R come infinito: il romanzo di Sarah Pellizzari Rabolini

R come infinito: il romanzo di Sarah Pellizzari Rabolini

ITALIA – R come Infinito è un viaggio crudo nel mondo della droga, ma è soprattutto uno spaccato sulle numerose dipendenze benefiche, la scrittura, il teatro, il cinema, che possono salvare ciascuno di noi. Ho incontrato l’autrice, e mi sono fatta raccontare il suo percorso e il suo lavoro in esclusiva per MyWhere.

R come infinito di Sarah Pellizzari Rabolini. Un romanzo, pubblicato da Edizioni del Loggione, sul precariato sentimentale ed emotivo della protagonista, un’insegnante che per tutti continua a essere in alternativa ‘Silviatralàlà’, ‘Ginger’ e ‘Gi’. Tre soprannomi, tutti di derivazione e connotazione adolescenziale che relegano Silvia Galli in un limbo di mancata apparente crescita sia agli occhi degli altri che di sé stessa. Silvia è una donna che cerca di stare a galla e di sopravvivere alla sua maledizione, quella di non sentirsi mai in tempo, perlomeno nel tempo giusto. Si è abituata, suo malgrado, a non mostrare la parte più vera di sé, a non esprimere i suoi desideri, intossicandosi di una finta felicità e in uno stato di perenne instabilità. Rocco Alberti, colui che è entrato nella sua vita come un tuffo a bomba che spruzza acqua ovunque è l’unico elemento fisso della sua esistenza, anzi il suo pensiero fisso.

Spesso il bene che vogliamo a una persona è più potente del dolore che ci causa, della sofferenza e del baratro a cui potrebbe condurmi”.

Silvia ha scelto. Ha deciso nonostante tutto di stare accanto a Rocco, che rappresenta l’amore di una vita. Un legame, il loro, purtroppo reciso dalla droga, perché si sa chedroga e dipendenza sono due parole che sommate insieme producono un unico risultato: disperazione.” E così è. Rocco è troppo dentro per uscirne e per uscirne è obbligato a scegliere, ma non sceglie Ginger. Il mondo intorno a Silvia, fatto di famiglia e amicizie, fa fatica a capirla, sembra non sentire la sua sofferenza perché è lei stessa che non si conosce, che non si esprime apertamente. Deve per prima fare ordine e smaltire i suoi post-it, i suoi promemoria,come i vestiti vecchi dei cambi d’armadio.” Quel mondo, appunto, cerca di salvarla facendo in modo di starle accanto e intrecciando a sua volta parole ed eventi affinché la vita di Silvia non galleggi più ma si definisca.

R come infinito rappresenta non solo un viaggio crudo sulle conseguenze della droga, ma è soprattutto uno spaccato sulle numerose dipendenze benefiche, la scrittura, il teatro, il cinema, che possono salvare ciascuno di noi. Il messaggio che ci lascia è positivo e frutto di un viaggio in cui l’autrice ci porta per mano facendoci entrare nei diari scritti dai protagonisti, che si intrecciano sapientemente alla storia del romanzo, e, di conseguenza, nelle loro vite tramite parole, frasi, affermazioni, che alcune volte sembrano perdere consistenza, ma in realtà ne stanno solo acquistando di più. Basta solo aspettare!

R COME INFINITO: INTERVISTA ALL’AUTRICE SARAH PELLIZZARI RABOLINI

r come infinito
Sarah Pellizzari Rabolini, l’autrice di R come Infinito.

L’autrice, Sarah Pellizzari Rabolini, è nata nel 1972. Fa l’insegnante di scuola media ed è giornalista pubblicista. Vive e lavora a Busto Arsizio. Ha pubblicato numerosi racconti. Per Piemme ha pubblicato in ebook nel 2014 “Per un’estate” e nel 2015 “Amarsi Ancora”. Scrive per il web magazine ‘Masedomani’ ed è allieva dell’Accademia Cei per operatori olistici.  Qui di seguito si è  raccontata alle pagine di MyWhere.

Nel romanzo sono disseminate varie frasi di film e di canzoni che calzano a pennello con il contesto della trama. Si sente che sono state scelte con cura. È una passione e una caratterizzazione solo dei personaggi o è anche una sua caratteristica nella vita l’avere a disposizione una frase adatta per ogni occasione?

Mi piace molto ascoltare la musica e credo che alcuni cantautori siano proprio dei poeti. Appena sveglia accendo la radio, così come adoro andare al cinema e soprattutto a teatro. Non potrei farne a meno. Per cui mi colpiscono spesso le frasi azzeccate, le battute giuste, dette con garbo al momento opportuno. Spesso le annoto, anche quando sono in giro, per strada. Così come le citazioni di film. Visto che Silvia, la mia protagonista, è appassionata di frasi tratte da libri, film e canzoni, mi è sembrata giusta l’idea di utilizzare alcune battute famose come identificative di quanto andavo a raccontare nei capitoli. Io da ragazza le annotavo sulla Smemoranda! Del resto, Silvia è un’eterna ragazza e la sua vita è “un equilibrio sopra la follia” come direbbe Vasco…a proposito di citazioni.

