RHCP semplicemente esplosivi

RHCP semplicemente esplosivi

BOLOGNA – RHCP o per chi vuole Red Hot Chili Peppers, nulla da poter veramente definire a parole quello che ho visto e sentito ieri sera all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno. Un’esplosione di note, colori ed energia dalla quale sono uscita totalmente stordita e appagata!

E’ passato molto tempo, non vi dirò quanto, da quando in una remota località, non vi dirò dove, incontrai Anthony Kiedis e Flea, con i quali feci una cosa, non dirò cosa ma non quello che immaginate voi… E’ una di quelle giornate che non dimentichi mai più e vale più di mille concerti ma per una strana alchimia, io questi signori del rock non ero mai riuscita a sentirli dal vivo.

Ieri sera è stato travolgente, si narra fossimo in 14.000 a me sembravamo il doppio, non c’era posto nemmeno per uno spillo e se avessi lasciato cadere un’euro nel parterre non sarebbe arrivato al suolo. Prima di entrare ho visto parcheggiati circa 20/25 tir neri, che facevano presagire che il palco non sarebbe stato altro che stratosferico ma non potevo certo immaginare la grandezza del pannello led o le centinaia di tubi luminosi che scendevano giù dal soffitto, fin quasi a sfiorare la gente e che si lanciavano ogni volta in movimenti diversi per creare movimenti sinuosi e ogni volta con colori diversi, tutto ciò a volte mi rapiva e riuscivo quasi a distogliere gli occhi dal palco, no, non è vero in realtà il palco lo vedevo – e come – solo che non stando ferma un minuto i miei occhi roteavano ovunque!

RHCP (RedHotChiliPeppers) - The Gateway Tour BOLOGNA
Aprono gli annunciati “La Femme ” band francese diventata famosa al grande pubblico per il successo di “Psycho Tropical Berlin”, i giovani parigini sono riusciti a conquistare anche gli appassionati del genere rock. Sonorità miste pop e disco anni ’80 e musica surf con quel tocco di europeo che non guasta. Ma l’audience è tutta per i RHCP che non si fanno attendere molto, pochi minuti di ritardo e si aprono le danze con una “Intro Jam” di quelle che scaldano una regione intera e tutto fila liscio come l’olio per gli altri 14 brani prima del bis, ovviamente è olio da combustione perché su quel palco ci sono fulmini e saette di pura energia. Inutile ricordarvi chi sono i RHCP, ma nel caso foste dei neofiti vi racconto che sono “solo” in piena attività artistica dall’83 – che fa molti, tanti, tantissimi anni di successi. Entrati nella Rock and Roll Hall of Fame, dopo aver venduto 80 milioni di dischi!

Mr. Kiedis è pienamente presente con la sua voce e ci fa ripercorrere durante il concerto i brani che ci hanno fatto saltare, a me sembra, da sempre o da che memoria mi assiste. Passiamo per “SCAR TISSUE” arriviamo a “CALIFORNICATION” “SUCK MY KISS” e “SOUL TO SQUEEZE” per poi farci definitivamente “distruggere” con il bis chiudendo con “GIVE IT AWAY“.

Flea e Josh Klinghoffer sembra abbiano le molle sotto i piedi e insieme allo stratosferico Chad Smith danno l’impressione di aver fatto tutti un patto con il diavolo. E forse lo hanno fatto davvero dal momento che quando Flea canta “Nervous Breackdown” (cover dei Black Flag ndr) usando il “growl” sembra pervaso da qualcosa di demoniaco.

Come sempre durante i loro concerti l’improvvisazione la fa da padrona e il pubblico assiste a virtuosismi più o meno complessi che hanno l’effetto di un treno in corsa.
Esco sorda ma felice e appagata, finalmente posso dire io c’ero! Come sempre il concerto non dura un’eternità, poco meno di un’ora e quarantacinque, ma sicuramente più di quello che temevano molti fan prima dell’inizio, sapendo che i RHCP sono abitualmente parchi nel distribuire minuti di musica live. Posso aggiungere, da quel che so, che in questo tour i RHCP stanno dando veramente il meglio come poche volte prima.

Vi lascio alla scaletta completa del concerto, invidiando chi ancora deve godersi questo strepitoso live!

– Intro Jam
– Can’t Stop
– Dani California
– Scar Tissue
– Dark Necessities
– The Adventures of Rain Dance Maggie
– Right on Time
– Sick Love
– If You Have to Ask
– Go Robot
– Californication
– The Getaway
– Suck My Kiss
– Soul to Squeeze
– By the Way

BIS
– Goodbye Angels
– Give It Away

 

Roberta Tagliaferri

In arte Robin T, ho imparato questo mestiere da un grande fotografo londinese ma la passione e l’arte di catturare l’attimo infinito, un’espressione profonda, sono frutto di un naturale talento artistico. Fotografare è un modo di vivere e di comunicare; diceva qualcuno “Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi”.
Roberta Tagliaferri

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