Renato Cantore racconta Rocco Petrone, l’italiano dell’Apollo 11

Renato Cantore racconta Rocco Petrone, l’italiano dell’Apollo 11

ROMA – Presentato nella bellissima e storica Sala Italia dell’Unar, il libro dell’ex vicedirettore del TGR Rai racconta come un figlio della Lucania sia arrivato a guidare la più importante missione spaziale dei nostri tempi. Era il 20 luglio del 1969, l’uomo sbarcava sulla Luna e questa è la storia di Rocco Petrone.

Senza il suo intervento decisivo la missione sarebbe stata probabilmente annullata, con quali conseguenze per il prestigio degli Stati Uniti è facile immaginare. Il sogno americano di milioni di migranti nel caso di Petrone si è realizzato nel modo più clamoroso.” Così Renato Cantore esordisce nella presentazione capitolina del suo ultimo libro “Dalla terra alla luna. Rocco Petrone, l’italiano dell’Apollo 11”. Cantore, lo conosciamo, è uno che ha fatto televisione per più di 35 anni, e non poteva perdere l’occasione di raccontare una storia che avrebbe tutte le carte in regola per trasformarsi in un film.

La storia in questione è quella di Rocco Petrone, direttore del lancio dell’Apollo 11 da Cape Kennedy il 16 luglio 1969: in altre parole, fu l’uomo del «go» alla missione che avrebbe portato i primi uomini sulla Luna.

Il libro, edito da Rubbettino, è stato presentato, in collaborazione con l’Associazione dei Lucani a Roma, nella prestigiosa Sala Italia dell’UNAR di Via Aldovrandi, location storica che da sempre ci ha abituato a ritrovi di intellettuali e delle figure più prestigiose del mondo del giornalismo e dell’editoria. Con lui, a mediare l’incontro, il Responsabile delle Relazioni Esterne dell’Asi Francesco Rea, il regista del Documentario “Luna italiana” Umberto Mucci e il Presidente dell’Associazione Lucani di Roma Filippo Martino.

DALLA TERRA ALLA LUNA: LA PREFAZIONE DI TITO STAGNO

rocco petrone

Forte, come avrete capito, la presenza della colonia lucana nel corso della conferenza. Perché? Perché la storia di Rocco Petrone parte proprio da lì e arriva fino a Cape Canaveral. Per conoscere meglio il suo percorso, ci affidiamo all’interessante prefazione del libro di Tito Stagno.

Rocco Petrone fu il direttore del lancio dell’Apollo 11 da Cape Kennedy il 16 luglio 1969: l’uomo del «go» alla missione che avrebbe portato i primi uomini sulla Luna. Figlio di contadini lucani che avevano cercato fortuna in America, era nato a Amsterdam, New York, nel 1926. Non aveva ancora sei mesi quando il padre morì in un terribile incidente, travolto da un treno. Lo attendeva una vita di sacrifici ai quali non si sottrasse. Imponente nel fisico e vivace nell’intelligenza, si pagò gli studi lavorando. A diciassette anni fu ammesso all’Accademia militare di West Point, dove fece parte della squadra vincitrice del campionato nazionale di football. Diventato ufficiale dell’esercito americano, completò gli studi al Massachusetts Institute of Technology e divenne uno dei maggiori esperti di missili e rampe di lancio. Voluto alla Nasa da von Braun, lavorò alla costruzione del Saturno V e della mitica rampa di lancio 39 da cui partirono gli astronauti verso la Luna. Poi fu promosso direttore del programma Apollo e, al culmine della carriera, divenne il numero tre della Nasa. Mori a ottant’anni a Palos Verdes Estates, una cittadina costiera della California, dove si era ritirato per dedicarsi ai suoi amati studi sulla guerra civile americana”.

