Ritratti di emozioni: quando la poesia celebra il sapore della vita nella semplicità del quotidiano

Ritratti di emozioni: quando la poesia celebra il sapore della vita nella semplicità del quotidiano

PRATO – Sabato 23 Novembre verrà presentato Ritratti di emozioni. Un testo che ci regala sentimenti e riverberi di sensazioni  autentiche scaturite dalla naturalezza del quotidiano di Miriam Cinotti. E se è sicuramente possibile rintracciare nella pubblicazione tratti che rimandano a poeti  dell’Otto-Novecento, l’originalità del verso e degli sprazzi di luce ad illuminare l’esperienza di vita sono tutti però originati da Miriam, dal suo sguardo. Ho incontrato l’autrice e qui vi riporto la nostra chiacchierata.

La poesia di Ritratti di emozioni presenta la vita che scorre e procede. Le immagini depositate nel bagaglio prezioso della memoria non sono cristallizzate in un tempo passato o circoscritte in una dimensione non più vitale: una parte dell’io poetico, dell’anima  di Miriam riassapora nel presente antiche emozioni e  in questi ricordi riposa, vivacemente immersa nell’eco delle voci  che animano figure umane e paesaggi.

Il tempo rievocato appare quindi, seguendo la magia di questi versi, non quello del passato, ma sempre quello del presente; è il tempo dell’ osservazione, dell’attesa, della contemplazione di ciottoli e sentieri, di antiche pietre. Il cielo, il lago, il colle  sono, seppur  sempre gli stessi, sempre nuovi.

In Ritratti di emozioni l’io della  poetessa  si abbandona liricamente al desiderio di percepire l’incommensurabile bellezza di quest’infinito che la natura fa trasparire   nella sua globalità (qui la mente va a Leopardi) e la mente si perde in un sogno osservando lo splendore dei biondi campi di grano, le dolci acque del lago  .

Le ore del mattino o dell’imbrunire sono preferite in quanto portatrici di odori e colori freschi e dolci:  il ridestarsi di alberi e colline rallegra l’animo e  riflette il ciclo vitale che ogni mattina il raggio del sole compie per noi. Cogliere la vitalità della natura – che non è soltanto descritta con una pennellata esteriore, di oggetto esterno all’io seppur significativo- è una qualità scritturale distintiva di Miriam Cinotti. Hanno vita i marini abissi di zaffiro, col loro “cuore argenteo” che batte nelle profondità, ma che Miriam sente e la cui vibrazione raggiunge noi attraverso i suoi versi. Gli zampilli lunari, i primi e solenni passi delle stelle, il cielo d’agosto e poi le persone a lei care, sono questi gli elementi costitutivi che incontriamo nella lettura, la gente, quella comune, quella in cui noi ci riconosciamo completamente, gente che parla e ascolta e assapora l’odore dell’estate mentre i bambini  si rincorrono  sulla battigia.

Traspare in tutta la vena poetica della giovane  Miriam Cinotti, che in questo breve testo ha raccolto poesie scritte dalla giovinezza in poi, l’adesione all’amore, la fiducia che esso sia una forza potente e rigenerante  che ci dà alimento, che si rinnova   nel contatto con la natura, quasi che in lei operasse una presenza benevola  che ci prende per mano e conduce.

In questo contatto col mondo naturale emerge la ricerca di una profonda e solida essenza della vita:  certi passaggi hanno un sapore di dannunziana  memoria, fanno ammirare l’acqua, le vigne e i vigneti, i segreti dei boschi Senza cedere a forme di sensualismo, i versi  mantengono una percezione pura e primigenia  della realtà , dove tutto ha significato di vita e  invita lo sguardo  a sostare.

Libro Miriam Cinotti
Miriam Cinotti (sx) con Teresa Paladin e l’editore Monica Attucci (dx)

Il percorso poetico di Miriam trova una cifra rivelatrice nell’ultima poesia presentata, Libertà:  non un concetto astratto o un’idea utopica irraggiungibile, ma un sentimento che scaturisce dalla sabbia che dona, nell’incedere dei passi,  l’emozione  di sentirsi liberi.

Miriam non concede nulla alle mode trasgressive o disperatamente nichiliste che possiamo talvolta ritrovare nella poesia moderna. La sua è una narrazione lirica agganciata completamente al quotidiano, senza trionfalismi né atti eroici: il semplice pulsare della vita, del cuore dell’uomo ma anche della natura, è presentata con parole e immagini che possediamo noi tutti, ma che la poesia di Miriam Cinotti aiuta a riscoprire in squarci e momenti di palpabile bellezza , di ricerca di un infinito che la natura richiama, dell’ amore alle persone presenti o che ci  hanno preceduto (vedi la figura di nonno Mario),  che il destino ci dona come aiuto nella strada della vita.

Ritratti di emozioni è un testo da leggere e regalare adatto ad adolescenti e adulti.

