Parlando di Fashion

Parlando di Fashion

Manuela Mezzetti è una Fashion Stylist molto glamour che, pur avendo la sede della sua attività nella “piccola” Bologna, è riuscita a distinguersi nel panorama internazionale, ottenendo notevoli successi. Oltre a ricoprire questa figura è anche titolare della Freelance Fashion, un’agenzia nata nel 1995, che si occupa di organizzazione eventi e servizi fotografici. Attraverso questa intervista vi farò entrare nel backstage della sua vita, indagando nelle sfaccettature dell’haute couture e nella creazione di un défilé.
Ho conosciuto Manuela tre anni fa in occasione del corso all’Accademia MoodArt di Verona. E’anche grazie a lei che è iniziato il mio percorso nel campo della moda. Tornare nel suo studio, questa volta nelle vesti d’intervistatrice, mi ha dato modo di pensare ai cambiamenti che sono avvenuti in questo lasso di tempo: dal primo Photoshoot a cui ho assistito all’ultima sfilata di Wella Collection 2015.

Qual è stato il tuo percorso formativo e com’è nata questa passione?

Come sai ho iniziato come modella. Erano i mitici anni ‘90, gli anni migliori, in cui si poteva dare libero spazio alla creatività, con una grande voglia di sperimentare. Ciò mi ha permesso di vedere all’opera grandi professionisti, tra cui fotografi e registi, sia nell’organizzazione degli eventi, che nello styling. Ho avuto l’opportunità di imparare tutto sul campo grazie all’esperienza, ma ritengo che nella moda si debba studiare tanto e informarsi continuamente sulle tendenze del momento. Questi dieci anni da modella mi sono serviti molto a capire in che modo lavorare e cosa apprezzare davvero del lavoro degli altri.

Così hai deciso di aprire questa agenzia a Bologna, la Freelance Fashion. Quali sono i requisiti fondamentali per realizzare ciò che hai creato?

Penso che ci voglia tanta passione, tanta conoscenza del settore, sia a livello teorico che pratico, quindi ritengo importante studiare nozioni riguardanti tanti aspetti che vengono insegnati nelle scuole, ma altrettanto importante farsi delle esperienze pratiche e capire come funzionano certi meccanismi: soltanto partecipando a tutte le fasi della realizzazione di una sfilata, di un photoshoot o uno styling si comprende a pieno il procedimento.
Oltre ad una grande determinazione e tenacia, un altro aspetto importantissimo è la resilienza, ovvero il sapersi reinventare, cambiando a seconda di come evolve il mercato. Questo termine, derivante dalla proprietà di alcuni materiali presenti in natura, connota la capacità di far fronte a situazioni inaspettate e di riorganizzare in maniera tempestiva il proprio lavoro.

La tua vita lavorativa si divide in due: organizzi eventi e sei una stylist. L’uno molto tecnico e l’altro pieno di creatività. Quale dei due rispecchia di più il tuo carattere?

Entrambe! Anche nell’organizzazione di eventi ci sono parti creative legate soprattutto alle scenografie, alla scelta delle musiche, alle luci e alla scelta degli abbinamenti degli outfit.
Lo styling può essere messo in discussione, poiché non ci sono regole da seguire, varia a seconda del gusto, quindi è sempre tutto relativo, mentre la parte organizzativa è una cosa più concreta e oggettiva, un po’come la matematica.
Sono due cose complementari, quando ne applico una, sento il bisogno anche dell’altra. Avendo un segno zodiacale e un ascendente in contrasto l’uno con l’altro, una parte di me tende a volare e l’altra a stare più con i piedi per terra.

Rispetto al passato certamente anche nel mondo del fashion c’è stato un cambiamento dovuto alla crisi: in cosa sono cambiate le richieste del cliente oggi?

Il cliente è molto più esigente rispetto a prima. Ci sono stati anni di grande ottimismo, in cui tutto andava per il meglio all’interno di un mercato più vasto e flessibile. Dopo la crisi la domanda è calata vertiginosamente, mentre l’offerta è rimasta sostanzialmente invariata: ora lavora soltanto chi offre grande professionalità e competenza a un budget adeguato. Perciò è impossibile emergere in quest’ambiente se non si ha passione e una preparazione adeguata.

So che hai allargato la tua agenzia anche in Inghilterra, a Londra. Pensi che sia importante in questo periodo di stallo affacciarsi alla moda internazionale?

Amo l’Italia e il nostro stile che ci contraddistingue nel mondo e di cui dobbiamo essere orgogliosi, ma consiglio ad ogni giovane che approcci il mondo della moda , di sviluppare il proprio lavoro anche all’estero, in quanto nel mercato attuale è assolutamente indispensabile .

Manuela Mezzetti

Parliamo della figura della stylist, che ti ha portato ad essere tanto richiesta e conosciuta. Chi è e cosa fa.