RENATO CANTORE RACCONTA ROCCO PETRONE: “DA FIGLIO DELLA LUCANIA AD AMERICAN DREAM PER ECCELLENZA”

Rocco Petrone
A destra, Rocco Petrone negli spazi della NASA

Come subito ci fa capire Cantore durante la presentazione del libro, se c’è una figura che incarna perfettamente il concetto di American Dream – l’uomo che ce la mette tutta può arrivare ovunque – questa è quella di Rocco Petrone. “Petrone era per tutti la tigre, un capo che chiedeva sempre la massima efficienza e la risposta efficace per ogni problema”. Un leader insomma, un uomo imponente che non lasciava nulla al caso, senza mai tradire i propri valori: “Era alto 1.90 m, tipico fisico da giocatore di Football – racconta Cantore i suoi occhi erano sottili e severi le labbra taglienti e il naso leggermente aguzzo. Tutti lo ricordano come un uomo tosto e riservato, disponibile, ma rigoroso e inflessibile.”

E alla domanda sul perché abbia deciso di raccontare le vicende di questo straordinario personaggio, Cantore risponde senza dubbi: “La sua storia mi ha colpito parecchio – afferma il giornalista – ogni cosa che Petrone ha ottenuto è arrivata grazie ad un sacrificio incredibile. Ci pensate? Quest’uomo è arrivato a guidare un esercito di 20 mila persone tra ingegneri e addetti ai lavori che a Cape Canaveral resero possibile la realizzazione del sogno del presidente Kennedy: mandare l’uomo sulla luna entro la fine degli anni ’60 e battere i sovietici nella corsa alla conquista dello spazio”.

QUANDO ROCCO PETRONE INTERRUPPE UNA MISSIONE PER SALVARE UNA COPPIA DI AIRONI

Il libro di Cantore colpisce per il suo ritmo forsennato. E’ davvero avvincente e stupisce non solo per la figura di Petrone, uomo tutto d’un pezzo dal cuore d’oro, ma soprattutto per la quantità industriale di aneddoti su quella missione, una missione in cui lo scienziato lucano occupò un ruolo di protagonista assoluto.

Scopriamo ad esempio che i momenti di tensione furono tantissimi. A 4 ore dalla partenza dell’Apollo 11 ad esempio, i monitor segnalarono una pericolosa perdita di idrogeno liquido sul secondo stadio del razzo. Fu Petrone a gestire la situazione, con una calma glaciale che influenzò astronauti e ingegneri.

Petrone era un duro ma sapeva anche essere gentile e disponibile con tutti – sottolinea l’autore – la gran parte degli ingegneri coinvolti erano molto giovani, lui li sapeva calmare e gestire come un padre affettuoso quando c’era il bisogno”.

Tra gli aneddoti più divertenti e teneri legati alla figura dello scienziato, ce n’è uno che colpisce maggiormente. “Una volta Petrone interruppe il conto alla rovescia di un lancio importante – racconta Cantore – perché? Perché voleva salvare una coppia di aironi che avevano fatto il nido troppo vicino alla rampa!”

PERCHE’ LEGGERE “DALLA TERRA ALLA LUNA” DI RENATO CANTORE

Renato Cantore

Nessuno come Cantore, uno che la tv l’ha fatta praticamente dalle origini, poteva raccontare così bene una storia che parla non solo dell’allunaggio, ma anche di emigrazione, di sogni che diventano realtà, di cadute e di sacrifici, ma soprattutto di volontà. Petrone è uno che non ha mai mollato un centimetro, con lui non si poteva sbagliare.

Insomma, se vi piacciono le favole, quelle storie tipicamente americane, questo è il libro perfetto, una cinderella story che colpisce e, in un certo senso, inorgoglisce.

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

One Response to "Renato Cantore racconta Rocco Petrone, l’italiano dell’Apollo 11"

  1. Lamberto Cantoni
    Lamberto   1 Novembre 2019 at 08:16

    Un grande uomo Petrone. Il primo uomo sulla Luna fu una sfida appassionante. Si sente molto oggi la mancanza di questo tratto visionario. Le grandi potenze preferiscono le guerriciole de merda. Dovrebbero avere più spazio uomini come Petrone. Bell’articolo. Leggerò il libro di Cantore.

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