INTERVISTA A MIRIAM CINOTTI

Facendoti i complimenti per l’immediatezza delle immagini che proponi nelle tue poesie, puoi dirci da quanto hai scoperto il desiderio di scrivere? Che arco di tempo coprono i tuoi versi?

Ho sempre avuto un’inclinazione per l’ambito letterario e la passione per la poesia è nata quando avevo più o meno 16 anni. Tutto è iniziato un po’ per caso, un po’ per desiderio, tanto per citare il titolo di un film.

In effetti un giorno, mentre ero a casa, avevo ripreso in mano un libro di poesie di mio zio Alessandro, “Poesie d’amore e d’odio”, e quelle parole, descrizioni ed immagini mi hanno coinvolto a tal punto che mi sono detta: “Ecco, questo è il mondo a cui appartengo!”.

Da quel momento ho iniziato a scrivere le poesie, liberando i miei pensieri, emozioni e sensazioni.

Le poesie della raccolta sono solo alcune delle più rappresentative delle tematiche a me più care. Le prime coprono un arco di tempo che va dal 2006 al 2010, quelle centrali sono state stilate tra il 2011 ed il 2014 e quelle finali sono state create tra il 2015 ed il 2017.

Tra le prime poesie e quelle successive ci sono  delle differenze?

Essenzialmente la differenza sta nel fatto che le poesie scritte dal 2006 al 2011  rispecchiano le percezioni tipiche della mia adolescenza, in particolare il ricordo ed il presente che diventano un tutt’uno e vi è solo un piccolo accenno al tempo che passa e che tutto è destinato a finire.

Le poesie che ho scritto dal 2012 al 2017 sono quelle più “adulte”, nel senso che  c’è la presa di coscienza vera e propria della caducità della vita, che ogni cosa ha una sua fine. Però la cosa più bella, e credo la più importante, è quella che la poesia ha il potere di fermare ogni istante, canalizzando anche le sensazioni più spiacevoli e di lasciare un senso di consolazione.

Quando e come ti piace scrivere? La tua ispirazione su un paesaggio o una persona quando arriva?

In realtà non ho un criterio ben preciso. Non sono io a scegliere il soggetto, né il momento in cui scriverlo. Tutto nasce dal silenzio, dalla riflessione e all’improvviso arriva l’ispirazione. Potrei definire questi istanti con ciò che Virginia Woolf chiamava “Momenti di essere”, ovvero dei rari e preziosi momenti in cui si ha un’epifania, delle “scosse” che fanno avere un’illuminazione e donano la possibilità di comprendere la realtà oltre le apparenze. Perché in fondo questo è ciò che rende tale un poeta: vedere l’anima di ciò che ci circonda.

Il libro è reperibile presso la casa editrice, e nella pagina facebook della Attucci editrice o al numero telefonico 055/8711061.

Se siete in Toscana vi invito a partecipare alla presentazione di Sabato 23 Novembre a Prato!

Ritratti di emozioni di miriam Cinotti

Teresa Paladin

Docente di lettere in istituti tecnici,  ho sempre amato la cultura come forma di promozione della umanità, soprattutto dei più giovani. Per questo negli anni mi sono dedicata a progetti e iniziative scolastiche  che dessero risalto a valori quali la solidarietà, il dialogo, la ricerca dell’ incontro con l’altro, con azioni che avvicinassero la scuola al territorio e al tessuto di bisogni ed esperienze della vita reale e creando nelle classi occasioni e opportunità per il confronto, la discussione, la riflessione.

Dei giovani mi è sempre piaciuta la disponibilità a mettersi in gioco e ad appassionarsi immediatamente  a ciò che li attrae. La cultura, focalizzata come percezione dell’esistenza e ricerca di significazione di eventi e fatti personali, mi regala la medesima energia: la vita scorre e la letteratura, pronta a farle da specchio, ne racconta  pieghe, profumi e bagliori  pennellando pensieri, sensazioni ed emozioni con  perspicace vitalità. Leggere è seguire le orme di un’avventura che, giocando con la fantasia, presenta e reinventa per tutti strade e percorsi, e di tale  dimensione culturale abbiamo tutti disperatamente bisogno. Perché il viaggio non è mai concluso.

Teresa Paladin

2 Responses to "Ritratti di emozioni: quando la poesia celebra il sapore della vita nella semplicità del quotidiano"

  1. Miriam   12 Novembre 2019 at 14:25

    Ringrazio la professoressa Teresa Paladin per la recensione a “Ritratti di emozioni”. Con queste parole e i riferimenti letterari è riuscita a cogliere il senso delle poesie e della poetica che sono racchiuse nella mia raccolta.
    Miriam Cinotti

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  2. Teresa Paladin
    Teresa Paladin   12 Novembre 2019 at 14:33

    E io ti voglio ringraziare, Miriam, per come sei riuscita a raccontare emozioni profonde ma al contempo appartenenti a noi tutti.
    Teresa

    Rispondi

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