Lo stylist è una figura molto versatile. A seconda di ciò che richiede il cliente il ruolo può esaurirsi nella creazione di abbinamenti e ricerca di accessori; altre volte può essere necessaria anche la supervisione del servizio fotografico, allargando il proprio ruolo fino a toccare l’ambito dell’art direction: dalla scelta delle modelle alla location, dal make up all’hair styling.

Qual è lo stile che si avvicina di più alle tue preferenze?

Amo la moda e il gioco cui induce ed è proprio per questo che mi piace sperimentare vari stili e abbinamenti.
Sono particolarmente attratta dai materiali preziosi e dai tagli sartoriali dell’Alta Moda, ma apprezzo anche lo stile innovativo e d’avanguardia dei giovani designer, che mi intrigano per la loro ricerca libera da imposizioni legate al marketing. Amo le geometrie e lo stile futurista, ma sono altrettanto intrigata dal vintage e dai mercatini, in cui ricercare pezzi unici che portano memorie di altri tempi e personalità del passato. Mi piace vestire a la garçonne e sono intrigata dallo stile androgino, ma amo anche la femminilità e l’eleganza, che ritengo caratteristiche fondamentali per le modelle con cui lavoro.

Consigli da dare alle giovani stylist, che vorrebbero farsi largo in questo effimero e affascinante mondo della moda?

Innanzitutto saper lavorare in equipe, in modo da trovare i giusti entusiasmi, crescere insieme e offrire idee nuove; in secondo luogo informarsi per essere al corrente di tutte le tendenze moda; infine essere tenaci e intraprendenti e non fermarsi alle prime difficoltà, perché soltanto chi dimostra nel tempo di avere realmente voglia di fare riesce a raggiungere il risultato finale.

Sei anche insegnante di styling presso l’Accademia Moodart di Verona. Quale tipo di soddisfazioni ti da insegnare?

Mi piace insegnare perché penso che in quel momento io possa passare il mio sapere e il mio percorso a ragazzi che avranno così la possibilità di portarlo avanti nel tempo: è un po’ come l’essere genitori, si cerca di trasmettere la conoscenza ai propri figli.
Da giovane ero molto legata alla mia insegnante, per me quasi come una seconda mamma, perché era capace di trasmettermi con grande passione le sue conoscenze. Oggi, quando incontro studenti che riescono realmente a mettere in pratica ciò che insegno, posso dire che è quello il momento in cui mi sento più realizzata.

Sei diventata una fashion stylist di fama internazionale, hai collaborato con riviste prestigiose quali Runway America, Livid Magazine di New York e Vogue Italia. Lo consideri un punto di arrivo o hai anche altri sogni nel cassetto?

Mi sento appagata del percorso che ho seguito, ma penso che si possa fare sempre di più. Una persona che vuole intraprendere il mio tipo di lavoro non può mai dirsi arrivata: deve sempre puntare verso nuove mete con grande impegno e passione.

Sei una donna molto impegnata. Come riesci a conciliare il lavoro con la tua vita privata?

Non è facile. Fortunatamente ho una famiglia che crede in me e nella concretizzazione dei miei progetti. Se sei mamma e moglie, le persone che ti circondano e ti amano non possono e non vogliono fermarti, anche perché se si è realizzati nel proprio lavoro, si riesce a dare il meglio anche nella vita privata.
Chi è Manuela Mezzetti? Una donna che si divide tra la passione della moda e l’amore per la propria famiglia.

Margherita Taurino

Fu così che, da ragazzina timida e chiusa, iniziò la mia passione per la moda. Impaurita e piena d’incertezze, mi sono catapultata in questo mondo effimero e frenetico in cui si vuole far sembrare tutto perfetto. Come ho fatto a capire che è il mondo conforme a me? L’ho scoperto proprio perché è una di quelle esperienze che mi ha aiutato a prendere coscienza delle reali capacità e dei miei progetti futuri, facendo venir fuori una parte nascosta di me stessa che mi piace davvero. Capace di mettersi in gioco anche prendendosi dei rischi pur di sconfiggere la parte timorosa e schiva. Brutto anatroccolo che diventa cigno? Lascio a voi la risposta…
Margherita Taurino

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5 Responses to "Parlando di Fashion"

  1. Virginia   9 Marzo 2015 at 08:06

    Bella e interessante intervista. Complimenti.

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    • Margherita Taurino
      Margherita Taurino   9 Marzo 2015 at 12:21

      Sono felice che sia stato apprezzato. Grazie

      Rispondi
  2. Alessandro   9 Marzo 2015 at 12:31

    Vedo già le prime piume bianche sul dorso dell’anatraccolo!!

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  3. Alice   10 Marzo 2015 at 11:58

    Beh, che dire, per me il ‘brutto anatroccolo’ si è trasformato da un bel po’ di tempo.. Complimentoni!

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  4. rossella   22 Marzo 2015 at 19:49

    articoli molto interessanti. Complimenti all’autrice

    Rispondi

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