A Selvaggia. Una donna lucida, feroce e naturalmente sensibile.

A Selvaggia. Una donna lucida, feroce e naturalmente sensibile.

Tra un “bisogna avere paura delle gatte morte, non delle donne” e un “i veri uomini hanno la spina dorsale per invitarti a cena e gli uomini fuffa hanno la spina dell’iphone attaccato alla presa”, Selvaggia Lucarelli fa goal a porta scoperta nel campo minato dei rapporti tra uomini e donne nell’era whatsappiana. Tema estremamente complicato, quello dei rapporti contemporanei, che ci vede alle prese con un altro sesso che non consuma mai, ma che vive solo di virtualità. Le relazioni, oggi, sono un condensato di amori al ribasso, messaggi con suonerie improbabili, letti fatti di schermi ed eccitazioni che durano il tempo di uno squillo. Amori che vivono aspettando l’alba di un giorno nuovo con una emoticon, che puntualmente non sai interpretare, che quando senti il suono del messaggio non è mai quello che aspettavi, che fanno fatica a guardarti negli occhi perché gli occhi li hanno sul polpastrello del dito indice. Il maschio vero non whatsappa, non sta li a chattare come un imbecille, “ ma ha ancora quelle abitudini ormai estinte tra la fauna maschile denominate telefonata, appuntamento, cena fuori”. Insomma “chiedeteci il numero civico, non il numero di telefono”.

Selvaggia Lucarelli e il suo libro CHE CI IMPORTA DEL MONDO
Selvaggia Lucarelli e il suo libro “Che ci importa del mondo”

La Lucarelli dovrebbe fare scuola. Ogni bambina, dall’asilo, dovrebbe poterle parlare anche solo un minuto. Ogni donna su questo pianeta (mi correggo, Selvaggia non è per tutte, specie per le gatte morte) dovrebbe avere la sua ora d’aria con lei. Ogni donna dovrebbe (quasi come un obbligo) crescere con la sua grinta, il suo carisma e la sua spiccata lucidità. La Lucarelli è quel genere di donna che, passato l’empisse iniziale di timore o diffidenza, oltrepassato il primo livello che la vede grinta allo stato puro o uomini tremate altrimenti vi prendo a frustate, incarna la sensualità e la sensibilità al pari di un’opera di Dante Gabriel Rossetti.
Nel suo romanzo “Che ci importa del mondo” (presentato all’enoteca Archer di Modena domenica 8 Giugno) Selvaggia racconta di Viola una donna single di trentotto anni che, dopo un matrimonio lampo, vive sola con il figlio Orlando.
Opinionista di successo nei salotti tv più popolari del Paese, Viola si è ritagliata il ruolo di femminista rampante e severa fustigatrice di usi e costumi maschili. Il pubblico femminile la ama per la sua apparente spietatezza, gli uomini la temono, ma quello che fan e detrattori non sanno è che Viola recita una parte che non le appartiene: la sua vita sentimentale è una disastrosa sequela di tentativi falliti che nascondono l’incapacità di dimenticare l’ex, Giorgio, in corsa per diventare il candidato sindaco della città. Tra cene con uomini improbabili, chiacchiere disincantate con le amiche, telefonate rabbiose dell’ex marito e dialoghi col figlio moralista, Viola cercherà la propria strada, provando a tenere insieme, con fatica, la sua vita da single, quella di madre e quella di celebrità televisiva. Il tutto sembra reggere, finché sentimenti e politica non si intrecciano inaspettatamente e una scoperta traumatica non le fa commettere un errore imperdonabile”.

Selvaggia Lucarelli
Selvaggia Lucarelli

Al limite dell’autobiografico, ciò che si legge bulimicamente tra le pagine di questa bibbia scritta da una donna per gli uomini, tira una lancia alla ricerca del cuore da colpire, perché in fondo tutti abbiamo voglia di amore e di innamorarci. Una donna lucida, feroce ma estremamente sensibile che ha il coraggio di parlare a lingua d’acciaio e di essere la voce urlante di una società che vede l’amore relegata al carretto per le vacanze. Un amore che fatica ad arrivare perché fa lo slalom tra uomini sbagliati e uomini saturnia, tra messaggi inutili e mancanza di coraggio. Un amore, quello che ti cambia la vita e che fa battere il cuore fino a farlo fermare.
Selvaggia è una limited edition. Per molti ma non per tutti. Mi fermo qui. La Lucarelli non va spiegata, la Lucarelli va ascoltata e letta, naturalmente.
Che ci importa del mondo se noi abbiamo lei.

 

Blue G.

Se Dio creò l’arte, il diavolo creò gli artisti, se Dio creò l’amore, il diavolo creò il sesso, se Dio creò il cibo sicuramente il diavolo creò i cuochi e se Dio creò la donna allora il diavolo creò Blue. Scrivo perché non potrei fare nient’altro, o forse si, potrei mangiare continuamente, ma questa è un’altra storia.
Blue G.

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