversi. Ma un punto d’incontro è possibile, basta riconoscere le proprie diversità e renderle punti di forza anziché di divisione.
Dal best seller mondiale dello psicologo americano John Gray, Migone ha creato l’adattamento teatrale “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”.
Paolo-MigoneIl comico, infatti, sale in cattedra e dà vita a una conferenza un po’ pazza che trae spunto dal libro. Sul palco è ricreata un’ideale aula universitaria dove il nostro professore con la sua lavagna elettronica ci racconta quanto è difficile la convivenza tra uomini e donne e rielabora a modo suo i concetti portanti del libro. Se sul palco di Zelig Migone aveva portato le quotidiane follie della donna “rompiscatole”, a teatro racconta l’eterna lotta tra i sessi da un punto di vista obiettivo rendendo il libro più appetibile e interessante e lo smonta per dargli quel tocco di surreale che non può mancare in uno spettacolo comico.
“È un mix fra i concetti di Gray e le mie esperienze di vita, ma le battute più belle non sono di Grey ma mie!” ci tiene a precisare al suo pubblico durante lo spettacolo. Attraverso parole chiave che appaiono sullo schermo mano a mano che il professore Migone ci tiene la sua lezione impariamo che la donna è più evoluta, cattiva, arcigna dentro, crudele, non sa perdonare. Mentre gli uomini sono più buoni, sanno dimenticare, ma sono anche più leggeri, si fanno meno problemi. Ma il nocciolo della questione è che la donna ha in mano il potere grazie al ricatto sessuale e su questo il povero uomo non può nulla: “In realtà parlo delle donne per liberarmi dalla mia angoscia. È terapeutico. Tutte le donne sono le stesse superata la fase iniziale del rapporto: usano il ricatto del sesso, sono prepotenti, e a noi tocca subire!”.
La forza delle donne però è quella di essere polifunzionale, altra parola chiave del libro mentre l’uomo lavora e agisce a compartimenti stagni e riesce a fare solo una cosa alla volta.
Il comico livornese snocciola a raffica esempi e situazioni della vita quotidiana vissuti da lui personalmente con la moglie, esempi nei quali la maggior parte del pubblico può riconoscersi, basta avere avuto almeno una esperienza di convivenza o un rapporto più o meno lungo sfociato dopo un po’ di tempo nella routine della vita di coppia. Ciò che fa divertire è l’attenzione posta sulle piccole manie, le nevrosi, le banalità che magari non si notano solitamente e che invece spesso sono le stesse per tutti gli uomini e per tutte le donne quando si rapportano con l’altro sesso. Ed è proprio questa la causa del successo del libro e il punto di forza dello spettacolo: ridere di soppiatto dei propri difetti se ci si riconosce in essi oppure guardare di sbieco il proprio partner seduto accanto a noi a teatro per prenderlo in giro una volta finito lo show se Migone ha azzeccato anche i suoi di difetti.
Uno spettacolo quindi che ha divertito il numerosissimo pubblico del teatro Duse ma che è anche stato utile per imparare qualche nuovo trucco per una convivenza sempre più pacifica tra uomo e donna. Anche se come dice Migone: possiamo analizzare e rianalizzare tutte le dinamiche ma anche se i difetti superano i pregi, non si sa come ma alla fine ci innamoriamo lo stesso!

Sara Di Paola

Fin da quando ero bambina si diceva che in me convivevano due lati opposti: seria e quasi timida a scuola ed estroversa nella vita privata. Questa mia seconda caratteristica l’ho applicata a due attività che potessero esprimere al meglio la mia vena artistica e il mio amore per lo spettacolo: il ballo, ma soprattutto, il teatro che, dopo tanta gavetta, mi ha portato a diventare attrice professionista e mi ha permesso di trasformare un hobby in un secondo lavoro. E se è vero che si comincia un po’ a morire nel momento in cui cala il fuoco di ogni nostra passione, il mio non si è ancora spento e così passo la mia settimana destreggiandomi tra lavoro, amici, fidanzato, ballo e teatro in un incastro perfetto…o quasi!
Sara Di Paola

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