Passepartout Duo, musica senza barriere di qualsiasi forma

Passepartout Duo, musica senza barriere di qualsiasi forma

ITALIA – Intervista al Passepartout Duo di Nicoletta Favari e Christopher Salvito in previsione del primo concerto in Italia che si terrà il prossimo sabato 14 aprile per l’associazione Amici della Musica di Modena.

Da parecchio tempo seguiamo le avventure musicali legate agli Amici della Musica di Modena. Di cosa stiamo parlando? Di un’associazione diventata ormai punto di riferimento per la promozione di iniziative culturali e musicali a Modena e provincia. Ogni anno (siamo alla quinta edizione e il format è sempre più apprezzato) musicisti, addetti ai lavori e ascoltatori di tutte le età, si ritrovano nel corso della stagione musicale per presentare e condividere musiche, idee, progetti, esperienze di ascolto attraverso concerti, lezioni-concerto e conferenze, spesso collegati a veri e propri progetti di educazione musicale per scuole e università. Un’associazione, in pratica, che dà precedenza alla partecipazione musicale più che all’intrattenimento musicale.

E’ questa la chiave che consente ai musicisti di svelarsi ed esprimersi al meglio, ognuno nel proprio ruolo, e di condividere lo stesso flusso di contenuti e di emozioni.

Conoscevo ed apprezzavo già Passepartout Duo, ma ho approfittato dell’intervista per presentarvelo e per approfondire le mie conoscenze del gruppo.

Da quanto tempo lavora il Passepartout Duo e come è nato?

Io, Nicoletta Favari, (pianista) e Christopher Salvito (percussionista) abbiamo creato il Duo nell’estate del 2015, dopo aver lavorato per la prima volta insieme come membri dell’ensemble di musica contemporanea all’Atlantic Music Festival in Maine (Stati Uniti). Laureati da poco ed entusiasti per il repertorio contemporaneo, abbiamo subito cercato di capire come far funzionare un ensemble a distanza (all’epoca uno viveva in Maryland e l’altra in Scozia), con quali idee, in quale città e continente, con quali principi presentare il Duo sulla scena internazionale e come sostenerlo economicamente sul lungo periodo.

 Vi siete fatti le domande giuste. Immagino che prima delle risposte abbiate sperimentato alcune strade

Si, infatti nel giro di un anno ci siamo trasferiti a Bruxelles e successivamente a Berlino; preparavamo i nostri programmi concertistici grazie alle risorse messe a nostra disposizione da alcune residenze artistiche. Nei primi tour in Europa e negli Stati Uniti eseguivamo sempre i brani a memoria e proponevamo i singoli pezzi il più a lungo possibile in modo da raggiungere la più alta qualità possibile. Abbiamo suonato in circostanze di vario tipo, con ogni tipo di pubblico e sale di ogni dimensione, con l’obiettivo di sintonizzare l’esperienza concertistica sulla ricezione degli ascoltatori.

Le residenze artistiche in particolare ci hanno indirizzato su una strada di riflessione sul vivere contemporaneo e sulle richieste che la società impone su artisti e musicisti. Dallo scorso novembre abbiamo abbandonato ogni sembianza di stabilità e ci siamo messi on the road, lavorando tra residenze, tournée e progetti in vari paesi, da Cuba all’Islanda. La ricchezza dello scambio culturale di questi mesi ci ha regalato tanta felicità, abbiamo scoperto nuovi modi di proporre al pubblico la musica da camera e abbiamo trovato vari spunti di riflessione sul tema del vivere sostenibile.

La nascita di un nuovo Duo pianoforte e percussioni non è una novità. Che cosa pensate contraddistingua il lavoro del Passepartout Duo?

Ogni giorno rimettiamo in discussione il tipo di musica che vogliamo offrire al pubblico. Inoltre una parte consistente del nostro lavoro sta nel filmare le nostre creazioni musicali, legandole al luogo in cui risiediamo in quel momento, una sorta di narrazione della nostra esperienza del momento. I video vengono poi resi disponibili sul nostro sito come testimonianza di un momento musicale “ideale” per esecutori e compositori. Anche gli aspetti pratici possono essere “creativi”, infatti ripensiamo costantemente il tipo di percussioni che possiamo trasportare ed utilizzare con maggior facilità. Così, in un certo senso, la fantasia è stimolata anche dai problemi pratici.