In “R come infinito” utilizza un’espressione che mi ha fortemente colpita, “ci sono parole, ‘e’ e ‘se’ che da sole non hanno nulla di minaccioso, ma se le metti una vicina all’altra hanno il potere di tormentati per tutta la vita” per rimarcare le difficoltà e incertezze vissute da Silvia…

Sì, è una frase di Agostino Degas citata nel film “Letters to Juliet”, storia di una lettera dimenticata nella casa di Giulietta a Verona. Da qui la ricerca di chi avesse scritto la missiva e del suo amore perduto. Silvia è in quella situazione: non ha mai avuto le risposte alle sue domande e così tenta di stare a galla nella vita, anche se quei “se” e quei “ma” tornano prepotenti nelle notti insonni.

Silviatralalàlà è un’insegnante che consiglia ai suoi studenti di scrivere come terapia e utilizza questo metodo anche su sé stessa. È così anche per lei? Quando scrive e quale è il luogo dove scrive?

Scrivere è sempre una sorta di terapia indiretta. Raccontarsi ci permette di vedere noi stessi come se fossimo estranei e inevitabilmente tutto sempre più facile (poi è difficile comunque trovare la soluzione!)  La scrittura mi permette di inventare ciò che più mi piace o che vorrei cambiare. Nella scrittura sono io che decido come deve finire e questa è una magia! Scrivo ovunque, al bar sul cellulare, in cucina con il pc, sulla scrivania nello studio…ovunque. Non ho un luogo preferito, ma un tempo: quando sono da sola.

r come infinito

Nel romanzo emerge forte l’instabilità derivante dalla presenza, dentro ognuno di noi, di due mondi: uno che conosciamo e mostriamo a tutti e uno sconosciuto anche a noi stessi. Silvia, la protagonista, è precaria per lavoro e alla ricerca perenne di chiarezza nella sua vita sentimentale e nel modo in cui le persone a lei vicine la vedono.  Quale è il suo rapporto con i suoi due mondi?

Silvia è istintiva e ha imparato a proteggersi perché non sempre paga l’essere trasparenti, onesti anche nelle fragilità. Io mi sento decisamente più serena della mia protagonista, molto più equilibrata e quindi stabile nei diversi ambiti della mia vita.

Come è nata l’ispirazione per R come infinito e quali progetti letterari ha per il futuro?

R come Infinito nasce da una storia vera che volevo raccontare, che conoscevo. Poi se ne è aggiunta un’altra. Sono storie di amici e conoscenti della mia città, Busto Arsizio, che ai tempi dei miei 16/18 anni avevano iniziato a fumare l’eroina. Ma non volevo che fosse un libro sulla droga. Per cui ho inserito il diario di Silvia che si incrocia con quello del suo alunno Tommaso. Volevo raccontare di “dipendenze sane” come la scrittura, i film, la poesia o il teatro e di dipendenze che ti rovinano la vita. E poi volevo parlare di Rocco e di come certi legami sono indipendenti dalle strade che si decide di intraprendere. Per il futuro…ho scritto una storia per ragazzi. Ci pensavo da tempo e non mi ci mettevo mai perché scrivere per loro è decisamente più difficile. Come Silvia faccio l’insegnante e so quanto gli adolescenti siano attenti e pretenziosi. Non li puoi ingannare. Per cui…dita incrociate e spero! Grazie infinitamente per questa bellissima chiacchierata. Parlare di “R come infinito” mi piace sempre. É un terzo figlio cresciuto da solo, prima in digitale per le Edizioni del Loggione e ora di carta grazie a Passione Scrittore, per cui vendibile in tutte le librerie Mondadori (lo rilancio per l’estate giovedì 20 giugno alle 18 alla Mondadori Bookstore di via Ponti a Milano). Ci sarà Gianluca Pomo che dialoga con me, autore di Morellini, casa editrice presso cui ho fatto il corso di scrittura La fabbrica delle storie, diretto e condotto da Sara Rattaro, da cui è nata l’antologia “La vita vista da qui”, che contiene anche un mio racconto. Un’opportunità che mi ha insegnato moltissimo, mi ha permesso di conoscere autori e amici e mi sta aprendo nuove strade.

LOGGIONE SITO

 

Melissa Turchi

scrittura. E’ un’instancabile lettrice, nata come appassionata di gialli, oggi legge tutti i generi fatta eccezione per i fantasy. Ha un porto sicuro: le amiche di sempre, con cui si ostina ancora oggi a organizzare brevi fine settimana in giro per l’Italia e per l’Europa alla ricerca di musei poco battuti, mostre inusuali e mercatini natalizi sconosciuti. Adora i tacchi alti e “camminare in equilibrio precario sulle lastre della sua amata Siena” è la metafora della sua vita. E’ vittima delle ultime tendenze che la moda propone e sempre alla ricerca di negozi sperduti e nuove marche. Per farla emozionare fino alle lacrime basta che senta risuonare tra le strade della sua città il rullo dei tamburi e veda sventolare la bandiera della sua contrada. Appassionata di basket e sportiva per riflessione, non ama cucinare, ma adora sperimentare ristoranti, locali e cucine di ogni genere.
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