PhotoParis: la Ville Lumière di Nicolò Quirico

PhotoParis: la Ville Lumière di Nicolò Quirico

BOLOGNA – Dal 25 gennaio e fino al 10 febbraio sarà possibile ammirare PhotoParis, una raccolta di opere nate dalla liaison tra l’artista Nicolò Quirico e la città di Parigi. La mostra è visitabile in occasione di Arte Fiera a Bologna, presso l’Alliance Française di via De’ Marchi, da settant’anni punto di riferimento della cultura francese e francofona.

Nicolò Quirico cominciò ad occuparsi di comunicazione visiva e di editoria dal 1985 e dal 1996 al 2004, organizzando il premio MorlottiImbersago, iniziò le sue ricerche artistiche con l’utilizzo della macchina fotografica dando come frutti installazioni di matrice concettuale. Immaginazione e memoria, storia e fantasia sono i punti cardinali delle sue opere che spaziano nel tempo reale e in quello ideale. PhotoParis raccoglie una serie d’interessantissimi lavori dell’artista realizzati con una particolare tecnica che prevede l’assemblaggio, in un unico collage, di riprese multiple stampate su fogli di vecchi libri. È così che i testi acquistati sulle bancarelle disposte lungo la Senna si ritrovano ad assumere una nuova funzionalità artistica che dona maggiore profondità alle strutture architettoniche rappresentate.

Tante le lingue scorte sulle opere, come il francese, l’italiano e l’inglese, e numerosi gli ambiti dai quali le pagine sono state tratte; non sono presenti, infatti, solo scritti letterari, ma anche riflessioni d’arte, testi d’ingegneria e persino spartiti musicali. Percorrendo l’esposizione si è catturati dalla luce delle grandi rappresentazioni artistiche che fanno passeggiare il fruitore in una Parigi magica. Da “La Boîte à Joujoux” si staglia imponente e statica la Grande Arche de la Défence carica delle parole prese in prestito dai volumi ritagliati da Quirico; davanti al monumento sbucano, come fiori, alte girandole colorate che rendono surreale ed evocativo un paesaggio altrimenti severo e monocromo. La gioiosa promenade nella sala espositiva dell’Alliance Française prosegue su “L’isola di stelle”, ovvero, nella Place de Notre Dame; l’atmosfera che si respira tuffandosi con l’immaginazione nell’incredibile collage di parole, immagini e fantasia è quella di una sorta di rêverie. Qui una grande stella luminosa e numerosi palloncini blu e gialli colorano l’aria ingiallita rendendo la piazza un abbagliante Paese dei balocchi. “L’organo architettonico” rappresenta invece la parte posteriore del giunonico Centre George Pompidou con i suoi tubi multicolore e la sua originale forma. Forse il titolo di quest’opera non si riferisce esclusivamente all’incredibile struttura ma anche al suo cuore pulsante contenente uno scrigno di tesori; oltre alla nutrita collezione di opere del Museo d’Arte Moderna, infatti, raccoglie numerosi documenti e una fornitissima libreria dove poter acquistare libri di storia dell’arte e non solo.

Spicca poi l’incantesimo della Tour Eiffel nell’opera “Paralleli alla Pace” dove delle lunghe colonne marmoree si rivestono delle frasi di infiniti idiomi con l’intenzione di veicolare un messaggio di fratellanza tra i popoli. E poi ancora Nicolò Quirico immagina che la piramide di vetro del Musée du Louvre possa contenere lo svolazzare degli uccelli, intitolando l’opera che la raffigura “La Voliera”. Sono questi, e altri, gli scorci parigini raccontati dalla poetica dell’artista fatta da fitti strati d’interpretazione proprio come la cipolla descritta da una famosa poesia di Wisława Szymborska; passato e presente, letteratura e realtà si solidificano nel prodotto artistico finale. Osservando questa galleria di paesaggi architettonici si è rapiti dalla baudelairiana “sorcellerie évocatoire”, i monumenti parlano con mille nuove voci e suggeriscono con la loro veste inedita percorsi di lettura finora nascosti.

In PhotoParis la capitale francese rappresenta la città reale ma anche quella desiderata e manifesta l’obiettivo del suo creatore: fare “andare oltre” alle immagini i suoi spettatori con una meravigliosa messa in scena di correspondences. I titoli delle opere non descrivono ciò che rappresentano ma piuttosto donano dei suggerimenti alla loro interpretazione. Dopo essere stata immortalata da Robert Doisneau, Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, Elliott Erwitt e da molti altri fotografi, Parigi torna ad essere al centro di un progetto artistico che la ritrae come un mondo incantato e sprona l’osservatore a una visione meno superficiale che possa svelare le tante storie, le lotte e gli amori che silenti si celano dietro ad ogni forma di bellezza di questa città unica al mondo.

“La Boîte à Joujoux”, da cui prende il titolo la prima rappresentazione incontrata nella mostra, è una composizione per bambini di Claude Debussy che, destinata al teatro delle marionette, racconta della vita notturna dei giocattoli i quali approfittano della quiete serale per poter uscire dalla scatola e vivere. È proprio questa la chiave di lettura di PhotoParis, riscoprire la dualità della realtà che ci circonda non dimenticandoci mai d’immaginarla sognando.

Copyright Nicolò Quirico 2015
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quirico

 “Parigi, La Voliera” stampa fotografica su collage di pagine di libri d’epoca 130x130 cm 2015

“Parigi, La Voliera” stampa fotografica su collage di pagine di libri d’epoca 130×130 cm 2015

“Parigi, L’organo architettonico” stampa fotografica su collage di pagine di libri d’epoca 150x170 cm 2015

“Parigi, L’organo architettonico” stampa fotografica su collage di pagine di libri d’epoca 150×170 cm 2015

“Parigi, Paralleli alla Pace” stampa fotografica su collage di pagine di libri d’epoca 120x120 cm 2015

“Parigi, Paralleli alla Pace” stampa fotografica su collage di pagine di libri d’epoca 120×120 cm 2015

“Parigi, L’isola di stelle” stampa fotografica su collage di pagine di libri d’epoca 110x120 cm 2015

“Parigi, L’isola di stelle” stampa fotografica su collage di pagine di libri d’epoca 110×120 cm 2015

“Parigi, La Boîte à Joujoux” stampa fotografica su collage di pagine di libri d’epoca 130x130 cm 2015

“Parigi, La Boîte à Joujoux” stampa fotografica su collage di pagine di libri d’epoca 130×130 cm 2015

Elisabetta Severino

Instancabile viaggiatrice e inguaribile iperattiva si concede raramente del puro relax e nella frenesia delle sue giornate convulsive da ufficio stampa di due teatri l’otium di cui sente più la mancanza è quello letterario. Rimbaud, Verlaine e Baudelaire sono tre delle tante ragioni che l’hanno spinta diverse volte a trasferirsi oltralpe. È cresciuta in una casa piena di libri e si è convinta che la vita è troppo breve per poterli leggere tutti. Lealtà, giustizia e umiltà sono i valori in cui crede e quando esce di casa la mattina spera di poterci ritornare avendo imparato qualcosa di nuovo. Un’enorme coppa di gelato all’amarena, un bel libro, un concerto di Ludovico Einaudi e un biglietto aereo acquistato la rendono la persona più felice del mondo.
Elisabetta Severino

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