Rogue One: a Star Wars Story. Che sorpresa!

ITALIA – Star Wars è tornato ma in una forma completamente diversa. O forse no? Qualche giorno fa sono andato a vedere il nuovo spin off della saga cinematografica più famosa e redditizia di sempre, dal titolo Rogue One: A Star Wars Story, di Gareth Edwards (Monsters 2014, Godzilla 2015). Cercherò di analizzare il film, senza ricorrere ai temutissimi spoiler.

Sinceramente ero molto titubante e non nascondo di aver spulciato la lista dei film in programmazione più e più volte alla disperata ricerca di qualcosa di accattivante, ma avendo come alternative film del (bassissimo) calibro di “Un Natale al sud” e “Natale a Londra”, mi sono fatto coraggio e ho scelto il “male minore”. Non fraintendetemi, sono un grande fan di Star Wars, ma questo nuovo episodio sollevava in me una quantità di dubbi indicibili. Non vedevo l’utilità, se non meramente commerciale, nel proporre un film che raccontasse la storia dei ribelli autori del furto della prima Morte Nera, il tutto senza uno straccio di Jedi e con personaggi lontanissimi nel carattere e nello spirito da quelli iconici della saga originale.

Ma ormai sono in ballo e il film sta per cominciare. Anche l’inizio è traumatico. Niente squilli di trombe, niente scritte gialle d’introduzione, niente John Williams. Capisco subito che Rogue One cerca di proporre qualcosa di completamente diverso rispetto a tutti gli altri Star Wars e ne sono terrorizzato. Col passare dei minuti mi accorgo però che molte delle mie paure sono infondate e il film si rivela una piacevole sorpresa. Rogue One è tutto quello che “Il Risveglio della Forza” non è stato, nel bene e nel male. Mi spiego. E’ un film creato e pensato non tanto per accaparrarsi una nuova generazione di fan della saga, ma è indirizzato invece agli appassionati di vecchia data, quelli che hanno visto la prima trilogia da piccoli, e che da anni sognano invano di rientrare nella mitica atmosfera dell’opera prima di Lucas. Il fallimento della seconda trilogia (episodi I,II,III, quelli con Anakin piagnucolante per capirci) è stato a dir poco clamoroso. Discorso diverso va fatto per “Il Risveglio della Forza” (il film con gli incassi maggiori di sempre al box office), un remake intelligente e a tratti brillante, caratterizzato da innumerevoli riferimenti ai vecchi episodi, ma senza quella magia che molti si aspettavano.
Rogue One, invece riporta in vita molti degli elementi topici, inserendo qualcosa di moderno e innovativo e senza dover ricorrere al colpo di scena continuo. E’ un mix di azione, avventura, scene appassionanti e soprattutto tornano le Guerre Stellari. Si avete capito bene. Le infinite battaglie nello spazio profondo, le astronavi, le truppe d’assalto, la velocità luce e le esplosioni. Da quanto non si vedevano le vere guerre stellari in Star Wars?
Nel film viene inoltre mostrata in toto la spaventosa espansione dell’Impero, come mai prima d’ora. Tra le novità troviamo anche un’impronta diversa nel carattere dei protagonisti. I “buoni” non sono totalmente buoni, spesso sono costretti a commettere ingiustizie per raggiungere i propri scopi.
Continua inoltre il nuovo trend per quanto riguarda le figure femminili. La protagonista, Jyn Erso (interpretata da Felicity Jones), pur non raggiungendo la profondità di Rey (l’eroina de “Il Risveglio della Forza”) è un personaggio grintoso, forte e senza paura.

Non potevo non parlarvi degli effetti speciali. Andare al cinema a vedere un qualsiasi Star Wars, ci fa capire fino a che punto è arrivata Hollywood con l’utilizzo delle nuove tecnologie. Incredibile!
Molto suggestive le scene (forse poche) con protagonista Darth Vader. E’ incredibile come Rogue One riesca a mostrare in pochi minuti tutta la pericolosità e la forza del “signore del Lato Oscuro”, nulla a che vedere con il ragazzino lagnoso della trilogia prequel, che in ben 3 film non riesce a spiegarci neanche una volta come Anakin Skywalker si sia trasformato nel terribile mostro qual è.

Infine, un’altra nota di merito va a Michael Giacchino, autore della colonna sonora. Il compositore si è reso capace di un’opera molto intelligente, senza cancellare il legame con le mitiche musiche di John Williams, apportando comunque nuove tracce molto interessanti.

Insomma, il nuovo film della più intramontabile delle saghe è il primo sganciato dai Jedi e dalla famiglia Skywalker, ma paradossalmente è a parer mio, il più riuscito degli ultimi 30 anni.
Un difetto? Forse i protagonisti maschili. Nonostante la caratterizzazione controversa e un pizzico di ironia, i vari Saw Guerrera (Forest Whitaker), Cassian Andor (Diego Luna) e Galen Erso (Mads Mikkelsen) non vengono approfonditi come forse meriterebbero.

A proposito, se siete fan intramontabili di Star Wars, non perdetevi la mostra Guerre Stellari. Play, al Complesso del Vittoriano.

In conclusione non potevamo che tributare la mitica Carrie Fisher, scomparsa pochi giorni fa a causa di un attacco cardiaco. Per noi, resterà sempre l’intramontabile Principessa Leila. Vi lasciamo con la commovente lettera scritta da Mark Hamill (Luke Skywalker), che ha voluto ricordare l’amica e collega.

“Quando eri nelle sue grazie, era la persona più divertente del pianeta. E poi poteva cambiare improvvisamente e non parlarti per settimane e settimane. Ma questo è ciò che rende una relazione completa. La ragione non sta mai da una parte sola. Come ho detto era molto complessa, impegnativa. Ma la mia vita sarebbe stata molto meno interessante se lei non fosse stata l’amica che è stata”.

 

Rogue One

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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