Penoplies

Penoplies

Scritto da Chiara Piperni

Dopo la “Barbie Mania” lanciata da Moschino nella Collezione SS 2015, la bambola più famosa al mondo torna protagonista nell’editoriale dell’ultimo numero di Vogue Paris (Dicembre/Gennaio), realizzato dal fotografo Giampaolo Sgura.
Il fashion editorial intitolato “Penoplies” è un vero e proprio tributo alla Barbie e per questo progetto il fotografo non ha scelto dei manichini o oggetti “inanimati”, ma delle vere modelle: Elisabet Erm e Magdalena Frackowiak.
Per rappresentare al meglio il “Barbie mood”, Giampaolo Sgura, aiutato dal suo team di stylist, hair e make-up artist, ha ideato dodici scatti con le confezioni accessoriate delle bambole firmate da dodici griffe famosissime.  Le due Top Model vestite, truccate e accessoriate sono state inserite nelle fashion box come delle vere e proprie Barbie. Ogni scatola, creata da Vincent Olivieri e firmata da una Maison differente, aveva all’interno scarpe, borse, ventagli, profumi che ricreavano alla perfezione il mondo del brand rappresentato.
Dallo stile floreale di Valentino, con tanto di bicicletta e cestino di fiori, al total look sportivo firmato Fendi, con racchette, palline, pesetti e l’immancabile Karlito; dall’eleganza di Louis Vuitton con borse e valigie, allo stile rock di Saint Laurent Paris ispirato a David Bowie; per poi passare al gusto bon ton di Chanel, con profumi e rossetti, al mondo cavallerizzo di Gucci con trofei e medaglie; dal minimalismo androgino di Armani con bombette e cagnolini, al look da hostess cangiante di Ralph Lauren; e per finire dallo stile Cheerleader anni ’60 di Miu Miu con pompom e cappellino, all’allure raffinato di Dior con gioielli e borsette, fino allo stile spagnolo di Dolce&Gabbana con nacchere e ventagli. Ovviamente non poteva mancare la confezione in perfetto stile Barbie firmata Moschino con zainetti, borse, occhiali tutto rigorosamente total pink.
Dodici scatti che sicuramente avranno scosso un po’ gli animi delle femministe, ma che hanno rimandato ogni donna al magico mondo dell’infanzia.
Dal prét-à-porter al prét-à-jouer; e voi quale preferite?

Penoplies

Redazione

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