Renato Zero un poeta senza tempo.

Renato Zero un poeta senza tempo.

BOLOGNA – Renato Zero porta poesia all’Unipol Arena  con un palazzetto gremito e pieno di aspettative che ovviamente l’artista romano non tarda a portare sul palco.

Quanti anni sono passa ti dal giorno in cui lo vidi per la prima volta al Teatro Tenda a strisce di Roma,  tanti, quel bel moro in calzamaglia che proponeva qualcosa di “scabroso” per l’epoca, come la sua immagine, lasciava divisi i pareri. Cosa ci propone? Ma è un performer? Un ballerino ? Un cantante? Semplicemente Renato Zero per me, e moltissimi altri, era un’artista con un poeta dentro che stava per esplodere e che avrebbe regalato sogni ed emozioni a generazioni intere.

Ieri sera l’Unipol era quello delle grandi occasioni, pieno e ricco di persone di età diverse che non hanno perso neanche una battuta dello show di Renato Zero, per molti un sogno che si realizza. Tante persone dicono che è la prima volta che lo vengono ad ascoltare e sussurrano “la prima volta” quasi fosse un reato e insieme il realizzarsi di un dolce peccato. Un sogno che parte proprio da Bologna, una prima per il suo Altintour che nasce sulla scia del suo concerto all’Arena di Verona e che è porta in giro la sua ultima fatica discografica “Alt”.

Su quel palco, che io vedo da molto lontano per esigenze fotografiche, sgorgo un poeta,  Renato Zero è vestito come un elegantissimo minatore, con tanto di tuta di lamè e casco con lucina, ma nonostante tutto e oltre ogni luccicchio io continuo a vedere un poeta, un’artista che regala tanto di se’ ogni volta che si presenta davanti al suo pubblico, ogni volta che le sue parole e la sua musica raggiungono i cuori dei suoi fans. E nessuno dei suoi  “sorcini” rimarrà deluso 31 canzoni, per 3 ore e 40 di musica e non solo. Anche tante chiacchere che colpiscono esattamente il punto di molte situazioni che ci affliggono e argomenti scottanti, sempre con la sua ironia e quel guizzo da menestrello che rapisce e incanta anche quando parla di pedofilia o ci redarguisce per farci comprendere che se le cose in questo paese non vanno come dovrebbero è anche colpa nostra. Un’artista che sa esattamente come farci riflettere anche quando saremo tutti usciti dal concerto e torneremo al nostro quotidiano.

Renato Zero è un’ artista con la “A” maiuscola sia sul palco che fuori dal palco e questo è una qualità che riconosco a pochi. Un palco, oltretutto, con una scenografia davvero molto ricercata e suggestiva che ricorda le vecchie fabbriche con tanto di gru e finestrone con le sbarre. Anche l’orchestra indossa il casco con la lucina, tutto davvero molto ben studiato e con un ottima regia.
Non posso non citare forse il monento più alto dell’intero show, mi riferisco alla struggente interpretazione che Renato Zero insieme a Ron hanno dedicato a Lucio Dalla interpretando “Piazza Grande”…molte le lacrime scese per la commozione.
Un concerto assolutamente da non perdere e che vede già molti sold out,  vi lascio alle immagini di una serata da non dimenticare.

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Roberta Tagliaferri

In arte Robin T, ho imparato questo mestiere da un grande fotografo londinese ma la passione e l’arte di catturare l’attimo infinito, un’espressione profonda, sono frutto di un naturale talento artistico. Fotografare è un modo di vivere e di comunicare; diceva qualcuno “Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi”.
Roberta Tagliaferri

2 Responses to "Renato Zero un poeta senza tempo."

  1. Fabio   27 Novembre 2016 at 12:56

    Fotografia perfetta in senso biblico. Zero è l’Artista. Un poeta della realtà.

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    • Roberta Tagliaferri
      Roberta Tagliaferri   27 Novembre 2016 at 13:09

      Grazie mille Fabio! Renato è per tutti una persona speciale al di là dei palchi che calca.

      Rispondi

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