Scamarcio-Chiatti, gli sposi irrequieti

i due attori tornano ad essere innamorati al cinema nella commedia "Io che amo solo te" al primo posto al Box Office.

Nel suggestivo scenario della cittadina pugliese di Polignano a Mare, tra il blu dell’acqua salata e il bianco delle case arroccate, prende vita la romantica commedia di Marco Ponti “Io che amo solo te “, nelle sale dal 22 ottobre.Laura_chiatti

La storia, tratta dall’omonimo libro di Luca Bianchini, e vede protagonisti due ragazzi, Damiano e Chiara, interpretati da Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti, che confusi e innamorati, hanno deciso di sposarsi.

Il loro matrimonio rappresenta, in realtà, per genitori ed invitati, un’occasione di mostrarsi agli occhi degli altri per quello che sono veramente e dimostrare al pubblico che ognuno a modo suo ha diritto ad essere felice. La madre della sposa, Ninella (Maria Pia Calzone) e il padre dello sposo Don Mimì (Michele Placido), in gioventù sono stati fidanzati, ma a causa dell’arresto del fratello di lei non hanno potuto realizzare la loro unione. Nonostante la vita li abbia separati e li abbia portati a compiere scelte differenti, il loro amore è rimasto vivo e immutato nel tempo ed ha trovato una realizzazione attraverso quello dei figli. Un tema così importante, degno di una tragedia greca o di un dramma shakespeariano riesce ad avere un risvolto positivo e leggero, grazie alla bravura degli attori e alle battute, in dialetto pugliese, di personaggi anche secondari come il parrucchiere, il prete e la zia Dora ( Luciana Litizzetto ).

Riccardo_Scamarcio_6Il pranzo del matrimonio avrà ben poco di convenzionale perché il fratello dello sposo, Orlando, dichiarerà la sua omosessualità, lo zio della sposa verrà nuovamente arrestato ed i consuoceri balleranno come due amanti, accompagnati dalle indimenticabili parole della canzone di Sergio Endrigo, che dà il titolo al film stesso. La festa destabilizzerà l’ordine e i valori preesistenti, creandone dei nuovi più reali e sinceri. Come alla fine di una battaglia ci saranno vincitori e vinti, ma ogni personaggio, a modo suo, avrà tolto la maschera e trovato una propria dimensione. Gli sposi si giureranno amore eterno e sincerità, mentre Ninella e Don Mimì si scambieranno quel bacio tanto atteso ed immaginato.

Ognuno tornerà alla propria vita ma niente sarà più come prima.

La pellicola sta riscuotendo un grande successo e lo scorso weekend ha sbancato i botteghini piazzandosi al primo posto tra i film usciti. L’accoglienza del pubblico per questaMichele_Placido storia è dovuta al fatto che si è dimostrata una trama trasversale, adatta a tutti e piena di sentimenti. E’ un viaggio sull’amore, che scatena gioie, paure e dolori e ti porta dove vuole lui come il maestrale che compare all’improvviso il giorno del matrimonio di Damiano e Chiara. L’accoppiata Scamarcio- Chiatti risulta vincente, sono infatti al loro quarto film insieme ed a tale proposito  lei ha dichiarato: ” Siamo una coppia di fatto, quando lavoro con Riccardo c’è sempre un’atmosfera cameratesca …siamo rimasti gli stessi”. Il loro feeling e la loro amicizia garantiscono un buon risultato ai personaggi interpretati. E di grande professionalità si può parlare anche per la coppia Placido-Calzone, che è riuscita sicuramente ad evocare tra gli spettatori vecchi amori mai finiti.

Non rimane che augurarvi buon viaggio tra i sentimenti e i paesaggi della Puglia!

Francesca Di Ruzza

Mi chiamo Francesca Di Ruzza sono nata a Roma, mi sono laureata in lettere all’Università “La Sapienza”, sono giornalista professionista dal 2010, ho collaborato con la Radio Vaticana, la Sala Stampa vaticana e il CTV (Centro Televisivo Vaticano). Ho scritto per diverse testate tra le quali la Rivista San Francesco d’Assisi ed Europa. Attualmente collaboro con l’Università LUMSA. La mia linfa vitale sono il cinema, il teatro, l’arte, la scrittura e le buone letture. Amo cucinare, viaggiare e cucire. Mi riconosco a pieno in questa frase di Oriana Fallaci: “Cultura significa anzitutto creare una coscienza civile, fare in modo che chi studia sia consapevole della dignità.
L’uomo di cultura deve reagire a tutto ciò che è offesa alla sua dignità e alla sua coscienza. Altrimenti la cultura non serve a nulla”.
Spero che i lettori rimangano piacevolmente colpiti dai miei articoli.
Francesca Di Ruzza

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