Seu Jorge. Meo Arena, dopo di lui nulla sarà come prima

Seu Jorge. Meo Arena, dopo di lui nulla sarà come prima

La platea gremita di gente, il vociferio diffuso per la Meo Arena e le ragazzine che intonavano in coro, tou namorando aquela mina mas nao sei se  ela me namora. Il pubblico affollava quell’ovulo di emozioni situato di fronte all’oceano, il pubblico, un po’ seduto un po’ in piedi, non stava più nella pelle, canticchiando sottovoce aspettando che il cantante preto uscisse e sfoderasse la sua voce calda e suadente.

Seu Jorge
Seu Jorge

Seu Jorge, il 13 ottobre, ha presentato in anteprima il suo ultimo disco Musica parà churrasco Vol.2  alla Meo Arena di Lisbona, ma non mancavano in repertorio le canzoni che lo hanno fatto entrare nel cuore di fans in tutto il mondo. Un condensato di mani alzate e mosse danzerine, tutti in coro intonavano Pretinha, Uuuu Uuuu faço tudo pelo mosso amor e poi a braccia verso il cielo Burguesinha. Il cuore batteva forte, Seu era al massimo, un brivido potente, lo sguardo coperto dagli occhiali, maglietta bianca e camicia slacciata, stile da vendere quel brasiliano padre della nova musica brasiliana contemporanea. Tutto full, l’Auditorium, Lisbona e il cuore della gente. L’energia sprizzava dal pavimento, dalle pareti, persino le luci avevano una carica diversa quella sera. Laringe consumata, voce sparita, occhi gonfi di lacrime, è isso ai… Como a gente achou que ia ser. Incontenibile l’emozione di sentirla dal vivo. Sotto al palco il corpo non stava fermo, le gambe andavano da sole, si cantava senza remissione fin che si aveva forza. Non mancarono i colpi di scena, il pubblico assecondava la nenia romantica e quando arrivò l’esecuzione di Carolina le migliaia di persone presenti gridarono come pazzi e cominciarono una ola ondeggiante e passionale che fece gonfiare tutto il Portogallo.

Come una doccia fredda la chiusura leggendaria con “Mas que nada” che mise letteralmente in ginocchio tutti, o meglio i salti erano tutti a colpi di ginocchiate e di samba raffazzonato.

MUITO OBRIGADO PORTUGAL! Muito obrigado à todo o povo português e aos públicos de Lisboa pelo carinho. Esperamos voltar logo! Foto: Jéssia Vieira
MUITO OBRIGADO PORTUGAL!
Muito obrigado à todo o povo português e aos públicos de Lisboa pelo carinho. Esperamos voltar logo!
Foto: Jéssia Vieira

Concerto memorabile, voce inspiegabile, atmosfera senza precedenti, desiderio esaudito di migliaia di fans di sentire con le proprie orecchie che Seu Jorge è molto meglio dal vivo.

Dopo di lui nulla può più essere come prima.

Simona Gavioli

A chi mi chiede perché amo l’arte rispondo cosi:
Sono nata nella città di Virgilio, del Regno dei Gonzaga e di Isabella D’Este, una delle donne più colte e stimate del Rinascimento. Sono nata tra le mura di Palazzo Te (Giulio Romano) e la camera degli sposi (Andrea Mantegna). Sono cresciuta saltellando qua e là, facendo finta di pregare tra la chiesa di San Sebastiano e la Basilica di Sant’Andrea (Leon Battista Alberti). Sono vissuta dividendo la mia vita tra cucine e chiese matildiche; la mia favola, prima di dormire, era L’Arte di Ben Cucinare di Bartolomeo Stefani, cuoco al servizio di Ottavio Gonzaga.
A chi mi chiede perché scrivo, non rispondo.
Ma a chi mi chiede perché scrivo di arte e di cucina, dico solo che la scrittura è qualcosa che hai dentro e dalla quale non puoi scappare perché fa parte di te. La scrittura, come l’arte, ingombra la vita, soprattutto quando diventa urgente, compulsiva e passionale come la mia.
Simona Gavioli

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