We love Seychelles “carnaval des carnaval”

We love Seychelles “carnaval des carnaval”

Foto di Claudio Falappa 

Di certo il carnevale di Victoria non è il più famoso o il più celebrato in circolazione; non è nemmeno il più imponente o quello con più storia. Tuttavia in sole tre edizioni può già essere considerato il più intelligente ed etico carnevale del mondo. Il merito di questo miracolo evenemenziale è di due grandi personaggi, Alain St. Ange (Ministro del Turismo e della Cultura) e Elsia de Grancourt (Ceo-Seychelles Tourism Board) che con rara abilità sono riusciti a far arrivare nella capitale delle Seychelles decine di delegazioni provenienti da tutto il mondo per assistere ad un evento ben progettato, spettacolare e coinvolgente.

La delegazione internazionale dei giornalisti con al centro il Ministro St.Ange e la CEO Elsia De Grancourt tra noi in barca a vela in una Vip Cruise.

Impossibile per un europeo non restare affascinato dalla bellezza di questo arcipelago di isole distribuite al centro dell’oceano indiano. Le Seychelles, sono un centinaio di isole di varia dimensione, perfettamente conservate dal punto di vista ecologico, popolate da un meltin pot di diverse etnie che stanno viaggiando in sorprendente accordo tra loro. Le Seychelles rappresentano anche da un decennio una delle mete privilegiate per il viaggiatore evoluto, alla ricerca di dimensioni qualitative spazio/temporali cancellate dalla nostra ordinaria vita metropolitana. Con grande lungimiranza il Governo locale ha saputo coniugare i bisogni di una vacanza esclusiva, qualitativa, personalizzata e friendly con un grande rispetto per le bellezze di una natura particolarmente generosa…Un mare avvolgente, accogliente, ricco di sorprese, una vegetazione rigogliosa, una popolazione creola gioiosa,ospitale, fiera della propria cultura, offrono ai turisti metropolitani stressati da lavoro, bruttezza e smog, un assaggio di ciò che potremmo definire un piccolo paradiso sulla terra.

Inoltre, per i fortunati che hanno scelto come periodo di vacanza la settimana compresa tra il 8 e il 10 febbraio, le Seychelles hanno offerto l’allegria, la musica e la cultura della festa del carnevale più intelligente al mondo. Mi piace presentarlo in questi termini dal momento che mi è apparso evidente il tentativo, aldilà dei contenuti ludici di ogni carnevale, di presentare sotto una luce diversa le culture dell’Africa e quella delle isole che galleggiano nell’Oceano Indiano di fronte ad essa. Il grande continente africano, nel quale secondo i paleontologi sarebbero nati i primi ominidi dai quali discendiamo, è da decenni attraversato da tensioni e conflitti che contribuiscono a mettere in secondo piano la ricchezza culturale maturata lungo un asse storico molto più profondo della tanto sopravvalutata Europa.

Evidentemente fa sorridere pensare che un carnevale possa riassumere le caratteristiche della cultura africana evocate e tantomeno emendarne le contraddizioni. Tuttavia nell’osservare l’entusiasmante parata del 9 febbraio, il pensiero che tutti i popoli africani possano mostrare al mondo, con il linguaggio della festa, la voglia della loro gente di partecipare ad uno sviluppo del continente all’insegna della pace e della fratellanza, credo abbia attraversato la mente di tutti i partecipanti. Quindi aldilà della festa, delle belle maschere, della fragorosa e tambureggiante musica, l’ineludibile senso etico che ho cercato di sintetizzarvi mi è sembrato attraversare ogni momento della manifestazione.

Le Seychelles, Victoria, il suo “carnaval” sono divenuti dunque un’isola di speranza, di comunanza, di partecipazione. La serena gravità di questi concetti non ha impedito a migliaia di partecipanti il bagno di emozioni che una street parade così ricca di colore e musica non poteva non indurre. Ha semplicemente dato un centro a queste emozioni tale da renderle leggere e profonde, insieme.

Dunque, se il carnevale in Europa è divenuto un debole rito sociale particolarmente efficace solo nei suoi momenti ludici, uno spettacolo spesso privo di mordente, molto distante dal senso e dalle passioni appartenenti alla sua vera storia, la festa carnevalesca di Victoria, per contro, ha ricondotto l’evento alle sue significazioni delle origini, ovvero ad una idea di festa che riduce le distanze tra genti di razza diversa e attraverso il linguaggio paradossale delle maschere, della danza e della musica li riconduce tutte all’interno della grande famiglia dell’Uomo.

L’edizione 2013 ha visto premiato con il riconoscimento più ambito le splendide performance di Nothing Hill: grande musica, maschere ad effetto, una presenza, nella parata, da primi della classe. Vorrei aggiungere una menzione per la bellezza della sfilata indonesiana (Bali) e Koreana. Evidentemente non potevano avere l’energia della Golden Rose Samba School brasiliana, ma la loro elegante, raffinata performance ha indubbiamente elevato il livello estetico dell’evento.

Non dobbiamo dimenticare che, tra tutti i Paesi che hanno partecipato a questo Carnevale Internazionale e multiculturale, l’Italia ha presenziato con il suo carro dedicato all’antica Roma con affascinanti centurioni e matrone. A parte il podio, sappiamo che si è ben classificato nella lista dei primi, e questa partecipazione ci inorgoglisce dato i competitors asiatici, africani ed europei erano assolutamente di tutto rispetto!

 

we-love-seychelles

Un ringraziamento particolare lo devo all’organizzazione del Seychelles Tourism Board (www.seychelles.travel) per l’alto livello di professionalità che hanno dimostrato.
É stato emozionante inoltre viaggiare sul più grande Aereo del mondo (a due piani) della compagnia Emirates Airlines (www.emirates.com).
Un grazie di cuore a Jean Marc Michel, General Manager del magnifico Kempinsky Resort, che ha reso friendly le giornate trascorse a Baia Lazaire (ww.kempinsky.com).
Infine, come dimenticare l’indimenticabile esperienza dell’Ephelia  del Constance Hotel Experience: un grazie di cuore anche al carismatico GM Philippe Guitton (www.epheliaresort.com).

Lamberto Cantoni

L’amore per la scrittura probabilmente lo devo a mia madre, eroica sartina di provincia. Non avendo superato l’orrore per forbici e aghi, mi sono ritrovato a lavorare il fantasma delle origini con parole e grammatica. Ho avuto maestri eccezionali dei quali, me ne rendo conto, sono stato un pessimo allievo. Ma non ho mai perso la voglia di mettermi in gioco.
Lamberto Cantoni

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