Un’altra scelta importante è quella delle musiche da eseguire, o da commissionare

Sì, al momento stanno scrivendo per noi, per la stagione 2018/2019, tre compositori: Hafdís Bjarnadóttir, Marta Forsberg e Fredy Vallejos. Le prime due compositrici stanno creando per noi uno show che includerà musica ed effetti di luce, un medium col quale abbiamo già lavorato quest’anno e che ci piace perché ci permette di espandere la presenza del Duo sul palco al di là degli strumenti musicali. Adoriamo il loro stile, personale e allo stesso tempo trasversale ai generi musicali. Il brano di Fredy, un compositore colombiano che abbiamo incontrato a Bruxelles, costituirà invece l’inizio di un programma che vogliamo dedicare alla musica per pianoforte e percussioni con elettronica.

…e mentre i compositori scrivono cosa fate?

Sviluppiamo continuamente idee e quasi non abbiamo abbastanza tempo per realizzarle tutte: al momento stiamo organizzando un tour in vari luoghi dell’Asia per il 2019; abbiamo lavorato ad un cortometraggio animato in collaborazione con l’artista Anna van Riel, per cui abbiamo composto e registrato la colonna sonora, ed ora lo portiamo ad uno nuovo Festival quasi ogni mese, e infine stiamo ora completando una collaborazione a Bruxelles con gli studenti di danza della scuola P.A.R.T.S. di Anna Teresa de Keersmaeker.

Siete “solo” esecutori o anche compositori?

Solo di recente ci stiamo cimentando nella composizione originale di nostra nuova musica. Il sistema della musica contemporanea “non è una macchina perfetta”: è difficile per un musicista essere sempre allo stesso tempo esecutore, manager di sé stesso, promotore, scrittore di richieste di fondi, ingegnere del suono. Così, a volte, quindi, scrivere la propria musica risulta più semplice che commissionare brani originali a terzi. Ed è così che abbiamo scritto il nostro primo album/vinile  durante la nostra residenza in Islanda lo scorso inverno, ed è stato molto soddisfacente. L’idea del vinile è nata come collaborazione con altri due degli artisti in residenza nel villaggio di Ólafsfjörður, l’architetto Yannis Zhang e l’artista Yumo Wu. Creare un vinile che fosse per metà un’opera d’arte visiva, e per l’altra metà musica originale, di un genere che si pone a mezzavia tra la musica leggera e la musica contemporanea, ci è sembrato il modo migliore per incapsulare la nostra esperienza della cultura locale islandese.

Prossimi appuntamenti del Passepartout Duo?

Tra gli appuntamenti che ci aspettano ad Aprile c’è il nostro primo concerto in Italia, a Modena per gli Amici della Musica. In sintesi, il programma si sviluppa attorno ad un’idea di contrapposizioni estreme di suoni e contrasti di umore, le musiche sembrano voler giocare con le aspettative del pubblico e l’intero arco del concerto ha un’evoluzione: dall’atmosfera quasi opprimente del primo brano a un finale divertente, quasi ridicolo. Presenteremo brani di cinque diversi compositori: due brani sono pezzi solistici accompagnati dall’elettronica, uno dei due nato come scenografia di ombre attraverso l’uso di faretti DMX sul palco, l’altro rappresenta un nostro esperimento volto a suggerire un’idea di suono che reagisce alle luci, con una minima componente improvvisativa. Due compositori sono europei (Kaj Duncan David, Mayke Nas), due americani (Bryan Jacobs, Lansing McLoskey) e uno australiano (Wally Gunn), e pensiamo che questa sia un’occasione importante per portare un repertorio che, al di fuori di poche stagioni concertistiche, è impossibile da trovare in Italia. Altri due pezzi giocano con l’idea della comunicazione e della comunicazione velata, in un caso attraverso il codice Morse, nell’altro caso attraverso l’attenuazione dei suoni con Patafix e asciugamani. Inoltre, This Will Not Be Loud and Relentless è uno dei primi brani commissionati da Passepartout l’anno scorso.  

Non sapevo che il concerto per gli Amici della Musica di Modena fosse il vostro primo concerto in Italia! Ma ci tengo a precisare, per tutti i lettori, che Sabato 14 Aprile sarà un tour de force di musica, dalle ore 17.00 alle 23.00 per la quinta edizione di AdAdM AMICI DEGLI AMICI DELLA MUSICA. Il concerto dei Passepartout Duo è previsto per le ore 17:45 essendo il secondo del programma della serata di sabato.

Quindi vi aspettiamo sabato 14 aprile 2018 alla Galleria Civica al corso Canal Grande 103 di Modena.

Ulteriori informazioni sul Passepartout Duo

Amici della Musica di Modena

Passepartout Duo

Claudio Rastelli

Rimasto bambino molto presto, nella sua vita ha esclusivamente praticato due tra le più comuni passioni umane: il calcio e la musica. Tenta di schivare i colpi dell’età adulta facendo finta di niente.
Claudio Rastelli

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